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Soluzioni globali su misura. Chiorino: il mio “heritage”? Rispetto e disciplina | Civiltà del Lavoro 6/2023

19.02.2024

Articolo pubblicato nella rivista n.6/2023 di Civiltà del Lavoro

 

Chiorino Spa: Da conceria per produrre cinghie di trasmissione in cuoio a gruppo leader a livello mondiale nella produzione e distribuzione di nastri trasportatori di processo per i settori alimentare, meccanico, packaging, aeroportuale e intralogistico. Quali sono state le tappe principali di questa evoluzione?

Un’evoluzione dettata dalla necessità di dare comunque un futuro all’azienda che doveva fare i conti con l’obsolescenza tecnologica dei propri prodotti. L’evoluzione è stata lenta e faticosa ed è durata una decina di anni a cavallo fra gli anni ’70 e gli anni ’80, ed è stata sempre supportata da una visione strategica chiara di spinta verso il cambiamento a 360°. Contemporaneamente l’internazionalizzazione si è trasformata in decisione di presidiare i più importanti mercati di riferimento con una presenza proprietaria diretta della distribuzione, creando 22 società operative e 38 centri di confezionamento dei propri prodotti (da rotoloni di nastri trasportatori con carcassa in tessuto, in anelli confezionati pronti per essere montati sulle linee di produzione dei nostri oltre 2.000 clienti industriali), facendo aumentare l’occupazione dai circa 100 dipendenti degli anni ’70 agli oltre 1.000 attuali.

Nonostante la forte ascesa sui mercati esteri, l’headquarter del Gruppo è sempre stato a Biella, con un centro di ricerca e sviluppo interno che rappresenta il fiore all’occhiello dell’attività aziendale. Quanto conta l’innovazione nel suo settore?

La nostra storia insegna che Chiorino ha sempre creduto nel cambiamento e nell’innovazione continua, per potere offrire ai propri clienti industriali soluzioni tailor-made, altamente ingegnerizzate, per soddisfare le loro molteplici e sempre più sofisticate esigenze applicative.

L’impresa è guidata da più di 100 anni dalla famiglia Chiorino. Cosa lascerà in eredità a chi verrà dopo di lei?

Chiorino è stata fondata nel 1906 da mio nonno Lorenzo. Io rappresento la terza generazione. La quarta generazione è rappresentata dai miei figli, Matteo che lavora nel gruppo da oltre vent’anni ed è l’amministratore delegato e da Elisa che ne è amministratrice. Penso che il mio “heritage” possa essere riassunto dal senso del rispetto, dalla determinazione e dalla disciplina.

Qual è il suo primo ricordo in azienda?

Nessuno. Mio padre mi aveva già preparato da tempo ad interiorizzare tutto quello che mi sarebbe servito nella mia vita professionale da imprenditore, ed entrando in azienda mi sono trovato esattamente di fronte a ciò che mi aspettavo.

In occasione della sua nomina a Cavaliere del Lavoro, ha voluto festeggiare insieme ai suoi dipendenti. In che modo?

Il giorno dopo, convocazione della Rappresentanza Sindacale Unitaria, stretta di mano e donazione di un premio di Euro 1.000 per dipendente. Poche parole, molta emozione, ma soprattutto sguardo rivolto al futuro.

 

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