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ACQUA: regina delle infrastrutture| Civiltà del Lavoro 3/2023

07.11.2023

Gli interventi introduttivi del Cavaliere del Lavoro Ugo Salerno, di Monsignor Marco Tasca, del sindaco Marco Bucci e del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Articolo pubblicato nella rivista n.3/2023 di Civiltà del Lavoro

 

“Non potevamo scegliere un luogo più adatto per parlare di questo argomento. La nostra mission: informare e sensibilizzare il pubblico sulla conservazione, la gestione e l’uso sostenibile degli ambienti acquatici, per promuovere comportamenti positivi e responsabili. Questa è la mission dell’Acquario di Genova che ci ospita”.

Così ha esordito Ugo Salerno, presidente del Gruppo ligure dei Cavalieri del Lavoro che ha organizzato il Convegno Nazionale “L’Acqua: l’Oro di sempre”, tenutosi nel capoluogo della regione l’8 luglio. “L’ acqua – ha spiegato Salerno – è un elemento fondamentale non solo perché è l’elemento costitutivo del corpo umano, ma è quello che ci consente di vivere, di sopravvivere e anche sviluppare la civiltà e le culture. L’acqua è l’infrastruttura più importante per l’uomo: qualcuno scherzando dice che Iddio è un armatore, perché ha messo le materie prime lontano da dove servono e ha messo in mezzo l’acqua per trasportarle. Genova ci ha accolto con grandissimo affetto, con grandissima attenzione, e noi ringraziamo molto Genova e le sue istituzioni per questo caldissimo benvenuto”.

 

Monsignor Tasca: “Acqua utile, umile, preziosa e casta”

“Il termine acqua – ha affermato nel suo saluto l’arcivescovo di Genova Marco Tasca – compare una quarantina di volte nell’enciclica “Laudato Si’” di Papa Francesco. Prima di lui tanti altri, come francescano penso a San Francesco d’ Assisi, hanno celebrato l’acqua. San Francesco è molto malato, ha tante difficoltà, ma compone il Cantico delle Creature e parla dell’acqua con quattro termini: è molto utile, umile, preziosa e casta. Tutti sappiamo quanto sia utile e preziosa. Gli altri due termini, umile e casta, indicano il ‘prendersi cura’. Ovviamente, questo prendersi cura riguarda tutta l’umanità, tutti insieme. Ogni uomo e ogni donna hanno diritto all’acqua e tutti abbiamo il dovere di tutelarla. Il primo augurio che vi faccio è proprio questo: prenderci cura uno dell’altro, quindi aprire i confini. Già la configurazione della Liguria è fatta a forma di braccia che abbracciano. L’ acqua è umile perché serve alla vita. E umiltà richiama all’humus, alla terra. Il secondo augurio è che siamo tutti sempre più capaci di umiltà”.

 

Il sindaco Bucci: “Recupereremo l’acqua e la invieremo al Nord”

“Da duemila anni – ha spiegato il primo cittadino Marco Bucci – Genova ha avuto a che fare con l’acqua, soprattutto quella salata del mare. Lo sviluppo della nostra città è nato con l’acqua, è stato sull’acqua e continuerà ad esserlo. Genova, come dico alle persone che non parlano l’italiano è una “strip of land between the hills and the sea”, una piccola striscia di terra tra le colline e il mare. Non aveva nessuna possibilità di fare agricoltura o pastorizia, quindi si è dovuta gettare sul mare e fare commerci con tutto il mondo conosciuto a quell’epoca, costruendosi una reputazione incredibile dal punto di vista del commercio, della gestione economica e fi nanziaria, della marineria, della costruzione delle navi. Tutti dovrebbero sapere che l’85% delle merci al mondo passa dalle due alle tre settimane su una nave.

Se dovessimo chiudere tutti i porti e bloccare tutte le navi, dopo 15 giorni il mondo si fermerebbe. Il nostro pianeta è per il 75% acqua. Non so perché lo chiamiamo Terra, dovremmo chiamarlo pianeta Mare. La Repubblica di Genova sin dal passato, ha sempre pensato all’ acqua: siamo l’unica città in Italia, che aveva un lago dentro le proprie mura, il famoso “lagaccio”, costruito da Andrea Doria come riserva di acqua potabile in caso di necessità. Anche oggi lo sviluppo economico di Genova è basato sull’acqua, il porto e la logistica, il terzo valico, l’estensione del Corridoio Reno Alpi: il corridoio principale per l’Europa passa tra due porti, Rotterdam al Nord, Genova al Sud. È quindi fondamentale preservare l’acqua”.

“Oggi a Genova abbiamo sette depuratori – prosegue Bucci – e il più alto numero di bandiere blu, a 300 metri dal porto si può fare il bagno. Vogliamo che dalla nostra città parta un grande messaggio, in cui si dice che l’acqua va protetta, conservata e non sciupata. Stiamo facendo un progetto importante di riciclo completo dell’acqua dolce che esce dai depuratori, che non getteremo più in mare, ma porteremo verso il Nord d’Italia, nella pianura padana, dove c’è più bisogno di acqua soprattutto nei periodi di siccità, magari unendola anche ad un processo di desalinizzazione dell’acqua del mare. Tutte le città di mare, lungo i nostri ottomila chilometri di costa, dovrebbero contribuire a fare  qualcosa per garantire l’acqua all’entroterra”. “In più – afferma il sindaco – stiamo realizzando una serie di importanti investimenti, anche grazie al Pnrr: con la nuova diga e i nuovi investimenti prenderemo tre milioni di metri quadrati dal mare e un milione lo toremo con terra per avere più superficie per lo sviluppo economico e i servizi della città.

Infine, Genova ha ospitato l’ultima tappa della Ocean Race, la grande regata che ha girato il mondo, e ci ha dato la possibilità di scrivere il Decalogo di protezione degli oceani che sarà presentato all’Onu”.

 

Il presidente Toti: “Il mare unisce quello che sembra dividere”

“Per parlare di acqua avete scelto opportunamente Genova e la Liguria – ha detto il presidente della Liguria Giovanni Toti –. È la regione leader in Italia per la logistica, che esprime la maggiore percentuale di Pil nella blue economy, ospita più crocieristi, più posti barca e più produttori, leader nel mondo, nella nautica da diporto. Attorno all’acqua gira un pezzo importante della nostra vita, ma anche della vita del Paese, dell’Europa e del mondo”.

“Abbiamo davanti un momento unico – ha spiegato Toti –. Non solo il Pnrr e il Fondo Complementare che copre un pezzo delle opere fuori dal Pnrr; c’è poi tutta la programmazione ordinaria dei fondi europei, il Fesr, il Por, l’Fse. Dagli aiuti che diamo all’impresa per usare al meglio l’acqua nelle proprie produzioni alle professionalità che possiamo formare nei nostri Its. E poi, ancora, i fondi di sviluppo e coesione. Indirizzare bene il Paese oggi vuol dire indirizzarlo bene per i prossimi 20-30 anni.

L’acqua – ha aggiunto – è soprattutto un elemento che unisce, normalmente il mare a prima vista può sembrare un elemento che divide, ma in realtà il mare unisce ciò che sembra dividere, molto più di quanto non uniscano le montagne e le pianure. Noi siamo un paese importante nel Mediterraneo, l’acqua ci unisce alle realtà che ci circondano. Genova in questo è nuovamente un simbolo di ciò che il mare non solamente può unire in modo fisico, ma può unire anche in modo culturale, l’interscambio commerciale e tutto quello che di positivo si costruisce normalmente incontrando altre persone e altre civiltà”.

 

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