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Bioetica, ecco il “manuale di sopravvivenza” di Renzo Pegoraro

Renzo Pegoraro

Renzo Pegoraro

Serve un’etica in grado di accompagnare il progresso e di illuminare i passi della scienza, quando questi siano incerti. Parola di Renzo Pegoraro, presbitero diocesano, docente della Facoltà teologica del Triveneto, nominato dal papa Ratzinger Cancelliere della Pontificia Accademia per la vita, ospite del Collegio Universitario “Lamaro Pozzani” per un incontro con gli studenti che ha trattato il delicato tema del dialogo tra fede, scienza ed etica. Per Pegoraro, serve una “scienza della sopravvivenza”, necessaria per garantire un futuro all’umanità e al pianeta. Ripercorrendo la storia della Bioetica, dalla sua nascita negli anni Settanta, il professore ha illustrato i due fattori su cui poggia la materia. Da un lato, l’imponente progresso che imposto all’uomo di confrontarsi con l’esigenza di gestire le enormi potenzialità tecniche e scientifiche spuntate all’orizzonte.  Dall’altro, il dibattito dentro gli ospedali e le università, ossia i luoghi in cui la scienza si interroga sulle conseguenze del suo potere.

Pegoraro propone un’etica capace di accompagnare il progresso, non di frenarlo e neanche di rincorrerlo. Un’etica che sia però anche “profetica”, in grado, cioè, di tracciare il cammino e di illuminare i passi della scienza, quando questi siano incerti. È necessario, quindi, un ponte tra il mondo della scienza e il mondo umanistico per aprire un dialogo tra diverse competenze e sensibilità.

Le domande degli studenti hanno consentito a Pegoraro di approfondire il rapporto tra la bioetica e la bioetica cattolica in Italia, la teoria del gender e il ruolo dell’individuo nella società.