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SINTESI IN PRIMO PIANO – 21 gennaio 2021

In evidenza sui principali quotidiani:

– Crisi di governo: Conte dal presidente Mattarella
– Scostamento di bilancio a 165 miliardi
– Insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca
– Caso Regeni: la Procura accelera sul processo agli 007 egiziani

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Breda Marzio 
Titolo: L’analisi – I dubbi cli Mattarella sulla governabilità e i tempi necessari per allargare l’alleanza
Tema: Conte da Mattarella

Non è andato tutto bene. E, quel ch’è peggio, si è bruciato tempo prezioso, da recuperare in fretta. Lo sa Giuseppe Conte e lo sa Sergio Mattarella, che ieri sera lo ha ricevuto al Quirinale per un colloquio definito «di cortesia», in quanto avrebbe anche potuto non avere luogo. Come se non fosse accaduto nulla. Certo, da un punto di vista istituzionale sarà pure così. Ma sarebbe stato imbarazzante se, dopo l’avventurosa — e risicata — fiducia ottenuta in Parlamento, il premier non fosse andato dal capo dello Stato per spiegargli come pensa di uscire dalla palude in cui si trova. Ecco perché l’incontro, delicatissimo in questa fase che sfiora la crisi di sistema, è stato caricato di molte aspettative. Forse troppe. Almeno per quanto riguarda ciò che può fare, o no, il presidente della Repubblica.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Vecchio Concetto 
Titolo: Paese diviso, il Colle preoccupato Chiede stabilità in tempi brevi
Tema: Conte da Mattarella

Conte arriva alle 18,30 e se ne va un’ora dopo. II premier illustra la sua strategia, così com’è emersa durante il vertice di maggioranza con i capi delegazione e i leader di partito, ovvero la volontà di ampliare il perimetro dell’alleanza giallorossa. Aggiungere al più presto una quarta gamba. Poi definire un patto di legislatura. E infine procedere a un ricambio in alcune caselle. Conte illustra così al presidente la sua road map. E gli spiega che ha bisogno di tempo. Mattarella ascolta in silenzio. Il tempo fatalmente concesso all’allargamento non può essere infinito. Quindi Conte dovrà fornire delle risposte a breve.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Lombardo Ilario 
Titolo: Conte, cinque giorni per trovare i numeri Di Maio: mai con FI – Il Colle chiede di fare presto Conte punta su Forza Italia Cinque giorni per il gruppo
Tema: Conte da Mattarella

Servono dieci senatori e quattro-cinque giorni per chiudere le trattative. I numeri per evitare lo strapiombo di una crisi senza fine sono questi. E sono stati il sottotesto del colloquio di circa quaranta minuti tra Giuseppe Conte e Sergio Mattarella. Il premier è salito al Colle non perché era tenuto a farlo, ma perché considera un atto di cortesia istituzionale informare il Capo dello Stato del doppio voto di fiducia strappato nei due giorni dicomunicazioni in Parlamento. Il corpo a corpo con Matteo Renzi non è finito al meglio. Certo, 156 senatori bastano per la maggioranza relativa. Ma non bastano perla navigazione tranquilla del governo.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guerzoni Monica 
Titolo: Il retroscena – Il premier allarmato dai tanti «ni» «Non offro posti» Ma sta lavorando al maxi-rimpasto
Tema: Crisi di governo: le mosse di Conte

Quando è sceso dal Colle più alto, Giuseppe Conte non aveva un’espressione allegra. C’è la stanchezza di giorni ad altissima tensione politica e nervosa e c’è, dentro le stanze di Palazzo Chigi, un’ansia diffusa e crescente che guasta la soddisfazione del pericolo scampato e non consente al presidente del Consiglio di spargere ottimismo. Per dirla con un ministro, «basta un nulla perché possa saltare tutto». Il tempo è poco. Dieci giorni per allargare e poi puntellare con un rimpasto la fragile alleanza giallorossa. Per la sofferta fiducia di martedì sera Conte ha raggranellato 156 voti, nonostante le decine di telefonate partite dal suo cellulare per arruolare in corsa i «costruttori». Per la maggioranza assoluta ne servono 161 e nemmeno bastano, perché Franceschini ha fissato a 170 la vetta per la stabilità. «Uno dopo l’altro arriveranno», su questo Conte si è detto fiducioso.< br /> Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Stampa 
Autore:  Martini Fabio 
Titolo: Il retroscena – Il premier non vuole un partito avanti con contatti ad personam
Tema: Crisi di governo: le mosse di Conte

Per una ragione sinora rimasta sotto traccia e assai diversa dalla vulgata prevalente: da diversi giorni i due azionisti di riferimento della maggioranza, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, stanno suggerendo a Giuseppe Conte di «prendere un’iniziativa politica», di far capire di essere in campo, di essere pronto a “farsi partito”. Zingaretti pensa che questo sia l’unico modo per «allargare subito la base parlamentare», evitando il suk e al tempo stesso che sia un investimento per provare a vincere, quando ci saranno, le elezioni Politiche. E anche Luigi Di Maio si sta muovendo con una logica capovolta rispetto al timore che gli viene attribuito di temere la concorrenza di un “Partito di Conte”.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Meli Maria_Teresa 
Titolo: Il retroscena – Renzi: senza di noi non durano E scommette su un altro governo
Tema: Crisi di governo: i partiti

Matteo Renzi sa bene che la guerra non è affatto finita. Anzi, è solo iniziata. Quella di martedì in Senato è stata semplicemente una battaglia e, secondo lui, «l’hanno persa e anche alla grande». «Chiunque al posto di Conte sarebbe andato al Colle a dimettersi, ma la sua paura di perdere Palazzo Chigi è troppo forte», dice il leader di Italia viva ai suoi. Renzi ha ribattezzato il premier «il Conte dimezzato», perché non ha la maggioranza al Senato, «e chiunque faccia politica sa bene che cosa significhi questo nell’attività parlamentare».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Zapperi Cesare 
Titolo: Oggi il centrodestra da Mattarella «Basta con la compravendita di eletti»
Tema: Crisi di governo: i partiti

«II Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio». Il centrodestra in pubblico si mostra compatto e si schiera dietro una linea comune che esprimerà al presidente della Repubblica questo pomeriggio quando sarà ricevuto al Quirinale. La nota congiunta emessa al termine dell’ennesimo vertice alla Camera cui hanno partecipato di persona Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fdl), Antonio Tajani (FI), Maurizio Lupi (Noi con )’Italia) e Lorenzo Cesa (Udc) e in collegamento Silvio Berlusconi e Giovanni Toti (Cambiamo), parla di «situazione insostenibile» per via di «una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Di Caro Paola 
Titolo: Intervista a Giorgia Meloni – «Voltagabbana al governo» – «È un governo retto da voltagabbana e senza i numeri Le urne sono la via»
Tema: Crisi di governo: i partiti
Davanti a un governo che si regge «su un mercato delle vacche, che però fatto da loro diventa una “boutique delle chianine”», Giorgia Meloni non vuole «dare per scontato che il capo dello Stato si accontenti di fare solo da I dubbi su Renzi Ho trovato distonico il modo di fare di Renzi in questa crisi Prima sfiducia Conte, poi dice che è pronto a trattare… ll mandato popolare Le elezioni le chiedevo anche quando avevo il 3 per cento. Nei momenti difficili serve un esecutivo forte e voluto dai cittadini spettatore». Anzi, spera che «come altri suoi predecessori eserciti la sua moral suasion» e valuti se esistono le condizioni per sciogliere le Camere.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Vitale Giovanna 
Titolo: Zingaretti, col premier piena sintonia e un patto elettorale
Tema: Crisi di governo: i partiti

Al Nazareno lo chiamano «il capolavoro di Renzi», traduzione empirica dell’eterogenesi dei fini. La rottura del leader di Italia viva, aggravata dai toni aggressivi utilizzati nell’aula di palazzo Madama, ha finito per rafforzare e rendere pressoché inamovibile proprio l’uomo che il senatore di Scandicci voleva spodestare: Giuseppe Conte. Dal segretario dem ormai considerato non soltanto «l’unico punto di equilibrio possibile» tra il Pd e un M5S talmente balcanizzato da far apparire impraticabile qualsiasi ipotesi di accordo su un premier diverso, ma il perno attorno al quale costruire quell’alleanza strategica — in chiave sia politica sia elettorale — su cui Nicola Zingaretti e Dario Franceschini hanno scommesso già da un po’.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Di Matteo Alessandro – Monticelli Luca 
Titolo: Rimpasto o terzo mandato Il Pd si divide sulla strategia
Tema: Crisi di governo: i partiti
La delegazione democratica nell’esecutivo è ovviamente più prudente e preferirebbe un piccolo rimpasto, visto che alcuni incastri sono possibili (magari uno scambio di un ministero con la delega ai servizi) e inoltre ci sono le caselle lasciate libere da Italia viva da assegnare. «Al Nazareno tengono alta l’asticella dell’ambizione», commenta un ministro Pd.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Cuzzocrea Annalisa 
Titolo: Intervista a Luigi Di Maio – Di Maio “Grazie al Recovery la maggioranza si allargherà Renzi aiuta Salvini e Meloni”
Tema: Crisi di governo: i partiti

Ministro Luigi Di Maio, la fiducia al Senato è passata di un soffio. Come pensate dl andare avanti? «I numerici dicono che il governo ha la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato. Sono fiducioso, penso che nei prossimi giorni ci sarà un consolidamento della maggioranza proprio intorno al Recovery Plan». Il lavoro parlamentare sul Recovery è il banco dl prova di nuove intese? «Voglio fare un appello: il Recovery equivale al Piano Marshall del dopoguerra. Allora i padri costituenti si misero insieme non solo per ricostruire l’Italia grazie a quel progetto, ma per contribuire alla costruzione di un’Europa moderna. Dobbiamo sentire, seppur con modestia, quello spirito. Metterci Insieme come forze e realtà europeiste per scrivere un Recovery Plan all’altezza della situazione». Ma a chi volete allargare? All’Udc, a Forza Italia? «Ci siamo rivolti ai parlamentari animati da uno spirito europeo che per&ograv e;, attenzione, prevede delle sfide. Dovremo lavorare per superare il patto di stabilità, prorogare ulteriormente il temporary frame, batterci perché la conferenza sul futuro superi la regola dell’unanimità su alcuni argomenti per evitare il veto dei piccoli Paesi. Tutto questo richiede una forza parlamentare maggiore e sono fiducioso che ci sia».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Franco Massimo 
Titolo: La Nota – Un percorso obbligato ma lastricato di incognite
Tema: Crisi di governo: commenti

In apparenza, la strategia è segnata e obbligata. Infragilito e a caccia di voti, Giuseppe Conte Ieri ha informato il Quirinale di volere andare avanti; e si è impegnato a trovare sponde meno erratiche di quelle di ieri al Senato. Il termine massimo che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, sembra disposto a concedere per allargare la base del governo non va oltre le due settimane Il premier ritiene che basteranno, sebbene la ricucitura con Matteo Renzi sia ritenuta impensabile; e l’arruolamento di una parte del suo gruppo non appaia scontata. Ma il fronte da arare rimane quello, accanto allo scontento di alcuni esponenti di Forza Italia. E sempre più chiaro che martedì Renzi non ha scelto il muro contro muro, preferendo l’astensione, perché altrimenti i senatori di Italia viva si sarebbero spaccati.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Folli Stefano 
Titolo: Il punto – Conte e il bivio di fronte al Pd
Tema: Crisi di governo: commenti

Al Quirinale il presidente Mattarella avrà fatto presente al suo interlocutore che lo stallo non è sostenibile se non per un lasso temporale molto breve. Mattarella ha sempre seguito con scrupolo istituzionale la parabola dell’esecutivo Pd-5S-LeU (e renziani), fin dalla controversa nascita nella calda estate del ’19. Quando ha potuto lo ha tutelato in nome della stabilità. Ma oggi si trova di fronte un Conte dal futuro incerto. Un Conte che ha trovato in Senato voti un po’ casuali, sufficienti per avere la fiducia, ma non per governare; tanto meno per avviare quei programmi riformatori e di gestione del Recovery che il premier ama annunciare senza risparmio di retorica.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guerzoni Monica – Sarzanini Fiorenza 
Titolo: Spostamenti nelle seconde case solo se affittate prima del 14 gennaio
Tema: Emergenza Covid: chiarimenti

II governo conferma: si può andare nelle seconde case, pure se si trovano fuori Regione. II trasferimento potrà avvenire anche se l’abitazione si trova in zona arancione o rossa. Unico limite: l’atto di proprietà o il contratto d’affitto dovrà essere antecedente al 14 gennaio 2021, data di entrata in vigore del nuovo Dpcm.  Ieri sera sul sito di palazzo Chigi sono state pubblicate le Faq — risposte alle domande frequenti — sul nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Contengono i chiarimenti su quello che si può e non si può fare.
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Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Mobili Marco – Rogari Marco 
Titolo: Ok al deficit, raggiunti i 165 miliardi – Scostamento, sì bipartisan Dote anti crisi sale a 165 miliardi
Tema: Bilancio
Si quasi unanime delle Camere al nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi: dall’inizio della pandemia hanno dato l’oka interventi con ricaduta sul deficit per 165 miliardi. Intanto prende forma il piano del governo per uscire dalle misure emergenziali, da far confluire nel decreto Ristori 5. Si va verso una disciplina “differenziata” e “selettiva” degli aiuti: in vista ulteriori 26 settimane di dg Covid per settori come commercio, imprese non artigiane sotto i 5 dipendenti, turismo e ristorazione.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Salvia Lorenzo 
Titolo: Scostamento di bilancio, primo test Al voto per il sì anche l’opposizione
Tema: Bilancio

Passa praticamente all’unanimità lo scostamento di bilancio, la richiesta presentata dal governo sia alla Camera sia al Senato per fare nuovo deficit. Sono 32 miliardi di euro che serviranno a mettere in piedi il nuovo decreto legge sui ristori, per aiutare chi ha sofferto di più gli effetti economici della pandemia. La richiesta di nuovo deficit è passata con 523 sì, tre no e due astenuti alla Camera. E con 291 sì, nessun no e un astenuto al Senato.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Pogliotti Giorgio – Tucci Carlo 
Titolo: Cig, 26 settimane gratis per il terziario – Proroga selettiva e differenziata per la cassa Covid
Tema: Misure anti Covid

Per i settori non coperti dagli ammortizzatori ordinari, ancora in crisi e con una prospettiva più lenta di uscita dagli effetti della pandemia, si starebbe ragionando su ulteriori 26 settimane di cassa integrazione Covid-19, utilizzabili quest’anno forse nell’arco di un biennio. Fino a Natale (o un po’ prima, dipende dalle risorse finali disponibili) l’ammortizzatore, destinato a sostituire Cig in deroga e assegno ordinario (Fis), sarebbe gratuito. Dal 2022 – nell’ambito della riforma degli ammortizzatori – per le imprese utilizzatrici scatterebbe un aumento dello 0,65 dell’aliquota fissa per garantire l’equilibrio e la sostenibilità finanziaria della cassa, che potrebbe così diventare, a regime, lo strumento di sostegno al reddito delle piccole aziende.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cellino Maximilian 
Titolo: Spread: fiducia e Bce limitano la volatilità
Tema: Mercati

L’archiviazione in tempi rapidi del tema della fiducia al Governo Conte finisce per dare per il momento ragione a quanti fragli investitori hanno sempre creduto in una soluzione della crisi nel segno della continuità e senza il temuto ricorso anticipato alle urne. È infatti soprattutto questa convinzione, oltre chiaramente al sostegno della Bce, ad aver contenuto in 10-15 punti base la volatilità dello spread fra BTp e Bund nell’ultima settimana.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Petrini Roberto 
Titolo: Scatta la riscrittura del Recovery Plan Meno burocrazia e più lavoro
Tema: Piano per gli aiuti

Dopo la crisi, scatta la “riscrittura” del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 167 pagine da 223,9 miliardi varato dal governo nei giorni scorsi comincia il suo iter alla Camera e al Senato. Non sarà un passaggio formale anche perché, come ha ricordato il premier Conte durante il discorso perla fiducia, il Recovery Plan dopo l’esame da parte delle Camere, tornerà a Palazzo Chigi per raccogliere le proposte di modifica e poi sarà rispedito in Parlamento per una ulteriore approvazione definitiva. L’esame del provvedimento parte tra oggi e domani dalla Commissione Bilancio della Camera, farà il giro di tutte le Commissioni interessate, come per la Finanziaria, poi tornerà alla Bilancio per una sintesi. Nel frattempo scatteranno le audizioni di parti sociali, categorie interessate e istituzioni economiche.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Bufacchi Isabella 
Titolo: All’Italia il 17,9% dei fondi Bei: è il primo beneficiario – Italia primo beneficiario dei finanziamenti Bei nel 2020
Tema: Investimenti

L’Italia è stata «di gran lunga» il primo beneficiario dei prestiti del gruppo Bei nel 2020: un totale di 11,9 miliardi (+8,2% rispetto al 2019), di cui 10,9 in prestiti e 1,4 in equity e garanzie, a sostegno di investimenti per 32,4 miliardi. L’Italia si è aggiudicata il 17,9% sul totale dei 66,6 miliardi di finanziamenti della Bei in Europa l’anno scorso, surclassando la Francia (10 miliardi) e la Spagna (8,5 miliardi). Il primato italiano arriva in un’annata pandemica che ha visto la Bei attivarsi con una vasta gamma di strumenti consolidati e di operazioni innovative: perla prima volta è stato finanziato il capitale circolante delle Pmi in difficoltà, per soddisfare il fabbisogno di liquidità a breve termine, per «dare ossigeno per la sopravvivenza», ha enfatizzato il vicepresidente Dario Scannapieco.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Davi Luca 
Titolo: Bce, le banche si adeguano e frenano sui dividendi – Banche allineate alle richieste Bce: sui dividendi un altro anno di magra
Tema: Credito

Nei giorni scorsi – venerdì 15 era il termine ultimo – gli istituti intenzionati a pagare dividendi o ad effettuare riacquisti di azioni proprie (buyback) hanno infatti contattato i rispettivi team di vigilanza, i joint supervisory team, per comunicare i loro piani sul tema. Nella stragrande maggioranza dei casi, a quanto risulta al Sole 24Ore , l’allineamento rispetto agli input sarebbe stato pieno, in linea con le attese della Vigilanza. I paletti della Bce, resi noti a metà dicembre, sono chiari: fino a settembre 2021 i pagamenti di dividendi i buyback dovranno essere pari al dato più basso tra i115% degli utili cumulati per il 2019 e il 2020 i 20 punti base del Common Equity Tier 1 ratio.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Gentili Guido 
Titolo: B20 al via: innovazione e riscatto – B20 al via tra innovazione e riscatto
Tema: Governance globale

Cosi, a cavallo tra l’insediamento di Joe Bi den alla Casa Bianca e l’inizio dell’anno a guida tricolore del G20 (il consesso che raggruppa le venti economie più grandi), ecco partire oggi il B20 (la presidenza italiana l’ha affidato alla Confindustria) che riunisce la comunità del business con la regìa di Emma Marcegaglia. L’ex presidente di viale dell’Astronomia è stata indicata dal numero uno degli industriali, Carlo Bonomi, per il coordinamento e la sintesi delle raccomandazioni che ad ottobre saranno messe sul tavolo del G20. Si tratta con tutta evidenza di appuntamenti cruciali che affidano all’Italia una responsabilità seria. Il 2021 è vissuto, giustamente, come l’anno della riscossa.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Ri. Que. 
Titolo: Stellantis, mossa del governo: lo Stato azionista non è un tabù
Tema: Fiat

Il governo italiano non esclude l’ingresso in Stellantis con una quota pari a quella del governo francese. Parola del viceministro all’Economia Antonio Misiani (Pd) intervistato su Radio 24. «Personalmente non ritengo un tabù l’ipotesi di un ingresso pubblico nella nuova società analogamente alla quota già posseduta dal governo francese», sono le sue parole. «Ma questo tema — ha aggiunto — viene dopo un ragionamento di politica industriale che va fatto per l’intero comparto automotive». Impossibile non notare, poi, che per il governo si tratterebbe di entrare in un’operazione che ormai ha già preso forma.
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarcina Giuseppe 
Titolo: «Uniamoci» Comincia l’era di Biden e Harris – L’era di Biden-Harris ha vinto la democrazia
Tema: Usa

Joe Biden ha giurato. È il 46esimo presidente degli Stati Uniti. Al suo fianco Kamala Harris, prima donna vicepresidente. Questo è «il giorno dell’America, della democrazia», ha detto il neoeletto. «Il popolo ha parlato, la democrazia ha prevalso» ha aggiunto sóttolineando però che «è preziosa e va protetta». Trump prima di lasciare la Casa Bianca ha detto: torneremo in qualche modo. Il discorso del 46° presidente degli Stati Uniti è durato solo 22 minuti. La «brevitas» sarà un segno distintivo di questo mandato. Un altro modo per marcare il distacco antropologico, prima ancora che politico, con i comizi fluviali, le battute scorrette, le improvvisazioni di Donald Trump. Le parole di Biden sono state accuratamente filtrate con lo scopo di farle cadere come un balsamo fresco sulle ustioni del Paese. I 900 mila morti per Covid, gli oltre 10 milioni di posti di lavoro polverizzati d alla pandemia, le settimane ansiogene che hanno tenuto in sospeso gli Stati Uniti e un po’ anche il mondo intero.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarcina Giuseppe 
Titolo: I primi atti virus, clima, migranti
Tema: Usa

La partenza operativa di Joe Biden è come una frustata. Un segnale di un cambio immediato e radicale. Nel pomeriggio di ieri il nuovo presidente ha firmato diciassette ordini esecutivi, cominciando a cancellare le tracce della stagione trumpiana. Ne segnaliamo tre. Primo: abolito il bando per i viaggiatori provenienti da diversi Paesi musulmani, la misura di esordio di Trump nel gennaio 2017 che suscitò immediate proteste. Secondo: rientro nell’Accordo di Parigi per il contrasto al «climate change». Terzo: obbligo di indossare la mascherina in tutte le proprietà federali e durante i viaggi su treni e aerei. Il piano per l’economia. L’agenda di Biden è dominata dall’intreccio micidiale tra pandemia e crisi economica.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Molinari Maurizio 
Titolo: L’editoriale – Uniti nel nome dei diritti – Il riscatto dell’America Uniti nel nome dei diritti
Tema: Usa

Davanti ad un tappeto di duecentomila bandiere a stelle e strisce, nel Giorno dell’Inaugurazione segnato dall’aggressione della pandemia e dall’insurrezione suprematista nel cuore di Washington, Joe R. Biden è diventato il 46° presidente degli Stati Uniti ammettendo la «fragilità della democrazia» americana ma assicurando che «prevarrà sui nemici» grazie a tre caratteristiche: l’unità fra i cittadini, il rispetto dei diritti e la scelta delle alleanze. L’unità della nazione nasce dal richiamo al fondatore George Washington, ad Abramo Lincoln che abolì la schiavitù ed alle marce di Martin Luther King come dalla scelta di Kamala Harris di giurare sulla Bibbia di Thurgood Marshall, il giudice afroamericano della Corte Suprema che contribul alla sentenza che pose fine alla segregazione nelle scuole. È l’America inclusiva dove ogni cittadino che rispetta le regole e lavora duro può raggiungere quals iasi risultato.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rampini Federico 
Titolo: Il riscatto dell’America – La sfida di Biden “Unirò America”
Tema: Usa

«Ha vinto la democrazia, ora la mia missione è l’unità». Joe Biden ha prestato giuramento come quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti, ha chiuso i quattro anni di presidenza di Donald Trump promettendo di guarire una nazione ferita nel corpo e nell’anima. Ha voltato pagina dopo una presidenza tumultuosa e traumatica, sottolineata fino all’ultimo dalle provocazioni del suo predecessore. Trump, colpito dal secondo impeachment per aver istigato l’assalto al Congresso del 6 gennaio, ha lasciato la Casa Bianca ieri mattina disertando la cerimonia d’insediamento del successore. Oltre a negare la legittimità di Biden, promette o minaccia di creare un nuovo partito.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Mastrolilli Paolo 
Titolo: Bentornata America – Biden, il presidente della normalità “Chiudiamo questa guerra incivile”
Tema: Usa

Finalmente un po’ di normalità. Anche sana noia costituzionale, nella liturgia democratica che ieri ha consacrato Joe Biden come 46° presidente degli Stati Uniti, invitando tutti gli americani a «mettere fine a questa guerra incivile». E niente violenze, dopo l’orrore dell’assalto al Congresso del 6 gennaio, nella speranza che quella pagina sia stata voltata per sempre quando Donald Trump è decollato sull’Air Force One per la Florida, lasciando però una lettera di saluto. Il capo della Casa Bianca ha cominciato la giornata a messa, nella chiesa cattolica di St. Matthew, non solo perché la sua fede non è uno show, ma anche per dare il segno tangibile che le differenze in America sono fonte di ricchezza, non necessariamente scintille di guerre culturali.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Semprini Francesco 
Titolo: Trump, addio a metà “Tornerò con voi” E pensa a un partito
Tema: Usa

La fine dell’avventura presidenziale di Donald Trump si consuma con un saluto in tre atti tra Casa Bianca, Base di Andrew e West Palm Beach, da dove ieri è ripresa la vita da “comune cittadino”. Un addio non addio come ha fatto intendere tra le pieghe di un discorso, almeno questa volta, improntato a compostezza e protocollo. Poco dopo le 8 del mattino il presidente e la First Lady lasciano il 1600 di Pennsylvania Avenue a bordo dell’elicottero Marine One: «È stato un grande onore, l’onore di una vita. Le più grandi persone del mondo, la più grande casa del mondo», dice alla pattuglia di giornalisti prima di volare alla base di Andrew.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Biden Joseph_R. 
Titolo: Il discorso – La democrazia ha vinto, ora torniamo uniti
Tema: Usa

Questo è il giorno della democrazia. Un giorno storico, di speranza, di rinnovamento e di determinazione forgiata nei secoli. L’America è stata nuovamente messa alla prova e l’America ha raccolto la sfida. Oggi celebriamo il trionfo non di un candidato, ma di una causa, la causa della democrazia. Il popolo, la volontà del popolo è stata ascoltata e la volontà del popolo è stata fatta. Abbiamo imparato di nuovo che la democrazia è preziosa. La democrazia è fragile. Ma in questo momento la democrazia ha vinto. D’ora in poi, su questo terreno consacrato, dove solo pochi giorni fa la violenza ha cercato di sovvertire le fondamenta stesse del Campidoglio, ci riuniamo come un’unica nazione, al cospetto di Dio, indivisibili per portare a termine il passaggio pacifico del potere, come facciamo da oltre due secoli.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Monda Antonio 
Titolo: Intervista a Michael Cunningham – Cunningham “Dovrà sanare un Paese ferito”
Tema: Usa

Michael Cunningham non riesce a credere che l’America abbia un nuovo presidente. «Avremo finalmente qualcuno di cui non dobbiamo vergognarci», dice con un sorriso amaro, «e credo si tratti di uno dei pochi effetti positivi della tragedia di questa pandemia: dubito che Biden sarebbe riuscito a vincere se Trump non avesse gestito in maniera così oscena l’emergenza». Quale è II suo parere su Biden? «È una persona preparata, civile e di grande esperienza tre elementi assenti in Trump. Un politico dialoga con la gente invece di disprezzarla o incitarla ad azioni violente».
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Testata:  Stampa 
Autore:  Siri Simona 
Titolo: Potere Kamala
Tema: Usa

Vestita di blu, con gli occhi piantati di fronte a un’altra donna da record – Sonia Sotomayor, prima latina nominata alla Corte Suprema — poco prima delle 11 Kamala Harris ha alzato la mano destra e con un solo gesto ha inanellato una serie di primati: prima vicepresidente donna, ma anche prima persona di colore e prima asiatica americana. Un momento storico, come testimoniato dall’emozione delle tante giovani che in Harris si riconoscono perché, come ha spesso ripetuto, «sono la prima, ma sono sicura che non sarò l’ultima».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Lombardi Anna 
Titolo: L’ultima sfida di Trump “Non è addio, tornerò” – “Ci vediamo presto” Trump saluta e pensa al suo partito
Tema: Usa

Nord Ovest, facendo sventolare le bandiere a stelle e strisce piazzate lungo la pista della base militare di Andrews, in Maryland, dove l’Air Force One scaldava i motori. Cos’ forte, da scompigliare pure la chioma scolpita con la lacca dl Donald Tump, mentre saliva sul piccolo palco appositamente allestito, per pronunciare il suo discorso d’addio: «ll mio è solo un arrivederci. Ho fatto tutto ciò per cul mi avete eletto. E molto di più».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Bianconi Giovanni 
Titolo: I verbali degli 007 egiziani «Ecco le bugie su Regeni» – Telefonate, controlli, video «Così gli 007 egiziani hanno mentito su Regeni»
Tema: Caso Regeni

La trappola mortale in cui è caduto Giulio Regeni è svelata — almeno in parte — dalle dichiarazioni degli stessi uomini accusati di averla organizzata. Negli interrogatori resi da uno dei quattro militari egiziani ora imputati del sequestro e dell’omicidio del ricercatore friulano, ad esempio, sono contenute affermazioni reticenti, non credibili e a volte contraddittorie che la Procura di Roma considera indizi di una sua diretta responsabilità. Contribuendo alla richiesta, firmata ieri dal procuratore Michele Prestipino e il sostituto Sergio Colaiocco, di processare il generale Tariq Ali Sabir, già ai vertici della National security agency e da poco trasferito a incarichi amministrativi; il colonnello Athar Kamel Mohamed Ibrahim, già capo del Servizio investigazioni giudiziarie del Cairo; il colonnello Uhsam Helmy, anche lui funzionario della National security come il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. «Indagini regolari» Proprio Sharif — accusato anche delle torture e della morte di Giulio, gli altri solo del rapimento — è stato interrogato cinque volte dalla Procura generale egiziana, tra il 2016 e il 2018.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Foschini Giuliano 
Titolo: Regeni, i pm: “Processate gli 007 egiziani Ecco le prove” – “Sequestro e omicidio A processo in Italia gli assassini di Regeni”
Tema: Caso Regeni

Le accuse mosse dal procuratore Michele Prestipino e dal sostituto Sergio Colalocco sono concorso in omicidio aggravato, lesioni personali e sequestro di persona. L’udienza preliminare dovrebbe tenersi in primavera. In quella sede verranno certificate non solo la non collaborazione egiziana ma le parole sprecate in questi mesi dalle autorità italiane: da più parti erano arrivate rassicurazioni almeno sull’elezione di domicilio dei 4 imputati — la comunicazione dell’indirizzo che avrebbe permesso alla nostra autorità giudiziaria di notificare loro gli atti dell’indagine — e invece il processo si terrà in contumacia. Sul tavolo c’è una questione procedurale che toccherà al giudice per l’udienza preliminare affrontare: il nostro sistema giudiziario non consente il rinvio a giudizio senza la notifica dell’atto agli imputati. E la notifica senza il domicilio, e senza la collaborazione dell’ambasciata, è impossibile.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Longo Grazia 
Titolo: Regeni, la Procura accelera “Processate gli 007 egiziani”
Tema: Caso Regeni

Sarà il gup Pier Luigi Balestrieri a decidere se i quattro 007 egiziani che sequestrarono, torturano e uccisero Giulio Regeni, verranno processati oppure no. Ieri il procuratore Michele Prestipino e il pm Sergio Colaiocco hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio contestando, a vario titolo, il sequestro di persona pluriaggravato, e il concorso in lesioni personali (il reato di tortura è stato introdotto solo nel 2017) e in omicidio. L’udienza del gup potrebbe essere fissata ad aprile.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cremonesi Lorenzo 
Titolo: L’Onu ai libici: entro sabato via dal Paese tutti i mercenari
Tema: Libia

«Smettetela di pensare ai piccoli interessi di bottega e privilegiate invece quelli nazionali libici! Mandate via subito le truppe straniere dal Paese ed eleggete al più presto il nuovo governo unitario destinato a traghettare verso le elezioni nazionali previste per il prossimo 24 dicembre». E una dura requisitoriaappello quella the pronuncia Stephanie Williams contro i politici libici. La diplomatica americana, che a marzo aveva assunto il comando della missione Onu in libia, sa di essere ormai a fine mandato.
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