Menu

SINTESI IN PRIMO PIANO – 19 febbraio 2021

In evidenza sui principali quotidiani:

– Fiducia a Draghi alla Camera: 535 sì e 56 no. Draghi: “Lotta alla burocrazia, alimenta l’illegalità”.
– M5S nel caos, altri 31 ribelli, annunciata l’espulsione di 15 senatori.
– Draghi: modello Genova per il Recovery Plan. Oggi il premier debutta al G7.
– Facebook contro la legge che lo obbligherà a pagare gli editori in Australia.

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Galluzzo Marco 
Titolo: «Giusto processo, basta corruzione» Per Draghi 535 sì e 56 no alla Camera
Tema: Fiducia a Draghi

Con 535 sì e 56 no Mario Draghi ottiene la fiducia anche alla Camera. Adesso può partire con il programma. «Lotta alla corruzione e alle mafie», azioni «innovative» per arrivare in tempi rapidi «al giusto processo». Nel M5S è rottura. La fronda dei ribelli si è allargata a 31 deputati, mentre è stata annunciata l’espulsione di 15 senatori. L’articolazione del suo programma Draghi l’ha già illustrata al Senato e così alla Camera sceglie una replica breve, tredici minuti in tutto in cui chiarisce solo qualche passaggio: dalle piccole e medie imprese alla giustizia (il più applaudito) ma anche alle carceri. Gli Istituti penitenziari «sono sovraffollati», osserva, e non bisogna trascurare la «paura» del contagio. I numeri su cui può contare anche alla Camera sono più che robusti e neanche il caos 5S è capace di metterli a rischio. La fronda dei Cinque s telle è però ormai ufficiale e si allarga addirittura alla Camera (sono 16 i no detti al premier, e altre 15 defezioni si contano tra assenti e astenuti, per un totale di 31 voti mancanti). Un dato che sottolinea Giorgia Meloni: «Oggi sono tutti con lei… vedrà quando scatterà il semestre bianco quanti temerari dissidenti usciranno fuori», dice intervenendo in Aula e ribadendo il voto contrario del suo partito.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Palmerini Lina 
Titolo: Politica 2.0 – Numeri larghi ma all’interno dei partiti è alta tensione
Tema: Fiducia a Draghi

I numeri non raccontano tutto e infatti a guardare dentro la maggioranza – larghissima – di Mario Draghi c’è un dato di solidità ma si vedono pure le crepe che attraversano i partiti. Non è infatti solo una questione di coabitazione tra avversari a creare qualche problema ma c’è uno sciame sismico che si è infilato dentro le principali forze e, in alcuni casi, può produrre delle vere e proprie scosse. Ieri, per esempio, l’epicentro era nel Movimento dove è partita la procedura di espulsione di chi ha votato “no” all’Esecutivo in dissenso con i risultati della piattaforma Rousseau. Aria di scissione dentro i 5 Stelle che hanno avuto un messaggio da Grillo – «non siamo più marziani» – con cui ha provato a serrare i ranghi. Molti pensano che una divisione non sia un male perché porterà chiarezza e produrrà una good company “governativa” – in antitesi alla bad company scissionista – nella speranza ch e Conte decida di fare il leader. Al momento però l’ex premier non ha deciso, una guida – sia pure collegiale – ancora non c’è e la provvisorietà si riflette sugli alleati. Infatti, l’aria non è buona nemmeno dalle parti del Pd e non solo per le liti sui posti da sottosegretario. È stata la creazione di un intergruppo al Senato con Leu e i 5 Stelle a creare tali contraccolpi, soprattutto nella corrente Base Riformista – maggioritaria nei gruppi parlamentari – che si è visto il fuoco che cova sotto la cenere. Se insomma la notizia di un intergruppo ha creato un tale sbarramento, figurarsi la prospettiva di un’alleanza strutturale.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Stampa 
Autore:  Di Matteo Alessandro 
Titolo: Meloni cita Brecht e incalza Draghi “Col nostro sì sarebbe Nord Corea”
Tema: Fiducia a Draghi

Nell’era della grandissima coalizione-Draghi succede anche che Giorgia Meloni abbandoni Tolkien e i “Ragazzi di Buda” per Bertolt Brecht. La leader di Fratelli d’Italia sceglie un incipit a sorpresa, per il suo intervento in aula durante il dibattito sulla fiducia al governo, stavolta niente «pistola nei libri di scuola», come recita la canzone-inno dei giovani destra con la quale venne accolto Viktor Orban un paio d’anni fa alla festa di “Atreju”, via anche le citazioni epico-mitologiche del “Signore degli anelli”: per spiegare il no a Draghi si ricorre a un “comunista” a tutti gli effetti, il drammaturgo rientrato a Berlino est dagli Usa dove si era rifugiato negli anni del nazismo. «Ci sedemmo dalla parte del torto, perché gli altri posti erano tutti occupati», inizia Meloni. Del resto, aggiunge, se anche Fdi dicesse sì al governo «l’Italia assomiglierebbe più alla Corea del Nord che all’Occidente». Ma non è solo per anticonformismo che Fdi dice no, le ragioni sono tutte politiche e qui arriva una stoccata che pare diretta agli alleati di Lega e Fi. È un «fatto di serietà», spiega, di «coerenza», perché «esattamente come nessuno si fiderà più di qualcuno che sottoscrive un contratto e poi non lo rispetta, io penso che allo stesso modo i cittadini debbano diffidare di partiti che non mantengono la parola data».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Giornale 
Autore:  Signore Adalberto 
Titolo: Il retroscena – Incognita Salvini per SuperMario Ma Giorgetti fa da garante
Tema: Fiducia a Draghi

«Deve ancora prendere confidenza con i discorsi politici, ma non ci metterà molto…», spiega con un sorriso Giancarlo Giorgetti poco prima che Mario Draghi inizi la sua replica nell’aula della Camera. In un corridoio a pochi passi dal Transatlantico, il ministro dello Sviluppo economico – da sempre convinto sostenitore dell’ex presidente della Bce – si gode quella che è anche una sua personale vittoria. L’esponente della Lega non ha solo un dicastero di primo piano, ma è pure pronto a metterci la faccia, tanto che mercoledì in Senato era seduto alla destra del premier. Ed è lui, quasi certamente, che sta aiutando Draghi a districarsi nella sua nuova awentura politica, un mondo certamente meno rigido e più razionale delle stanze di Bankitalia o dei corridoi della Bce. Quantomeno, racconta Giorgetti, gli ha suggerito di fare «un passaggio» sull’immigrazione nella replica di due giorni fa alla Camera e «un passaggi o» sullo sport in quella di ieri al Senato. Ma, probabilmente, ha anche condiviso la scelta di Draghi di mettere sin d’ora paletti chiari, rivolti evidentemente a un pezzo importante della Lega e del M5s. Europa e moneta unica, collocazione Atlantica e approccio critico a Russia e Cina, non possono essere in discussione. Con buona pace degli scettici. Se il Movimento va perdendo pezzi importanti sia al Senato che alla Camera, il Carroccio ha invece un problema diverso e che ha un nome e un cognome: Matteo Salvini. La sua svolta europea e filo euro, non a caso, viene guardata con grande diffidenza sia a Palazzo Chigi che sul Colle. Ma Giorgetti assicura: ” Se Matteo dovesse ricredersi, la Lega resterebbe fedele al governo”.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cassese Sabino
Titolo: Le regole rispettate
Tema: Fiducia a Draghi

II governo Draghi rappresenta un fallimento della politica. La democrazia è commissariata. Bisogna presto tornare al voto. E’ corretta la diagnosi e giusta la conclusione? La Costituzione non stabilisce che, per far parte del governo, occorre possedere il requisito di parlamentare; basta la cittadinanza italiana. Richiede solo che il governo, una volta nominato, ottenga il consenso del Parlamento con la «fiducia». Richiede inoltre che la sua successiva azione normativa passi all’approvazione parlamentare e che la sua attività amministrativa si svolga sotto il controllo del Parlamento, che ha un suo «occhio», la Corte dei conti. Con il governo Draghi, le forze politiche non sono uscite di scena, hanno affidato a un gruppo misto di loro appartenenti e di membri della società civile (i «tecnici») il compito esecutivo. Il Parlamento rimane padrone della vita e della morte del governo e delle sue iniziative legislative. Queste sono le caratteristiche di una forma di governo parlamentare, quella adottata nel 1948, nella quale il popolo sceglie i membri del corpo rappresentativo, e questo, a sua volta, dà il suo consenso al governo.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Franco Massimo 
Titolo: La Nota – Una tensione dei populisti che si proietta sulle coalizioni
Tema: Fiducia a Draghi

La sacca di opposizione al governo di Mario Draghi si conferma limitata. Ma lo sfaldamento del Movimento Cinque Stelle sembra andare ben oltre i numeri parlamentari. E mette un’ipoteca non soltanto sulla tenuta della maggioranza, che pure si dovrà guardare dagli scarti sia dei grillini, sia della Lega. Il problema si sposterà presto sul piano elettorale, perché Il progetto di riprodurre a livello locale un’alleanza tra i partiti della coalizione del secondo esecutivo guidato da Giuseppe Conte potrebbe rivelarsi velleitario. Un M5S acefalo e allo sbando non garantisce minimamente il controllo dei suoi elettori. Se perfino gli anatemi di Beppe Grillo, le espulsioni di Vito Crimi, la nostalgia di Conte e le rappresaglie minacciate dai vertici possono poco per fermare le spinte centrifughe, la situazione è destinata a avvitarsi. La vita brevissima dell’idea di un intergruppo parlamentare tra M5S, Pd e Leu, naufragata nello spazio di poche ore, è signifi cativa. Come a guardare bene lo è l’iniziativa simmetrica tentata nello schieramento di centrodestra e già arenatasi; tanto più che in quel caso ci sarebbero due forze al governo, Lega e FI, e una, Fratelli d’Italia, all’opposizione. Sono difficoltà che confermano, al di là delle distinzioni politiche, quali contraccolpi la coalizione di Mario Draghi può produrre; e in qualche misura sta già provocando.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Repubblica 
Autore:  Folli Stefano 
Titolo: Il punto – La Lega osservata speciale del governo
Tema: Fiducia a Draghi

Al Senato, per il gioco dei numeri e a causa del dissenso “grillino”, il peso del centrodestra supera adesso quello del fronte giallorosso: in pratica cambia poco, salvo la percezione che nel vasto equilibrio parlamentare su cui si regge Draghi il baricentro si sposta un po’ verso destra e più ancora si sposterà se continua lo sfarinamento dei 5S. Ciò comporta un supplemento di responsabilità per Salvini. In fondo nessuno si dovrebbe stupire se il partito leghista è scrutato con particolare attenzione in Italia e all’estero: come è noto, fino a poco tempo fa non era un esempio di affidabilità, sia rispetto all’Unione sia riguardo alla relazione con gli Stati Uniti. Il berretto con la scritta “Trump 2020” che il leader ostentava ha finito per procurargli più discredito che benevolenza, specie adesso che alla Casa Bianca c’è Biden: di sicuro non è servito a far dimenticare il rapporto opaco con Mosca; o gli intrecci con l’estrema destra europea, dalla Le Pen ai tedeschi di Afi), i più invisi ad Angela Merkel causa la minaccia che per qualche tempo hanno portato alla Cdu. Ora tutto sembra appartenere al passato, ma è un passato ancora troppo vicino perché non affiori qualche dubbio qui e là, soprattutto in qualche cancelleria dell’Europa del Nord.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Trocino Alessandro 
Titolo: Movimento, 16 no alla Camera guerra anche sulle espulsioni
Tema: M5S nel caos

«I grillini non sono più marziani», avverte Beppe Grillo. Comunque la si voglia interpretare, per citare Ennio Flaiano, è da un po’ che molti parlamentari del Movimento quando vedono un post del fondatore non si fanno più impressionare e dicono «A marzia’, te scansi?». E’ anche per questo – per la mancanza di una leadership politica e per l’appannamento di quella dei fondatori – che il Movimento si sta spaccando irrimediabilmente, con un’emorragia che rischia di creare un secondo gruppo numeroso. Se al Senato i no sono stati 15, alla Camera è andata peggio: 16 no, 4 astenuti, ma anche 12 assenti. Un drappello di una trentina di deputati dissidenti, che riducono i ranghi della maggioranza contiana e che fanno rischiare un’implosione del Movimento. Intanto i ribelli pianificano le contromosse. All’annuncio dell’espulsione, Barbara Lezzi, seguita da Nicola Morra, spiega: «Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa)». Ma lo Statuto, all’articolo 11, recita che chi è espulso dai gruppi parlamentari lo è anche dal Movimento, e viceversa. Crimi è inflessibile. il Collegio dei Probiviri sembrava voler attendere il nuovo direttorio prima di decidere, ma invece annuncia: «Ci riuniremo già domani (oggi, ndr) per prendere una decisione».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Trocino Alessandro 
Titolo: Il M5S: meglio perderli E i dissidenti pensano a un gruppo con l’Idv
Tema: M5S nel caos

Ai piani alti quasi si esulta: «Ci siamo tolti di mez zo un po’ di gente che portava solo rogne. Saremo più leggeri». I vertici del Movimento appaiono inflessibili, ben oltre la rigidità. H leader provvisorio e contestato Vito Crimi, prima di salire in ascensore a Montecitorio, sbatte la porta in faccia a Nicola Morra e Barbara Lezzi: «Certo che non possono candidarsi al direttorio. L’espulsione dal gruppo comporta l’automatica espulsione dal Movimento, quindi non possono ricoprire cariche». Linea dura anche sugli assenti: «Ho chiesto al capogruppo di verificare le ragioni dell’assenza. Se era per Covid o perché si sono rotti una gamba, bene. Altrimenti sono fuori». Linea dura che sembra condivisa anche dal fondatore Beppe Grillo, intenzionato a proseguire senza tentennamenti nella rotta governativa. La riunione di oggi dei probiviri dovrebbe portare a provvedimenti drastici. Intanto i ribelli si organizzano.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Repubblica 
Autore:  Cuzzocrea Annalisa – Pucciarelli Matteo 
Titolo: Il retroscena – Dibba chiama a raccolta espulsi e ribelli grillini Via al ControMovimento
Tema: M5S nel caos

Nicola Morra chiede udienza a Beppe Grillo per essere graziato, Barbara Lezzi annuncia di volersi candidare nell’organo collegiale nascente, Matteo Mantero sostiene che non c’è più un capo che lo può cacciare, ma nel frattempo alla Camera alcuni deputati — mentre i senatori respingono l’espulsione appena annunciata — concludono i loro interventi in dissenso sul governo Draghi con una frase che è un messaggio in codice: «L’alternativa c’è». Cosa vogliono, i 51 ribelli del Movimento, tra contrari, astenuti e assenti non giustificati (30 alla Camera, 21 al Senato)? Fare causa in tribunale, proporre ricorsi al Senato e alla Camera, restare nel gruppo — e nel partito — nonostante abbiano violato la decisione assunta dagli iscritti su Rousseau e il chiaro volere di Beppe Grillo? Il presidente della Commissione antimafia ha sentito Lorenzo Borrè, storico legale dei ribelli grillini. Si aggiorneranno la prossima se ttimana, però, perché nulla è ancora deciso. Un’altra possibilità c’è ed è quella di andare, tutti, sotto un nuovo simbolo e creare nuovi gruppi.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Giornale 
Autore:  Minzolini Augusto 
Titolo: Ora i 5s contano meno Posti al governo a rischio
Tema: M5S nel caos

L’unico che aveva capito per tempo che sarebbe finita male è stato Beppe Grillo, che conosce bene i suoi polli. Già quando gli avevano prospettato l’idea di sottoporre alla piattaforma Rousseau il governo Draghi, l’«Elevato» aveva inventato l’acronimo S.P.Q.G., parafrasando quello di Asterix sui romani: Sono Pazzi Questi Grillini. Poi, le vicende di ieri: dal voto contrario di 15 senatori e l’assenza di altri 8, alla lettera con cui Davide Casaleggio spiegava che il reggente Crimi non poteva più prendere decisioni, alle espulsioni immediate dei vari Morra e Lezzi, hanno precipitato il Garante in una condizione sospesa tra l’ira e lo scoramento contro Casaleggio, il reggente e i ribelli. A Crimi che l’altro ieri sera gli ha telefonato per essere legittimato contro l’erede della piattaforma Rousseau, Grillo ha risposto: «Ma che volete ancora da me? Lasciatemi in pace!». Poi ieri, a mente fredda, ha espresso con qualcuno che ha udienza presso di lui, un giudizio severo su tutti i suoi: «Sono atteggiamenti sbagliati: è come se avessimo dimenticato in che condizioni versa il Paese!».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Stampa 
Autore:  Bertini Carlo 
Titolo: Zingaretti: alleanze larghe nelle città Per Roma si scalda anche Gualtieri
Tema: PD e le alleanze

«Nelle città costruiremo alleanze larghe, mentre nel lavoro parlamentare se c’è un coordinamento con M5S e Leu, non accenderei un caso politico su questo». Nicola Zingaretti prova a placare la querelle innescata dall’iniziativa del capogruppo Andrea Marcucci, e sdoganata, anzi quasi cavalcata dal leader Dem, perché «un partito come il Pd deve avere una sua identità, ma anche preoccuparsi di stare insieme agli altri». Se su scala nazionale Pd, 5 stelle e Leu faticano a cementare la loro alleanza per il futuro (come si vede dalle polemiche su una riunione congiunta dei gruppi parlamentari), su scala locale le cose vanno diversamente. «Anche se loro hanno il problema di Virginia Raggi, poi ci sarà il secondo turno che risolve tutto», tagliano corto al Nazareno, per sdrammatizzare le convulsioni dei grillini sul caso Roma. La facoltà che offre “la legge dei sindaci” ai candidati di correre da soli per poi conve rgere sullo stesso nome al secondo turno, rende le cose più facili ai partiti. Del resto Zingaretti mette bene in chiaro quale sia la sua nuova frontiera. «Un Pd forte e alleanze vincenti», chiarisce intervistato a “Oggi è un altro giorno” su Rai 1. Come a dire che non ci sarà alcuna subaltemità agli alleati e che in ogni città — Torino, Milano, Napoli, Roma, Bologna — dove si voterà a primavera, le candidature saranno decise in sede locale. Una mezza verità. Ogni città certo farà storia a sé, ma tutta la tornata elettorale che coinvolge milioni di italiani sarà un banco di prova naturale per l’alleanza con i grillini.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Repubblica 
Autore:  Ciriaco Tommaso 
Titolo: Il piano: metà degli italiani vaccinati entro l’estate per salvare il turismo
Tema: Vaccini

Metà degli italiani vaccinati entro l’estate: ecco l’obiettivo del piano che il governo studia in queste ore, verificandone nei dettagli la fattibilità. L’obiettivo è immunizzare in pochi mesi e senza ritardi mezzo Paese, in modo da garantire un balzo del Pil anche attraverso la leva del turismo. Per lasciarsi alle spalle l’incubo, si punta a schermare dal Covid venticinque milioni di persone entro luglio, al ritmo di trecentomila vaccinati al giorno, e trenta milioni perla fine dell’estate. Per riuscire nell’impresa, sono già stati identificati tra l’altro 92 avamposti gestiti dalle forze armate, in accordo con le Asl, parcheggi di ospedali e altre strutture compatibili con la vaccinazione di massa. E verrebbero soprattutto mobilitati i medici di famiglia, con i quali Roberto Speranza punta a chiudere presto un’intesa.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Santilli Giorgio 
Titolo: Valutazione ambientale, ingorgo in commissione con 640 progetti
Tema: Valutazione ambientale

Alcuni numeri possono fotografare perfettamente il grande ingorgo che attraversala commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via), uno degli snodi nevralgici del Paese Italia sulle infrastrutture, soprattutto quelle perla mobilità ed energetiche. In un momento cruciale per due ragioni che in parte coincidono: la prima è che stanno arrivando i progetti del Recovery Plan e la commissione Ue ha fatto capire, anche con le linee guida pubblicate venerdì scorso, che gli esami e gli screening ambientali saranno fondamentali ai fini dell’ammissione dei progetti ai fondi europei; la seconda – ribadita mercoledì dal presidente del Consiglio, Mario Draghi nel suo intervento al Senato – è che la trasformazione verde della nostra economia richiede infrastrutture sostenibili. A maggior ragione, quindi, la Via – che è un procedimento di derivazione Ue e quindi non sopprimibile – sarà uno snodo decisivo, considerando che il Recovery ammette so lo opere completabü entro il 2026.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  M. Mo. – G. Tr. 
Titolo: La sfida sul Fisco: meno tasse sul lavoro e Irpef più semplice
Tema: Riforma Fiscale

Nell’impianto tratteggiato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato e alla Camera, la riforma del fisco appare destinata ad affiancare quelle della pubblica amministrazione e della giustizia nei capitoli mancanti al Recovery Plan ereditato dal Conte II. Proprio l’impegno sulle riforme strutturali sarà una delle differenze più marcate del piano che ha intenzione di costruire il nuovo Governo rispetto al lavoro condotto fino a pochi giorni fa dal vecchio Esecutivo. Una mossa non banale, e impegnativa, sul doppio piano dei tempi e dei contenuti. II terreno fiscale mostra in modo efficace la complessità del problema. Sul punto Draghi ha spiegato a chiare lettere il metodo, fondato sull’affidamento del dossier alle massime competenze additando il modello danese del 2008 della «commissione di esperti». Ma è stato lo stesso Presidente del Consiglio a ricordare che quella commissione arrivò a costruire una riforma che tagliava per due punti di Pil le imposte sui redditi. Difficile non vedere anche in questo obiettivo di merito un pilastro del lavoro che i futuri riformatori fiscali dovranno condurre
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Di Donfrancesco Gianluca 
Titolo: La pandemia spinge il debito oltre quota 355% del Pil globale
Tema: Il debito globale

Più spese e meno entrate: risultato, nell’anno della pandemia, il debito globale è salito oltre quota 355% del Pil, con un balzo di 35 punti percentuali. In valore assoluto, nel 2020, il debito di Governi, famiglie, banche e aziende è aumentato di 24mila miliardi di dollari, raggiungendo quota 281mila miliardi, secondo i calcoli del recente Global Debt Monitor, dell’Institute of International Finance (Iif), che prende in esame i 61 principali Paesi. Nel solo 2020, si è registrato più di un quarto dell’aumento del debito degli ultimi 10 anni. La crescita del debito durante la crisi finanziaria globale del 2008 e del 2009 si era fermata al 10 e 15%, rispettivamente. «Garanzie statali e moratorie sul debito sono riuscite a prevenire un’impennata di fallimenti tra le imprese», sottolinea il report, con un calo delle insolvenze «straordinario in molti Paesi europei». Come già affermato più volte dal Fondo m onetario internazionale, l’Iif avvisa che la revoca prematura di queste misure potrebbe togliere il tappo ai fallimenti e generare una «nuova ondata di prestiti in sofferenza, con conseguenze perla stabilità del settore bancario».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Ducci Andrea 
Titolo: Persi 664 mila posti Tavoli su Ilva e Whirlpool – Whiripool-Ilva, dossier da Giorgetti Tutele più lunghe per i licenziamenti
Tema: Lavoro

«Politiche economiche di rilancio e il ridisegno degli ammortizzatori sociali». E questo il passaggio chiave in grado di rassicurare i sindacalisti e i lavoratori della Whirlpool di Napoli, che ieri mattina si sono presentati all’ingresso del ministero dello Sviluppo Economico con l’intento di ottenere udienza dal neo ministro Giancarlo Giorgetti. Una richiesta accolta pochi minuti dopo l’arrivo della delegazione di 140 operai al ministero di Via Veneto e corredata, al termine dell’incontro, dalle parole dello stesso Giorgetti. «Da parte mia ho promesso serietà, impegno e responsabilità alle rappresentanze dei lavoratori Whirlpool. Sarà necessario mettere in campo politiche economiche di rilancio insieme con il ridisegno di un piano di ammortizzatori sociali», spiega il ministro che, oltre alle promesse, prefigura il percorso del governo Draghi in materia di vertenze, crisi aziendali e occupazione. «Un’attività di sq uadra — indica Giorgetti —che non farò da solo, ma insieme con il ministro del Lavoro (Andrea Orlando, ndr). Mi auguro, già la prossima settimana, che possa partire un lavoro per studiare il dossier e per avviare un’interlocuzione anche con l’azienda&raqu o;.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fotina Carmine 
Titolo: Legge sulla concorrenza entro maggio: energia, concessioni e digitale
Tema: Legge sulla Concorrenza

Pochi temi rischiano di essere politicamente divisivi come la concorrenza. Ma il premier Mario Draghi, rompendo un rumoroso silenzio calato dal primo governo Conte in poi, l’ha comunque inserita tra le riforme che dovranno rendere il Recovery Plan più conforme alle aspettative della Commissione europea. Negli ultimi due anni, nelle sue Raccomandazioni Paese la Ue ha messo in evidenza il commercio al dettaglio e in generale i servizi alle imprese tra i quali quelli professionali. Ma il raggio d’azione dei possibili interventi, almeno a leggere le segnalazioni e le Relazioni annuali firmate nel recente passato dall’Autorità garante della concorrenza, potrebbe anche essere molto più vasto: concessioni (autostrade, aeroporti, distribuzione gas, poste, spiagge, commercio ambulante), servizi pubblici locali, taxi e noleggio con conducente, assicurazioni (per la mancata regolamentazione della scatola nera), banche (per la confrontabilità delle offerte).
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fiammeri Barbara 
Titolo: Draghi: accelerare i processi decisionali Il ritardo aiuta gli illeciti
Tema: «Semplificazioni contro la corruzione»

Il pathos del giorno prima era svanito. Mentre il passaggio parlamentare sulla fiducia si stava completando (535 sì, 56 no, 5 astenuti), tutti erano già proiettati su quel che farà il Governo di Mario Draghi. Il premier lo ha avvertito. «Bene, spero condividiate questo sguardo costantemente rivolto al futuro, che confido ispiri lo sforzo comune verso il superamento di questa emergenza sanitaria e della crisi economica», ha detto al termine della sua breve replica. Sono questi i suoi obiettivi, anzi le sue «ambizioni», come lui stesso le definisce. Dal Quirinale trapela la soddisfazione del Capo dello Stato per l’ampia maggioranza che ha votato la fiducia, raccogliendo l’appello alla responsabilità lanciato da Sergio Mattarella. Ma anche probabilmente per l’assonanza tra quanto detto in Parlamento dal premier sul virus «nemico comune» e sulla scelta«europeista» e «atlantista». Draghi dopo aver asco ltato quanto veniva detto in Aula ha deciso di circoscrivere la sua replica: lotta alla corruzione attraverso semplificazioni e trasparenza, sostegno alle piccole e medie imprese, difesa del Made in Italy, per citare i punti a cui ha dedicato maggiore spazio. Il premier ha parlato in modo esplicito, lasciando affiorare il suo profilo tecnico, senza alcun ricorso alla retorica. Spiega che per combattere davvero la corruzione bisogna anzitutto semplificare e rendere trasparenti i processi decisionali.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Voltattorni Claudia 
Titolo: L’Inps lancia l’allarme: persi 664 mila posti, tagliati i contratti a termine
Tema: Inps

Contratti a termine non rinnovati, né trasformati in assunzioni a tempo indeterminato. Drastico taglio delle nuove assunzioni di qualsiasi tipo (2 milioni in meno in 11 mesi). Forte riduzione delle cessazioni dei rapporti di lavoro ma solo grazie al blocco dei licenziamenti. In tutto: 664.423 posti di lavoro persi in appena 12 mesi, dal novembre 2019 al novembre 2020, un calo pari al 30%, di questi 445.471 sono a termine. I dati Inps dell’Osservatorio sul precariato sottolineano ancora una volta tragici effetti della pandemia di Covid-19 sul mercato del lavoro in Italia, Il tutto con all’orizzonte (dal primo aprile, per ora) uno sblocco dei licenziamenti che rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba sociale. Per i sindacati, reduci dall’incontro di domenica scorsa con il neoministro del Lavoro Andrea Orlando, infatti «l’emergenza è tutt’altro che finita» (Luigi Sbarra, Cisl), e la proroga del blocco diventa necessaria per «dare cont inuità alle misure di protezione: senza la cassa Covid e.il blocco dei licenziamenti, avremmo dati ancora più drammatici»
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Foglio – Inserto 
Autore:  Draghi Mario 
Titolo: È ora di responsabilizzare le imprese. L’altro discorso di Draghi
Tema: Replica di Draghi sulle piccole e medie imprese

“Un primo punto riguarda cosa fare con le piccole e medie imprese. In merito vi sono tre aspetti: uno è l’emergenza, un altro riguarda la preparazione delle piccole medie imprese per la ripartenza, quando la pandemia comincerà ad attenuarsi. E poi sono stati sollevati due o tre esempi di tutele specifiche per le piccole medie imprese italiane. Sul primo aspetto, cioè l’emergenza, quel che è stato fatto da noi ricalca abbastanza bene e da vicino ciò che è stato fatto in altri paesi europei, almeno dal punto di vista qualitativo. Per il secondo aspetto, la questione è un pochino più di medio periodo e questo comporta e incrocia internazionalizzazione, accesso al capitale, investimenti, allo scopo di rafforzare la nostra manifattura e renderla più competitiva. La strada è quella di sostenere il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, di potenziare il credito di imposta per gli investimenti, r icerca e sviluppo nel Mezzogiorno e anche quello per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese. Dobbiamo estendere a queste e rendere facilmente fruibile il piano nazionale della Transizione 4.0, per favorire e accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambiental”e.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Valentino Paolo 
Titolo: «Così si è scelta l’Europa» – «Con Draghi premier l’Italia ha scelto l’Europa Inizia una nuova fase»
Tema: Intervista a David Sassoli –

«Non avevo dubbi sulla soluzione della crisi — dice in questa intervista al Corriere il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli —. Avevo avvertito tutti gli interlocutori a Bruxelles che si sarebbe risolta con una chiara impostazione europeista. L’Italia è una compagna di viaggio imprescindibile, il governo Conte è stato protagonista nel portare a casa e impostare il Recovery fund e il governo Draghi si è assunto il compito di arricchire il piano di ripresa nazionale, produrre le riforme indispensabili e indicare gli investimenti necessari per attuarlo. Con formule diverse, vi è continuità nel riferimento all’Europa e la stabilità dell’Italia è un bene prezioso per tutti». Presidente Sassoli, quindi non c’è alcuna discontinuità col governo Conte? «Dal punto di vista dell’Europa l’Italia conferma e prosegue la scelta europeista. E lo fa con l’autorevolezza del presidente Draghi. &Egra ve; bene che il nuovo governo sia arrivato, perché l’Italia non poteva permettersi di aggiungere un lockdown politico a quello sanitario».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Repubblica 
Autore:  Menichini Raffaella 
Titolo: “Pagate le news” Ma Facebook sfida l’Australia – Australia-Facebook guerra sulle news Ma Google non ci sta
Tema: Facebook ‘sfida’ l’Australia

Prove tecniche di guerriglia in Australia tra grandi editori e grandi piattaforme digitali. Il teatro dello scontro sembra lontano ma il terreno è globale. Facebook ha ieri cancellato dai feed degli australiani tutti i link dei media australiani: giornali, tv, siti sono spariti dalle bacheche e con essi anche i post pubblicati in passato. Gli editori australiani «non possono condividere o pubblicare alcun contenuto sulle pagine Facebook». Gli editori internazionali possono continuare a pubblicare, «mai link ei post non saranno visualizzati o condivisi dal pubblico australiano». Gli utenti di tutto il mondo «non possono condividere contenuti di notizie australiane».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Messaggero 
Autore:  Errante Valentina 
Titolo: La rappresaglia di Facebook mette in pericolo l’Australia
Tema: Facebook ‘sfida’ l’Australia

Impossibile pubblicare link e condividere pagine, anche quelle di servizio e notizie utili. Ieri mattina gli utenti australiani di Facebook si sono svegliati con questa novità, perché il social aveva deciso di “cancellare” l’Australia dagli amici. Una decisione che il premier di Canberra ha subito definito «da arroganti» reagendo con rabbia: «Non ci faremo intimidire», è stato il monito di Scott Morrison. Al centro della contesa la legge in via di approvazione che dovrebbe vietare ai big della rete di consentire, se non dietro pagamento, la condivisione delle new. Secondo il social network, la proposta di legge fraintende i suoi rapporti con gli editori che potranno continuare a pubblicare contenuti su Facebook, ma i link e i post non potranno essere visti o condivisi dal pubblico australiano
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Valsania Marco 
Titolo: Sicurezza economica e nazionale, l’America di Biden si presenta
Tema: USA

Una riscossa della normalità. Così Joe Biden ama definire la sua politica estera. E l’imperativo d’un rilancio di “norme” quali i rapporti con gli alleati tradizionali e il recupero del ruolo di Washington nelle istituzioni multilaterali è sicuramente caro alla Casa Bianca. Necessario a quel lavoro di restauro post-Donald Trump, previsto da veterani dell’establishment quali Richard Haas, direttore del Council on Foreign Relations. Biden debutterà oggi virtualmente, con un simile messaggio, al vertice del G7 e alla Munich Security Conference: si rivolgerà a leader europei tuttora traumatizzati dalle tensioni esplose durante quattro anni di America First. Proprio al forum di Monaco, Biden due anni or sono aveva promesso che l’America «sarebbe tornata», riferendosi al posto che le spetta nel palcoscenico internazionale. Una promessa ripetuta nella prima, recente visita al Dipartimento di Stato, quando ha invocato la nuova centralità della diplomazia
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Repubblica 
Autore:  An.Lo. 
Titolo: Gli Usa di nuovo in campo per il clima Da oggi tornano nell’accordo di Parigi
Tema: USA

L’America rientra oggi ufficialmente negli accordi di Parigi e al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, a New York, è già pronta la festa: virtuale s’intende. Nell’ambito del Global Engagement Summit 2021, l’incontro annuale dell’Onu teso a rilanciare la cooperazione globale, il segretario generale Antonio Guterres e l’inviato speciale Usa per il Clima, John Kerry, celebreranno infatti insieme il ritorno di Washington al trattato firmato nel 2015. Quell’impegno abbandonato da Donald Trump nel 2019 e poi ripristinato da Joe Biden come atto fondante della sua presidenza, subito dopo l’insediamento.
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

Testata:  Repubblica 
Autore:  Guerrera Antonello 
Titolo: Draghi debutta online al G7 e guarda al modello Johnson per la campagna di massa
Tema: Pre vertice G7

Nonostante la compostezza del primo e l’esuberanza del secondo, Mario Draghi e Boris Johnson hanno molto più in comune delle apparenze in quest’epoca segnata dalla pandemia. Oggi ci sarà il primo contatto ufficiale tra i due, un pre-vertice virtuale del G7 del prossimo giugno in Cornovaglia: è l’esordio internazionale da premier italiano di Draghi, e quello di Biden da presidente americano, insieme a Merkel, Macron, Trudeau e il giapponese Suga. Cuore del summit saranno i vaccini e il coordinamento globale della lotta al Covid. In questo, Johnson è un modello per l’Italia. Non a caso Draghi, nel suo discorso in Senato, ha alluso al Regno Unito, sottolineando come sia necessario per l’Italia imparare «da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale» per far ripartire l’economia e fermare le varianti. È il modello inglese, e non a cas o Draghi ha aggiunto che le vaccinazioni in Italia «devono essere possibili in tutte le strutture disponibili».
Leggi da:   PC/Tablet    SmartPhone 

PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

CORRIERE DELLA SERA
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

LA REPUBBLICA
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

LA STAMPA
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

IL MESSAGGERO
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

IL GIORNALE
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

LIBERO QUOTIDIANO
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

IL FATTO QUOTIDIANO
Leggi da:  PC/Tablet    SmartPhone  

SCARICA L'APP