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SINTESI IN PRIMO PIANO – 17 febbraio 2021

In evidenza sui principali quotidiani:

– Draghi oggi al Senato: attesa per il discorso del premier.
– L’agenda Draghi: Covid, ristori, licenziamenti e Recovery tra le priorità.
– Varianti Covid, verso un anuova stretta con lockdown locali.
– Covid-19 all’estero: la Germiania prolunga il lockdown.

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Verderami Francesco 
Titolo: Il discorso di Draghi e le regole d’ingaggio per evitare gli scontri nella maggioranza – Il giorno della fiducia a Draghi Le regole d’ingaggio per i partiti
Tema: Draghi in Parlamento

Oggi il premier Mario Draghi in Senato per la fiducia esporrà le linee guida del governo. Dalle emergenze in corso, piano vaccinale, Recovery plan, interventi sul fisco, lavoro e scuola, ai problemi strutturali del Paese. Draghi concentrerà l’attenzione sui temi evidenziati al momento di assumere l’incarico e ribaditi ai partiti alle consultazioni, durante le quali ha sottolineato anche il profilo «europeista e atlantista» del suo esecutivo.  Se il cuore dell’intervento del premier sarà questo, resta da capire quali parole spenderà nei riguardi dei partiti della larga maggioranza, alla luce dei problemi emersi tra i partiti nei primissimi giorni del nuovo esecutivo. Per certi versi un primo passo è già stato fatto: l’incontro tra Matteo Salvini e Nicola Zingaretti è stata la risposta dei partiti alla richiesta del presidente del Consiglio di fissare una «moratoria» tra forze alternative e momentaneamente alleate. Ma è chiaro che un gesto non può bastare. E allora il problema non sarà tanto verificare quanto durerà la «luna di miele» di Draghi con il Paese ma quanto reggerà la convivenza di partiti in competizione tra loro con il premier che hanno accettato di sostenere.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Barbera Alessandro 
Titolo: Il retroscena – Draghi: così ricostruiremo l’Italia – Draghi riparte dal piano vaccini meno sussidi e più investimenti
Tema: Draghi in Parlamento

Questa mattina Mario Draghi parla al Senato per la fiducia, e sembra già passato un secolo dalle photo opportunity sorridenti del giuramento di sabato scorso. Da allora, giorni di polemiche tra i partiti, ma anche le iniziative parlamentari di M5S e Pd, hanno rimarcato le distanze tra le forze che compongono la maggioranza. C’è quindi attesa per le parole di Draghi, finora rimasto silente, al di là dell’intervento per presentare la lista dei ministri. Il suo discorso partirà da cinque parole chiave: pandemia, vaccini, giovani, Recovery Plan, unità nazionale. Durante le consultazioni il premier ha spiegato ai partiti che per mettere in sicurezza il futuro l’Italia deve agganciare la ripresa con scelte coerenti. E poiché la ripresa arriverà nella seconda metà dell’anno, non c’è tempo da perdere. Meno sussidi a fondo perduto nelle aziende decotte, più investimenti per aiutare chi è in grado di resistere alla pandemia. Nessun aumento della pressione fiscale, piena adesione alle riforme chieste dalla Commissione europea in cambio degli aiuti, soluzione rapida al blocco per legge dei licenziamenti. Per evitare un debito insostenibile, nel medio termine l’Italia deve riprendere la strada della crescita. Il messaggio sarà anzitutto a Salvini, e alla tentazione già evidente di condizionare il prezzo impopolare delle scelte. Crescita significa fiducia, delle famiglie e delle imprese. Oggi l’antidoto per ristabilire la fiducia è il vaccino contro il Covid. Draghi dirà che occorre accelerare i tempi per il piano di immunizzazione di massa.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cla. B. 
Titolo: Maggioranza possibile vicina al record di Monti
Tema: Draghi in Parlamento

Per il governo Draghi si profila una fiducia con numeri ampissimi: si stimano, ultimo pallottoliere alla mano, 272 sì al Senato e 567 alla Camera. Un sostegno che potrebbe anche sfiorare il record di Mario Monti, che nel novembre 2011 incassò rispettivamente 285 e 556 voti. Alla vigilia, il numero dei grillini che voteranno è di circa 72 a Palazzo Madama e 165 a Montecitorio.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Buzzi Emanuele 
Titolo: I venti irriducibili pronti a votare no – M5S, i no scendono a venti Altri incerti. E Grillo sente i big
Tema: Draghi in Parlamento

Al momento del voto di fiducia al governo Draghi, il dissenso interno ai 5 Stelle in Aula dovrebbe uscire ridimensionato. Secondo le ultime indiscrezioni, il fronte del no si sarebbe ridotto a una decina di senatori e altrettanti deputati. Molti ancora gli incerti, ma è probabile che una buona parte scelga di assentarsi al momento dei voto evitando una spaccatura dalle conseguenze ancora imprevedibili. Anche se il reggente Crimi aveva aperto la giornata dichiarando che l’astensione non può essere una opzione, alla luce delle indicazioni giunte da Rousseau. I pontieri del Movimento intanto lavorano sottotraccia per ridurre il dissenso e chiudere le porte alla scissione del gruppo. Beppe Grillo è in stretto contatto con i big, a partire da Luigi Di Maio. C’è stata una telefonata tra i due per rassicurarsi sulla tenuta dei 5 Stelle alla prova dell’Aula. Roberto Fico prova a gettare acqua sul fuoco: “Qui non stiamo facendo nessuna alleanza con Forza Italia o con la Lega, proprio nessuna. E non abbiamo firmato cambiali in bianco. Non è una questione di alleanze, ma di capire qual è oggi l’interesse pubblico”. Tra gli indecisi (che sono ancora dieci al Senato e quindici — qualcuno dice anche venti — alla Camera), però, ci potrebbe essere qualche nome di peso. C’è chi sostiene che tra gli incerti ci possa essere anche la ministra del Lavoro uscente, Nunzia Catalfo. Voci non confermate, anche se la senatrice, «madre» del reddito di cittadinanza, è da giorni chiusa nel riserbo.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Vitale Giovanna 
Titolo: Al Senato gruppo giallorosso per arginare la destra Con la benedizione di Conte
Tema: Equilibri in maggioranza

Al Senato è nato ieri l’intergruppo parlamentare 5S-Pd-Leu, con un obiettivo strategico: consolidare l’alleanza che ha guidato l’Italia per 16 mesi, esclusi i renziani che l’hanno affossata, proiettandola nell’agone elettorale che dovrebbe aprirsi tra giugno e settembre, quando oltre mille comuni (tra cui Roma, Milano, Torino, Napoli) saranno chiamati alle urne. Quindi i tre partiti a palazzo Madama si muoveranno come se fossero uno, promuovendo “iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese, dall’emergenza sanitaria, economica e sociale fino alla transizione ecologica e all’innovazione digitale”, spiegano in una nota congiunta Ettore Lichen, Andrea Marcucci e Loredana De Petris. Pronti pure a stilare un unico documento programmatico: non più di tre-quattro pagine, denso però di priorità e progetti irrinunciabili. Un modo, anche, per dare un segnale alla marea montante del dissenso grillino. Non a caso subito intervenuto per benedire l’operazione voluta dal segretario dem Nicola Zingaretti in triangolazione con Vito Crimi e Roberto Speranza. Mossa «giusta e opportuna» per rilanciare «l’esperienza positiva di governo che si è appena conclusa», plaude l’ex premier.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cremonesi Marco 
Titolo: «No alle liti, non farò lo sfasciacarrozze» Salvini incontra Tajani Poi vedrà gli «alleati» Renzi e Di Maio
Tema: Equilibri in maggioranza

II Matteo Salvini di lotta si alterna a quello di governo più volte al giorno, magari nello spazio di pochi minuti. Il leader leghista incontra governatori e leader politici, nuovi o antichi alleati che siano. Ed entra diritto su tutti i dossier possibili e immaginabili. Ma la linea, giura lui, resta quella di far «cambiare il passo» all’Italia, e dimostrare che la nuova stagione è tutt’altra cosa rispetto al governo Conte. Anche se, dicono nella Lega, una delle ragioni che hanno persuaso il leader ad entrare nel governo Draghi sarebbe stata proprio ciò che è chiamato «il bonus governo»: «Con il governo Conte — spiega un salviniano da sempre — abbiamo raddoppiato i nostri voti, e questo è un fatto unico in Europa». E dunque, dice Salvini ai collaboratori, «non farò lo sfasciacarrozze di questo governo. Non faremo come Rifondazione comunista fece con Prodi». Salvini spiega: “Se qualche tempo fa mi avessero detto che avrei incontrato Zingaretti, avrei sorriso. Ma oggi mi tengo per me le mie simpatie e le mie antipatie. Inutile litigare e nei prossimi giorni vedrò tutti. Ogni minuto va speso per sistemare qualcosa e preferisco concentrarmi sulle soluzioni da trovare”.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Sorgi Marcello 
Titolo: Taccuino della crisi – Il doppio timore che guida Matteo Salvini
Tema: Equilibri in maggioranza

Se non fosse per il rispetto della originale definizione coniata ai tempi del Pci da Berlinguer, si direbbe che, dopo l’ingresso della Lega nell’esecutivo di unità nazionale, questo è il nuovo Salvini “di lotta e di governo”. Non è riuscito a diventare ministro, e dunque cerca di attrezzarsi per i tempi più difficili. Lasciandosi scappare una battutaccia sull’euro “non irreversibile” e sapendo bene che da oggi, dopo il discorso sulla fiducia del premier di cui l’europeismo sarà uno dei fondamenti, sarà impossibile stare con un piede di qua e uno di là. Ma dietro il movimentismo di Salvini, il leader che alle Europee del 2019 aveva portato la Lega oltre il 30 per cento, e pian piano l’ha vista scivolare all’indietro, s’intravede un doppio timore: di finire stretto tra il crescente ruolo nell’esecutivo di Giorgetti, da tempo gran fautore del governo neonato e amico personale di Draghi, e quello solitario ma promettente di unica leader dell’opposizione della Meloni, che già si accinge a chiedere per Fratelli d’Italia la guida delle commissioni di garanzia, dal Copasir (servizi di sicurezza) alla Rai.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Falci Giuseppe_Alberto – Galluzzo Marco 
Titolo: Da Crimi a Madia, da Centinaio a Zampa Il match su 40 posti da sottosegretario
Tema: Nomine governo Draghi

La prossima settimana vedrà la luce un decreto che ridefinirà il perimetro e le deleghe di alcuni ministeri, in testa i due nuovi della Transizione ecologica e della Transizione digitale. Un lavoro complesso e delicato che prevederà anche lo spacchettamento dei Beni culturali dal Turismo, affidato al leghista Massimo Garavaglia. Intanto a Palazzo Chigi Sulla squadra di Draghi si aggiungono altri tasselli. Oltre alla riconferma del segretario generale Roberto Chieppa, alla nomina del sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli, alla scelta di Antonio Funiciello come capo di gabinetto, ieri il capo del governo ha nominato anche Paola Ansuini (Bankitalia) che prenderà il ruolo di direttore della Comunicazione, e l’ambasciatore Luigi Mattiolo (proveniente da Berlino) come consigliere diplomatico e sherpa per il Geo. Se decidesse di non tenerla per sé, Draghi potrebbe affidare la delega ai Servizi segreti, fra quelle maggiormente fiduciarie, al capo della polizia Franco Gabrielli, ieri avvistato a Palazzo Chigi. Mentre come segretaria particolare è in arrivo sempre da Bankitalia Maria Grazia Ciorra.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarzanini Fiorenza 
Titolo: Virus, una nuova stretta – La stretta con lockdown locali In Campania nuova variante
Tema: Covid-19, la situazione in Italia

Il governo si pone come obiettivo prevenire o comunque limitare gli effetti di una terza ondata nella diffusione del virus. L’allarme è forte. In Lombardia sono state istituite quattro nuove «zone rosse», in Campania è stata individuata una variante mai emersa prima nel nostro Paese. Il timore degli scienziati è che nell’arco di due o tre settimane questa mutazione possa risultare prevalente. Ecco perché si studia una nuova stretta che preveda chiusure mirate nelle aree maggiormente colpite. E già venerdì sei regioni potrebbero avere un Rt superiore all’1, finendo così in fascia arancione: rischiano, oltre alla Lombardia e al Lazio, anche l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia, le Marche e il Piemonte. Si aggiungerebbero all’Abruzzo, la Basilicata, la Liguria, il Molise, l’Umbria e la provincia di Trento. Ma già ora in tutta Italia si moltiplicano le ordinanze di chiusura di città e paesi. Sotto osservazione ci sono intere province e la chiusura potrebbe scattare già nelle prossime ore. Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha incontrato a Perugia la governatrice Donatella Tesei. La regione è in una situazione drammatica, segnata anche dalla carenza del personale sanitario.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Russo Paolo 
Titolo: Paura varianti se il contagio sale Italia arancione e week end rossi – Le varianti spingono i contagi Il ministero studia il piano B lockdown nei fine settimana
Tema: Covid-19, la situazione in Italia

Il ministro Speranza ha già nel cassetto un piano B se i lockdown locali non dovessero arrestare l’avanzata del virus dall’accento inglese: una strategia simile a quella utilizzata nel periodo natalizio, quando durante le festività tutta l’Italia si è tinta di giallo durante i feriali e di rosso nei festivi e prefestivi.  Il tutto magari con l’obbligo di indossare le Ffp2 nei luoghi chiusi, come ha già fatto l’Alto Adige. La stretta potrebbe essere inevitabile per non farsi travolgere da una terza ondata spinta dalle varianti. Ieri il bollettino della Protezione civile dava oltre 10mila contagi con un tasso di positività stabile al 3,8%. Anche se i morti hanno ripreso a salire, passando da 258 a 338. Mentre i ricoveri di poco ma calano ancora. Ma le proiezioni degli esperti del ministero della Salute dicono che la variante inglese farà impennare del 50% i contagi da qui a tre settimane. Che vorrebbe dire risalire a quasi 20mila casi e contare almeno 500 morti al giorno, considerando che la variante inglese è anche più letale del 20-30%. Ieri il governatore lombardo Attilio Fontana ha messo in zona rossa quattro comuni: Viggiù, Bollate, Mede e Castrezzato. Mentre il semaforo ha acceso luce rossa anche a Roccagorga, in provincia di Latina.
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Economia e finanza

Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Fiammeri Barbara 
Titolo: Covid, Recovery, riforme: Draghi alla prova del programma
Tema: Governo Draghi, l’agenda economica

Attesa per il discorso di Mario Draghi in Parlamento: il premier chiederà ai partiti una coesione sostanziale per offrire risposte tempestive «all’altezza della situazione». La guerra alla pandemia, e quindi il potenziamento della campagna vaccinale, resta in cima alle priorità. Così come la ripresa economica con il contributo decisivo del Recovery fund, attraverso riforme attese da decenni ma anche interventi infrastrutturali e di stimolo alla crescita. Ma proprio la realizzazione di questo percorso imporrà inevitabilmente scelte sulle quali la «coesione» e l’«unità» invocata dal presidente del Consiglio rischia di essere messa a dura prova. Primo banco di prova in tal senso sarà la discussione sul decreto Ristori, per il quale a gennaio è stato approvato uno scostamento di ulteriori 32 miliardi per sostenere lavoratori e imprese. La cifra è infatti già ritenuta insufficiente.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Mania Roberto – Petrini Roberto 
Titolo: Il retroscena – Draghi, aiuti alle imprese ma non più a pioggia
Tema: Governo Draghi, l’agenda economica

Mario Draghi è pronto ad impugnare il bazooka per rilanciare le imprese. Una sorta di “whatever it takes” per indennizzare le aziende piegate dal Covid-19. Un cambio di strategia per far fronte all’emergenza economica subito dopo il voto di fiducia, incentrata su una doppia svolta: evitare di tenere in piedi imprese “zombie” sussidiate dallo Stato ma non più in grado di sopravvivere sul mercato, e stabilire criteri più uniformi che si basino sul rimborso dei costi vivi delle imprese e non sulle generiche perdite di fatturato. Il battesimo del fuoco di questa operazione si terrà con il prossimo decreto Ristori. Fino ad oggi si è operato con il cosiddetto “fondo perduto”, mentre ora l’idea che sembra emergere tra i tecnici del governo è molto razionale e si attaglia al modo di pensare di Bankitalia: prima si fa un monitoraggio di quanto serve e poi si stabilisce quali imprese aiutare e quanto.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  D’Argenio Alberto 
Titolo: Recovery, i piani entro due mesi per poter avere i soldi a giugno
Tema: Recovery Plan

I governi devono accelerare sulle ratifiche del Next generation Eu e sulla consegna dei piani nazionaliper accedere ai suoi 750 miliardi. E il messaggio che emerge al termine dell’Ecofin, con il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, che afferma: “Potremo attivare i fondi già quest’estate, ma molto dipende dalle ratifiche”. Non solo, è anche “importante che i governi presentino presto i loro piani di ripresa in modo da accelerare il processo di approvazione”. Per riuscire ad andare già a giugno sui mercati, Bruxelles chiede ai partner di ratificare il Recovery entro aprile. Al momento hanno completato l’iter parlamentare solo sei Paesi.  Il tempo dunque stringe, con il governo Draghi che deve riscrivere il piano in due mesi massimo. Ieri Marco Buti, capo di gabinetto del commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, ha spiegato che il piano preparato dall’esecutivo Conte “era incompiuto”. Il nuovo governo – ha aggiunto – “deve rimettere le mani sulla granularità dei progetti, sulle riforme che vanno insieme ai progetti di investimento e sulla governance”.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Romano Beda 
Titolo: Intervista a Paschal Donohoe – «Per l’Eurogruppo la priorità è ancora sostenere l’economia»
Tema: Covid-19, il sostegno dell’Europa

Nelle sue ultime previsioni, Bruxelles ha messo in luce una ripresa a macchia di leopardo. A una domanda sui rischi di un nuovo divario Nord-Sud in Europa, il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe ha messo l’accento sulla necessità di coordinare le politiche economiche nazionali e sul fatto che per ora un consenso è emerso sul modo in cui gestire lo shock economico provocato dalla pandemia, anche attraverso il Fondo per la Ripresa: “L’Eurogrupppo capisce la necessità di riportare in futuro il livello del debito su un percorso sostenibile. Per ora, tuttavia, siamo concentrati su come possiamo sostenere le nostre economie. Se le misure di sostegno attualmente in vigore non ci fossero, ci sarebbero conseguenze economiche che da sole avrebbero un effetto sul debito nel medio termine (…) Gli investimenti che facciamo in questo momento devono servire ad aiutare la crescita in futuro”. Donohoe ha aggiunto che la speranza è che dal secondo trimestre in poi la congiuntura possa finalmente migliorare sulla scia di una accelerazione del numero di vaccinazioni contro il coronavirus.
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Testata:  Messaggero 
Autore:  Cifoni Luca – Di Branco Michele 
Titolo: Licenziamenti, ok da Pd e Lega blocco per tutti fino a giugno – Licenziamenti, Lega e Pd: blocco totale fino a giugno
Tema: Lavoro e Welfare

Il governo è al lavoro per risolvere uno dei nodi più delicati ereditati dall’esecutivo Conte, la scadenza del blocco ai licenziamenti del 31 marzo. Uno scenario che, secondo alcuni calcoli, metterebbe a rischio 1,2 milioni di posti nell’Italia piegata dalla pandemia. Il divieto, in vigore dal 17 marzo 2020, è stato già prorogato per tre volte: ora gli industriali spingono per allentare i vincoli, i sindacati premono per proseguire sulla linea adottata finora. L’ipotesi definita dal precedente esecutivo prevedeva una proroga, ma legata alla fruizione della Cig Covid. Ora il punto di caduta, secondo quanto si apprende da diverse fonti della nuova maggioranza, potrebbe invece consistere nel prolungare il disco rosso ai licenziamenti fino al 30 giugno prossimo. La decisione non è ancora presa: nei prossimi giorni sono previsti contatti tra il ministro del Lavoro Orlando e il resto del governo. Si delinea però una forte convergenza politica, che coinvolge anche la Lega: il tema sarebbe stato toccato anche nell’incontro dell’altro giorno tra Salvini e Zingaretti.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Picchio Nicoletta 
Titolo: «Riformare subito gli ammortizzatori» – Confindustria a Orlando: subito la riforma degli ammortizzatori
Tema: Lavoro e Welfare

Il vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, nell’incontro con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha spiegato che laddove vi sia una riduzione di attività dovute al mercato si deve consentire alle aziende di potersi riposizionare, mentre rimane giusto lo stop ai licenziamenti in caso di atttività ferme. Per quanto riguarda le priorità, la prima è riformare gli ammortizzatori: “Se ne parla da tanto tempo, abbiamo presentato la nostra proposta il 16 luglio 2020, sono passati sette mesi e non abbiamo avuto ancora modo di discuterne”, ha detto Stirpe. Con la riforma degli ammortizzatori sociali per il vice presidente di Confindustria si può ripensare il reddito di cittadinanza, “che non dà nes suna risposta in termini di politiche attive”. Ci sarebbero da rivedere per Stirpe anche alcune “storture” del decreto Dignità sul contratto a termine, “mitigando quegli aspetti che rischiano di bloccare la ripresa occupazionale in settori particolarmente colpiti come quello dei servizi”.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Bottero Giuseppe 
Titolo: Intervista a Maurizio Stirpe – “Sono rimasto perplesso dal metodo ascoltare non basta, ora dialoghiamo”
Tema: Lavoro e Walfare

Le parole di Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria, dopo l’incontro con il premier incaricato Mario Draghi: “A noi va bene l’ascolto, ma abbiamo suggerito di trasformarlo in dialogo. Bisogna avere la possibilità di interagire. E poi abbiamo chiesto di fare una sintesi assieme alla controparte sindacale. È giusto discutere con loro dei problemi che riguardano tutte le parti sociali”. Aggiunge Stirpe, in merito al tema del blocco dei licenziamenti: “La nostra posizione è chiara: è corretto bloccare i licenziamenti per tutte le attività che sono ferme per decreto, che devono continuare a ricevere la cassa Covid gratuita e il differimento degli oneri fiscali e contributivi. Per quanto riguarda le aziende che magari hanno ridotto i loro livelli di attività ma possono continuare a lavorare, è necessario che si torni a regimi ordinari. Devono riposizionarsi sul mercato il più in fretta possibile”. E ancora: “Abbiamo suggerito di affrontare altre priorità. Bisogna intervenire per mitigare gli effetti del decreto Dignità per quanto riguarda le causali relative ai contratti a termine. Partendo dalla considerazione che dei 444 mila nuovi disoccupati la maggior parte è a termine, proprio per venie incontro ai settori che hanno usufruito di questi lavoratori, occorre agevolare anche provvisoriamente questo regime per recuperare quanti più posti possibile”.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cellino Maximilian 
Titolo: Nel 2021 il Tesoro si finanzia a tasso zero – Il Tesoro si finanzia a tasso zero Risparmi fino a 2,5 miliardi
Tema: Emissioni del Tesoro

Da inizio anno il Tesoro italiano si sta finanziando a condizioni di favore: una novità che se confermata per tutto il 2021 può tradursi in risparmi significativi e nell’ordine dei 2 miliardi di euro nella gestione di un debito pubblico che sfiora ormai i 2.200 miliardi. Il dato emerge dalle cifre pubblicate dal Mef, aggiornate a fine gennaio: il rendimento medio ponderato all’emissione registrato nel primo mese del 2021 dai titoli italiani è stato infatti pari ad appena lo 0,06 per cento. E’ ancora prematuro spingersi in previsioni a lungo termine, ma se una tendenza simile dovesse essere confermata nell’arco dei successivi undici mesi, i conti pubblici potrebbero trarne un beneficio significativo in termini di minori spese future per ripagare gli interessi a chi sottoscrive il debito italiano. Quando si pensa che nel 2020 il costo medio all’emissione, pur in sensibile discesa rispetto all’anno precedente, si era fermato allo 0,59% (a pochi centesimi dall’allora record storico di 0,56% del 2016) e si considera soprattutto che nell’arco dell’intero 2021 il Tesoro dovrà collocare nuovi titoli per un ammontare non lontano ai 500 miliardi di euro, si può stimare un esborso inferiore fino a 2,5 miliardi di euro rispetto aquando sarebbe stato necessario spendere finanziandosi alle condizioni dello scorso anno.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Longo Morya 
Titolo: Maxi emissione di BTp: raccolti 14 miliardi
Tema: Emissioni del Tesoro

Ieri mattina gli investitori hanno accolto due nuovi BTp offerti dal Tesoro (uno decennale e uno trentennale indicizzato all’inflazione) con una domanda record da 134 miliardi di euro, ma poi hanno ridotto gli ordini d’acquisto facendo scendere il totale a 82 miliardi. In poche ore 50 miliardi di ordini si sono insomma volatilizzati. Queste defezioni son però arrivate quando il Tesoro, vedendo quella domanda record, ha deciso di ridurre all’osso i rendimenti dei due BTp, offrendo il più basso “premio” per nuove emissioni mai visto. Così l’Italia ha risparmiato interessi (cosa positiva) e ha anche allontanato gli investitori più `volatili” (in fondo anche questa è una cosa positiva). Insomma: ottantadue miliardi di domanda faranno meno “titolo” sui giornali, ma il modo in cui sono stati ottenuti fa di certo l’interesse del Paese.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Baroni Paolo 
Titolo: Il retroscena – Dalla Cdp alla Rai 500 poltrone in gioco – Cinquecento nomine sul tavolo di Draghi da Cdp a Fs si riscrive la mappa del potere
Tema: Nomine

Nelle prossime settimane il governo tecnico-politico è chiamato ad un’altra prova del nove, il rinnovo di circa 500 poltrone: si parla di postazioni che valgono più di un ministero, come la potente Cassa depositi e prestiti, le Fs e l’Anas e la Rai, e decine di posti nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle tante controllate del Tesoro, di Eni, Enel, Poste e Leonardo. Se Draghi riuscirà a tenere a freno gli appetiti dei partiti, che potrebbero trovare in questa nuova partita di nomine un modo per recuperare terreno, rispetto alla composizione dell’attuale esecutivo, ci si aspetta una decisa sterzata all’insegna della competenza dei nuovi candidati: Draghi punterà anche a valorizzare le tante risorse interne, confermando una serie di figure dal profilo più tecnico. Rispetto alle precedenti tornate, questa volta le scelte sono però più complicate, perché rispetto agli ultimi due governi sono ben sei i partiti dellacoalizione, con Lega e Forza Italia che si sono aggiunti a M5S, Pd, Iv e Leu, per cui sarà più difficile accontentare tutti. La posizione più ambita è quella in Cdp: scontata la riconferma del presidente Giovanni Gorno Temprini in quota fondazioni, come sostituto dell’ad Palermo appare tramontata l’ipotesi Arcuri;  la scelta potrebbe cadere sull’attuale vicepresidente della Banca europea degli investimenti, Dario Scannapieco.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Marro Enrico 
Titolo: La staffetta al vertice Cisl Furlan lascia, tocca a Sbarra
Tema: Sindacati

Ieri Annamaria Furlan, al termine del comitato esecutivo, ha annunciato che, a marzo, lascerà la carica di segretario generale della Cisl. Al suo posto verrà eletto Luigi Sbarra, segretario aggiunto dal 2018, quando con Furlan si accordarono che quest’ultima non si sarebbe ricandidata al congresso del 2021. Sbarra, 60 anni, in questi anni si è occupato per la Cisl delle politiche del mercato del lavoro, dell’industria, della contrattazione. Prima donna segretario generale del sindacato di ispirazione cattolira, la Furlan ha dovuto ricompattare una confederazione lacerata e indebolita per la tumultuosa uscita di scena di Bonanni. Sul fronte esterno, Furlan ha costruito un altalenante rapporto con l’altra donna allora alla guida di un sindacato, Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, sanando però vecchie ferite apertesi fin dalla contrapposizione fra Pezzotta e Sergio Cofferati.
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Valentino Paolo 
Titolo: In Germania ancora lockdown «duro» La Cdu si spacca: non siamo bambini
Tema: Covid-19, la situazione all’estero
3856 nuovi contagi nelle ultime 24 ore in Germania, con 528 decessi, come calcolato dal Robert Koch Istitute. Il tasso di contagio, l’Rt che misura quante persone un malato infetta a sua volta (misurato su sette giorni) è a 0,86. Continua quindi il regime di lockdown duro iniziato il 16 dicembre e rinnovato con qualche piccola modifica la scorsa settimana fino al 7 marzo. A motivare la decisione, come ha spiegato la cancelliera Merkel che avrebbe voluto prolungarlo fino al 14, è l’emergere delle nuove varianti. Ma la decisione è fonte di polemica anche all’interno della maggioranza di governo. Perfino nella Cdu soffia un vento d’insofferenza nei confronti della linea dura della cancelliera: il neo presidente del partito Armin Laschet ha messo in guardia dal rischio di “trattare tutti i cittadini come bambini minorenni”. In base alla nuova proroga, restano chiusi negozi, bar, ristoranti, cinema, teatri, centri estetici e bordelli. È obbligatorio l’uso delle mascherine nei mezzi di trasporto, negozi alimentari e supermercati. Dal 10 marzo tuttavia potranno riaprire i parrucchieri. Le imprese devono quanto più possibile far ricorso all’home working. Spostamenti consentiti solo per lavoro e se ben motivati.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Gandolfi Sara 
Titolo: Vaccini al sambodromo: Rio archivia la festa
Tema: Covid-19, la situazione all’estero

Al Sambódromo di Rio de Janeiro quest’anno non c’è musica nè gioia, ma solo silenzio. Nel lungo viale del Marques de Sapucaí, al posto dei soliti carri, sfilano a passo d’uomo le auto che accompagnano gli ultraottantenni. Sotto le tende aspettano gli infermieri con il vaccino anti-Covid. O Carnaval si è arreso alla pandemia, le gradinate del Sambódromo sono deserte. Il sindaco di Rio ha aperto ai primi di febbraio il centro di vaccinazioni nel Sambódromo, ma la vaccinazione va a rilento: in tutto il Brasile, hanno immunizzato poco più del 2% dei 212 milioni di abitanti. E domani a Rio si fermerà perché non sono arrivate le dosi previste. Intanto la gente continua a cadere: sono oltre 240.000 i morti per Covid-19 in Brasile.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Basile Massimo 
Titolo: Central Park in rosso deficit per colpa del Covid E’ la prima volta in 40 anni
Tema: Covid-19, la situazione all’estero

La pandemia ha cancellato tutti gli eventi più importanti legati a Central Park, a New York, mettendo in crisi le casse della Central Park Conservancy, l’organizzazione no-profit che da quarant’anni si occupa del polmone verde di Manhattan, costretta ad inviare una lettera ai newyorkesi e ai finanziatori per lanciare una gigantesca raccolta fondi. Servono almeno dieci milioni di dollari. “Ora più che mai — ha scritto la presidentessa e ceo, Elizabeth W. Smith – Central Park ha bisogno del vostro sostegno”. Negli ultimi 11 mesi la pandemia ha provocato un duplice effetto: il ripopolamento naturale del parco e il crollo degli affari. Se con l’abbattimento dell’inquinamento, migliaia di uccelli hanno fatto nido, tra cui il bianco Gufo delle nevi, apparso per la prima volta in 130 anni, la chiusura di attività e l’annullamento di eventi ha finito per creare un buco di bilancio senza precedenti.
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Testata:  Mf 
Autore:  Pacifici Jonathan 
Titolo: Vaccinazioni e farmaco sperimentale: Israele superstar anti-Covid
Tema: Covid-19, la situazione all’estero

La HMO israeliana Maccabbi ha pubblicato dati estremamente positivi che aprono nuovi scenari nella lotta al Covid. Si tratta del primo studio a tappeto effettuato tracciando il primo mezzo milione di assicurati Maccabbi inoculati con entrambe le dosi del vaccino Pfizer. Secondo i dati, solo 544 persone (0,1%) sono state successivamente diagnosticate con il Coronavirus, ci sono stati quattro casi gravi e nessun morto. “Questi dati dimostrano che il vaccino è molto efficace e non abbiamo dubbi che abbia salvato la vita a molti israeliani”, ha detto Miri Mizrahi-Reuveni, funzionario del Maccabi. Dopo una flessione nel ritmo delle vaccinazioni il ministero della Sanità ha dichiarato venerdl scorso che 147.000 persone erano state vaccinate nella giornata di giovedì, in aumento rispetto al minimo che il Paese aveva registrato nell’ultima settimana. In totale a oggi su 9,2 milioni di abitanti più di 4 milioni hanno ricevuto almeno una dose del vaccino e altri 2,6 milioni anche la seconda dose.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Sarcina Giuseppe 
Titolo: Commissione d’inchiesta sull’assalto al Congresso
Tema: USA

L’assalto a Capitol Hill resta al centro dello scontro politico statunitense. La speaker della Camera, Nancy Pelosi, annuncia l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta, dopo aver incaricato nelle scorse settimane il generale in pensione Russel Honoré di individuare le falle organizzative che hanno consentito ai supporter trumpiani di irrompere nel Congresso. L’alto ufficiale preparerà una relazione tecnica. Da lì partirà il lavoro della Commissione «per investigare sui fatti e le cause relative all’attacco di terrorismo interno all’edificio di Capitol Hill». Naturalmente la mossa di Pelosi ha un chiaro significato politico. E la risposta alla conclusione dell’impeachment al Senato, dove Donald Trump si è salvato grazie al voto di 43 repubblicani. La Commissione di inchiesta proverà a stanare i repubblicani. Questa volta con l’avallo della Casa Bianca, come ha confermato ieri la portavoce Jen Psaki.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Semprini Francesco 
Titolo: Pelosi: un’inchiesta sull’assalto a Capitol Hill
Tema: USA

La speaker della Camera Nancy Pelosi appoggia con forza la richiesta giunta da un gruppo di senatori democratici e repubblicani di aprire una commissione d’inchiesta bipartisan per far luce sulle responsabilità in merito all’occupazione del Congresso americano avvenuta lo scorso 6 gennaio: “Dobbiamo arrivare fino in fondo a quanto accaduto”, c’è bisogno di “indagare sui fatti e sulle cause legate all’assalto al Congresso del 6 gennaio”, ha detto la Pelosi. L’obiettivo è far luce sulle responsabilità di funzionari governativi e delle forze dell’ordine, ora che il processo di impeachment contro Donald Trump è terminato con l’assoluzione dell’ex presidente. I guai per il tycoon non sono tuttavia finiti: il democratico Bennie Thompson, presidente della commissione della Camera sulla sicurezza interna, ha presentato una denuncia contro di lui e il suo avvocato Rudy Giuliani accusandoli di aver cospirato con i gruppi armati di estrema destra Proud Boys e Oath Keepers per istigare l’assalto al Congresso.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Gaggi Massimo 
Titolo: Neve e gelo, Texas in ginocchio In tilt il cuore energetico degli Usa
Tema: USA

Texas in ginocchio per un’ondata di gelo senza precedenti: più di 4 milioni senza elettricità e riscaldamento, già 14 le vittime: a Houston sono stati chiusi i due aeroporti, bloccata perfino la produzione di energia, linfa vitale della regione: ferme le raffinerie, l’estrazione di greggio e gas, gli oleodotti, le centrali elettriche e perfino metà delle pale eoliche che garantiscono il 23% dell’energia delle utenze domestiche. Un’emergenza iniziata nel weekend e che non finirà ancora per qualche giorno: oggi è prevista un’altra tempesta di neve in città come San Antonio e Dallas da giorni coperte da un’insolita coltre. Le temperature oscillano da una massima di 2 gradi sotto zero a una minima di -22. Temperature sotto zero perfino nella subtropicale New Orleans dove di solito in inverno il termometro scende di rado sotto i 10 gradi centigradi. Ieri per il Mardi Gras, principale attrazione turistica della regione, già flagellata dall’emergenza coronavirus, sfilate con abbigliamento da montagna.
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Testata:  Giornale 
Autore:  Robecco Valeria 
Titolo: Pioggia di razzi a Erbil sulla base a guida Usa È il test Iran per Biden
Tema: Tensione USA-Iran

Lunedì sera sono stati lanciati tre razzi sull’aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, uno dei quali ha colpito una base militare che ospita truppe straniere della coalizione anti-Isis a guida americana. Il bilancio dell’attacco, come ha confermato il portavoce della coalizione Wayne Marotto, è di un contractor ucciso e altri otto feriti. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo che si fa chiamare «Awliyaa al-Dam», o «Guardiani del Sangue», come hanno riferito ai media funzionari della sicurezza statunitensi e iracheni, organizzazioni di facciata, a loro parere, che nascondono fazioni filo-iraniane. Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha chiesto un’indagine sull’accaduto, e ha promesso di «chiederne conto ai responsabili», mentre la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha sottolineato che Washington sta continuando a lavorare per accertare le responsabilità. L’Iran, da parte sua, ha «smentito con forza le indiscrezioni e i tentativi di attribuirgli gli attacchi contro una base degli Stati Uniti a Erbil». L’episodio, secondo Michael Knights, analista del Washington Institute for Near East Policy, è «un test per l’amministrazione di Joe Biden»: la portata dell’attacco è insolitamente grande, a suo parere, e probabilmente l’obiettivo era uccidere o mutilare contractor americani, militari, o i loro alleati curdi. Quel che è certo è che l’incidente ha infiammato tensioni già acuite dalle minacce delle milizie appoggiate dall’Iran su obiettivi americani in Iraq.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Ca.Mar. 
Titolo: Parterre – Giustizia vaticana, il Papa riforma il codice penale
Tema: Vaticano

Mini-riforma della giustizia penale del Vaticano, con norme più garantiste: sconti di pena, possibilità di concordare un programma di lavori di pubblica utilità e volontariato, sospensione del dibattimento nel caso di legittimo impedimento da parte dell’imputato, abolendo il processo in contumacia. Con un motu proprio, Francesco quindi interviene sul secondo e terzo grado di giudizio, introducendo principi fino ad oggi inesistenti, stabilendo per esempio che “l’ufficio del promotore di giustizia esercita in autonomia e indipendenza, nei tre gradi di giudizio, le funzioni di pubblico ministero e le altre assegnategli dalla legge”, mentre fino ad oggi in caso di ricorso la pubblica accusa era rappresentata da un altro magistrato rispetto a quello che l’ha condotta in primo grado.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Caferri Francesca 
Titolo: Latifa, i video da Dubai “Qui mio padre l’emiro mi tiene imprigionata”
Tema: Dubai

“Non so cosa intendono fare di me. Mi dicono che non rivedrò mai più la luce del sole. Voglio solo essere libera”. Queste le parole disperate di Latifa bint Mohammed al Maktoum, 35 anni, una degli oltre 30 figli di Mohammed bin Rashid al Maktoum, sceicco di Dubai. La principessa, sparita nel 2018 dopo uno spettacolare tentativo di fuga dal suo Paese, è ricomparsa ieri in una serie di video diffusi dalla Bbc. Con la telecamera del telefono puntata sul viso, l’aria spaventata e la voce a malapena udibile, parla dal bagno di quella che descrive come la sua «villa-prigione». Dal 2018, racconta Latifa, è trattenuta contro la sua volontà, con a controllarla cinque poliziotti all’esterno della villa e due poliziotte all’interno. Dalla stanza dove ha la possibilità di chiudere la porta, il bagno, Latifa invia brevi videomessaggi agli amici. «Non so cosa ne sarà di me. Sto iniziando a cedere. Voglio solo essere libera». I messaggi non sono destinati alla pubblicazione: ma ieri, dopo aver perso da mesi i contatti con lei, gli amici hanno deciso di diffonderli. Interpellato dalla Bbc, il governo di Dubai ha rifiutato ogni commento.
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