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SINTESI IN PRIMO PIANO – 11 maggio 2021

In evidenza sui principali quotidiani:

– Le Regioni: Stop alla circolazione alle 23. Ma il governo frena, decisione il 21 maggio.
– Migranti, 70mila in arrivo. Il governo chiede aiuti di Bruxelles a Tripoli per fermare le partenze.
– La Riforma della Giustizia. Prescrizione, tempi dei processi e limiti all’appello: lo chiede l’Europa per il Recovery.
– Il Patto Pd – M5S in crisi nelle città. Ma non a Napoli.
– Le tensioni in Medio Oriente. L’attacco da Gaza e la risposta di Israele: venti morti nella Striscia.

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Guerzoni Monica – Sileri Fiorenza 
Titolo: Così cambierà il coprifuoco – Addio Rt, nuovi parametri per i colori E il coprifuoco slitta alle 23
Tema: Coprifuoco

Il pendolo del coprifuoco, che da giorni oscilla a seconda del diverso grado di prudenza dei partiti, è fermo sulle ore 23. Le Regioni hanno presentato al governo una proposta in cui chiedono di accorciare di un’ora il divieto di circolazione, facendo slittare il ritorno a casa dalle dieci alle undici della sera. A quanto raccontano i ministri, Mario Draghi non vuole per ora andare oltre. l numeri dei contagiati e dei morti toccano la soglia più bassa dallo scorso ottobre, ma a Palazzo Chigi c’è preoccupazione per l’euforia dei tanti italiani che hanno fretta di tornare alla socialità pre-Covid. Le immagini delle spiagge invase nel weekend, gli assembramenti nelle vie dello shopping, le feste di nozze abusive, le risse notturne nel centro di Roma, Milano e Napoli in pieno coprifuoco, allarmano gli scienziati e inducono il governo a prendersi qualche giorno di riflessione in più.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Longo Grazia 
Titolo: Figliuolo: “Svolta a giugno con i vaccini nelle farmacie”
Tema: Intervista a Francesco Paolo Figliuolo – Vaccini

Generale, qual è la prossima tappa che si prefigge? «L’imperativo categorico è accelerare. Abbiamo già fatto molto, ma dobbiamo allungare il passo. Il mio obiettivo è superare le 500 mila somministrazioni al giorno entro giugno». In che modo sarà possibile? «Occorre coinvolgere maggiormente i medici di base e le farmacie, in modo che il loro intervento passi dall’attuale regime di emergenza a una fase più strutturata. Attualmente l’impiego dei medici di libera scelta non è omogeneo nelle varie Regioni, ma è indispensabile l’adesione uniforme e diffusa e una congrua quota di dosi loro dedicate». Com’è possibile che le dosi aumentino oltre le 500 mila unità al giorno? «In Italia ci sono circa 43 mila medici di famiglia e 20 mila farmacie. Se ogni medico inoculasse dieci vaccini al giorno, otterremmo 430.000 dosi in più alle quali se ne potrebbero aggiungere altre 100.000 per il ru olo delle farmacie».
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Galluzzo Marco 
Titolo: Il retroscena – In Libia 70 mila pronti a partire Lamorgese: ora un sistema Ue di solidarietà su base volontaria
Tema: Migranti

I numeri fanno paura. Nei rapporti che la nostra intelligence fornisce in modo costante al presidente del Consiglio lo scenario non è per niente rassicurante: attualmente in Libia ci sarebbero almeno goo mila migranti, provenienti da altri Paesi africani. Di questi fra 5o mila e 7o mila sarebbero già sulla fascia costiera, pronti per finire nella rete dei trafficanti. Se i numeri fanno paura, anche in vista dell’estate, tolgono il sonno al nostro governo anche ulteriori dettagli forniti dall’Aise: scafisti e trafficanti libici dopo quasi due anni di fermo per la guerra civile, stanno riorganizzandosi, in modo più strutturato del passato, con molti agganci e zone opache all’interno del nuovo governo libico. II profilo di alcuni personaggi noti ai nostri Servizi, conduce sempre allo stesso schema: nuovi e vecchi trafficanti sono disposti a trattare con chiunque, servizi di intelligence, diplomatici, militari, ma solo se debitamente pagati. E anche in questo quadro di allarme che per oggi, o al massimo per domani, lo stesso Mario Draghi ha convocato una sorta di cabina di regia con i ministri che hanno la competenza sul dossier: Luciana Lamorgese, che ieri ha chiamato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Toscano Salvo 
Titolo: Lampedusa, sbarchi senza tregua Salvini: non possiamo sostenerli
Tema: Migranti

Un paio di giornate di bel tempo sono state sufficienti per far rivivere a Lampedusa un copione già visto. Una ventina di sbarchi, più di duemila migranti arrivati sull’isola frontiera d’Europa, con tutte le difficoltà consuete nel garantire accoglienza in un quadro aggravato dall’emergenza sanitaria. Tra pescherecci, barconi e barchini, il flusso di migranti soccorsi e fatti sbarcare, tra cui donne e bambini, è stato continuo. Nella notte tra domenica e lunedì più di seicento persone hanno dormito all’addiaccio sul molo Favarolo mentre l’hotspot di contrada Imbriacola si riempiva oltremisura. Per alleggerire l’isola, che ha contato più di 2.100 persone sbarcate in poco più di 24 ore, circa 300 persone sono state trasferite sulla nave quarantena (in serata se ne attendeva una seconda), altri duecento sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle e andranno negli hotspot in Sicilia, ma se gli sbarchi continueran no a questi ritmi nei prossimi giorni la situazione si farà sempre più complessa. E il tema immigrazione torna così di prepotenza nel dibattito politico. Al presidente del Consiglio Draghi «porteremo i modelli degli altri Paesi europei, l’Italia faccia come la Grecia, la Spagna, la Francia. Bisogna controllare le frontiere, non possiamo sostenere gli sbarchi», ha detto ieri il leader della Lega Matteo Salvini, aggiungendo: «Non possiamo invitare i turisti da mezzo mondo su un’isola che ogni giorno vede migliaia di sbarchi. Non è serio».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Tito Claudio 
Titolo: Il retroscena – Due settimane per trattare – L’Italia chiede all’Europa un accordo con Tripoli “Soldi per fermare i barconi”
Tema: Migranti

Mario Draghi tenta il pressing sull’Unione europea per arrivare ad una nuova intesa sui migranti. Tra due settimane porrà la questione al Consiglio europeo. E l’obiettivo è quello di non limitare la discussione ai cosiddetti ricollocamenti. L’Italia è infatti alla ricerca di una exit strategy innovativa. Il primo passo potrebbe essere compiuto già nei prossimi giorni. Ieri mattina il titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, ha partecipato a Bruxelles al Consiglio Affari Esteri. Ha posto sul tavolo, sebbene non fosse all’ordine del giorno, l’emergenza che il nostro Paese sta affrontando a Lampedusa. La risposta è stata unanime: tanta solidarietà a parole ma pochissima nei contenuti. A breve dunque volerà in Libia per incontrare il capo del governo unitario Dbeibah. Ma non ci andrà da solo, bensì insieme al Commissario europeo per i paesi confinanti, l’ungherese Varhely. Il viaggio, in questo modo, diventerà di fatto una missione europea. Sarebbe un risultato per l’Italia. Ma l’obiettivo finale è chiudere un accordo con Tripoli
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Bianconi Giovanni 
Titolo: Prescrizione, le due ipotesi – Giustizia, Cartabia avverte i partiti «Senza riforme saltano i fondi Ue»
Tema: Riforma della Giustizia

Due mesi fa s’era presentata alla maggioranza che sostiene il governo citando le tragedie greche e le sacre scritture, per invitare tutti a mettere da parte le intransigenze che rischiano di lasciare solo rovine. Ora, per illustrare le conclusioni della commissione ministeriale incaricata di indicare soluzioni ai problemi e contrasti che da anni accompagnano ogni proposta di riforma della giustizia, Marta Cartabia batte sul tasto della responsabilità. «Vorrei che fosse chiaro», avverte la ministra Guardasigilli nel nuovo incontro con i capigruppo in Parlamento: «Se non approveremo le leggi di delega per la riforma del processo civile, penale e del Csm entro la fine dell’anno, anzi prima della sessione di bilancio autunnale, mancheremo a un impegno assunto con la Commissione per ottenere le risorse europee. La posta in gioco sono le risorse del Recovery fund».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Sannino Conchita 
Titolo: Le proposte di Cartabia per processi più brevi – Giustizia, ecco le novità stop all’appello per i pm cambia la prescrizione
Tema: Riforma della Giustizia

Riforma della giustizia o salta tutto il Recovery. La ministra Marta Cartabia ribadisce l’indispensabile pre-condizione ieri, in riunione con i capigruppo della maggioranza in commissione alla Camera, per il ddl sul processo penale. Si parte soprattutto dalle modifiche su appello e prescrizione. Invitando tutti i partiti «a non considerarsi avversari, ma compagni di strada», e richiamando il lavoro della commissione che ha lavorato in via Arenula in questi mesi, Cartabia punta tutto su un netto snellimento. Ma la strada non è in discesa: «Ci sono criticità» hanno fatto sapere subito i 5Stelle. Sul fronte dell’appello: il pm non potrà appellare né le sentenze di assoluzione né quelle di condanna, ma può ovviamente ricorrere in Cassazione (se la suprema Corte annulla, si torna poi in appello). E la stretta non esclude la difesa: visto che l’imputato potrà ricorrere solo per una lunga serie di motivi previsti dalla legge. Ma da via Arenula si tiene a sottolineare che in questo modo «non si vuole limitare la difesa, ma introdurre principi di maggior rigore per contestare la condanna di primo grado». Sul fronte della prescrizione, sono due le proposte. La prima indica la sospensione della prescrizione dopo la condanna in primo grado, con ripresa se l’appello non si conclude in 2 anni; l’altra, la prescrizione processuale che si interrompe con l’esercizio dell’azione penale. Se il processo dura più di 4 anni in primo grado, 3 in appello e 2 in Cassazione, interviene l’improcedibilità.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Vitale Giovanna 
Titolo: Dopo il flop di Roma l’alleanza giallorossa in frantumi nelle città
Tema: La fine del patto Pd-M5S

Sino all’ultimo avevano sperato di non rivedere lo stesso film. Al Nazareno si erano convinti che la corsa di Nicola Zingaretti a Roma avrebbe aiutato a spezzare il sortilegio incombente da un paio d’anni su ogni vigilia elettorale. Oltre a blindare la vittoria del centrosinistra nella Capitale, l’accordone sul governatore del Lazio doveva infatti servire a propiziare le nozze Pd-5s nelle principali città chiamate al voto d’autunno. E invece, complici le manovre di Virginia Raggi («è stata grande, ha costretto Conte ad appoggiarla e così ha messo fuori gioco Zingaretti e Letta», gongolano i parlamentari a lei vicini), l’altare saltato in Campidoglio ha proiettato sugli schermi comunali il remake delle ultime regionali. Quando, dopo estenuanti trattative in Campania, Marche e Puglia, i giallorossi riuscirono a individuare soltanto in Liguria un candidato condiviso (e perdente). La medesima trama che rischia di riproporsi alle amministrative, con dem e grillini che a cinque mesi dal via sono quasi ovunque alla restituzione dei regali.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Sorgi Marcello 
Titolo: Il commento – Vince Di Maio addio alleanze – Una vittoria per Di Maio
Tema: La fine del patto Pd-M5S?

Nella gran confusione pentastellata, la fine della coalizione Pd-5 stelle per il comune di Roma – un’alleanza, va detto, mai costruita neppure nell’anno e mezzo di collaborazione al governo – rappresenta in qualche modo la vittoria di Di Maio, l’affermarsi del suo molo di “leader ombra” e della sua linea di sempre come l’unica in grado di tenere unito il Movimento. Adesso non è neppure importante scoprire se il ministro degli Esteri si sia adoperato per arrivare a questa conclusione del lungo negoziato incautamente concluso giovedì con un’intesa Conte e Letta, poi smentita domenica. Sta di fatto che tra “governisti” che premevano e Raggi che resisteva, l’atteggiamento del ministro, fin dall’inizio convinto che fosse impossibile convincere la “sindaca” a ritirarsi e altrettanto aggirarla, s’è rivelato il più realistico
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Testata:  Il Fatto Quotidiano 
Titolo: “Pd, basta accuse incrociate Con Conte M5S più verde” – “Pd, no alla guerra di accuse M5S, con Conte svolta verde”
Tema: Intervista a Luigi Di Maio – La fine del patto Pd-M5S?

Su Roma il Pd ha dovuto cambiare cavallo all’ultimo tornante e a leggere le reazioni non l’ha presa bene. Ma Luigi Di Maio prova a ricordare cosa c’è in ballo ora: “Abbiamo un’alleanza da costruire nelle città, la gente non capirebbe una guerra di accuse incrociate”. Partiamo dal nodo politico: il governatore Nicola Zingaretti non ha potuto candidarsi a sindaco perché il M5S un minuto dopo avrebbe fatto cadere la sua giunta in Regione. E’ andata così, giusto? Trovo apprezzabile la scelta di Zingaretti di rimanere alla guida della Regione in una fase così delicata come quella della gestione della pandemia e delle vaccinazioni. Nel Lazio governiamo assieme al Pd e non abbiamo abbandonato i cittadini. Voi Cinque Stelle non potevate spostare Raggi dal Campidoglio, anche perché avevate paura che finisse per passare con Davide Casaleggio, sia sincero… Il tema non è certo Casaleggio. Ma perché non avremmo dovuto ricandidare Virginia? Non c’era alcuna ragione per non farlo. In cinque anni ha risanato i conti e ha affrontato i clan, venendo anche minacciata.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Martini Fabio 
Titolo: Intervista a Virginia Raggi – Raggi: “Ora sarò la candidata di tutti anche di chi vota Pd”
Tema: La fine del patto Pd-M5S?

Nel suo studio, appollaiato in cima al Campidoglio, là dove si gode – come scrisse Sigmund Freud – «la vista più bella del mondo», la sindaca di Roma Virginia Raggi assapora il successo più consistente della sua carriera politica, essere riuscita al tempo stesso ad allontanare lo sfidante più insidioso, Nicola Zingaretti, ma anche aver costretto tutti i capi dei Cinque stelle a sostenerla. Se le chiedi se ora si senta più convinta di farcela a restare per altri cinque anni, lei sorride sotto la mascherina nera: «Abbiamo lavorato tanto. Ora molte persone dicono apertamente che i risultati si iniziano a vedere, anche perché quando si rifà un parco, o si chiude un cantiere, spesso progettazione e lavori erano iniziati due anni prima…». Non una parola di più e se insisti a chiedere se almeno sia più fiduciosa, Raggi continua il catenaccio: «Stiamo lavorando e ci piace lavorare».
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Palmerini Lina 
Titolo: Politica 2.0 – Non solo Roma, il Pd verso le comunali tra lotte interne
Tema: La fine del patto Pd-M5S?

L’operazione fallita su Zingaretti fa partire la corsa del Pd per le amministrative in salita. A Roma i punti critici sono due, innanzitutto la candidatura di Gualtieri, tenuto in stand by per quasi due mesi, ora viene spinto nella gara per effetto di un tentativo naufragato; il secondo è che se Raggi dovesse superare Gualtieri, il Pd si troverebbe nel dilemma di convergere sul suo nome al ballottaggio. Sarebbe il segno di una subalternità che aprirebbe un fronte nel partito potenzialmente destabilizzante per Letta. Tra l’altro nelle altre città il quadro non è più rassicurante. A Bologna, per esempio, la gara ai gazebo si preannuncia come una guerra interna piuttosto feroce anche alla luce delle alleanze con il Movimento.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Folli Stefano 
Titolo: Il punto – M5S e Pd, i dubbi su un’intesa logora
Tema: La fine del patto Pd-M5S?

Come è noto, a volte la storia si ripete, benché non proprio identica. Nel marzo del 2013 il M5S, arrivato sulla soglia della politica nazionale, impedì a Bersani di formare il suo governo (il testimone passò poi a Letta). Oggi tocca a Zingaretti: giunto a un passo dalla candidatura a sindaco di Roma, il presidente del Lazio viene sospinto indietro da una specie di tradimento politico che ha visto protagonisti i Cinque Stelle, infidi alleati oggi come otto anni fa. Il personaggio chiave, Giuseppe Conte, non ha saputo o voluto cucire i fili dell’intesa con il Pd e si è fatto fotografare sorridente in Campidoglio accanto a Virginia Raggi. La quale, da candidata sacrificabile quale era, si ritrova adesso in condizione di giocare le sue carte al primo turno del voto romano con qualche speranza di accedere al ballottaggio. Ipotesi che avrebbe, è ovvio, conseguenze abbastanza straordinarie nel circuito del centrosinistra. La differenza con il 2013 è soprattutto una. Allora il movimento di Grillo era in piena ascesa, forte di una retorica anti-casta equivoca ma seducente e in cerca di un personaggio simbolo da liquidare via “streaming”.
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Economia e finanza

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Ducci Andrea 
Titolo: Recovery, primi soldi a luglio «Misure anche permanenti»
Tema: Recovery

«Se tutto va in base ai piani, i primi pagamenti presumibilmente arriveranno a luglio», e la seconda tranche «a fine anno, ma dipende dal raggiungimento degli obiettivi». Il dettaglio della tempistica di erogazione delle risorse del Recovery arriva per bocca del vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, durante l’audizione alle commissioni affari economici e bilancio del Parlamento europeo. L’obiettivo di Bruxelles è, insomma, procedere rapidamente con l’esame definitivo per l’approvazione dei piani nazionali di ripresa e di resilienza, necessari ad accedere alle risorse del Recovery, tanto che le prime proposte di via libera dovrebbero arrivare a partire dalla seconda settimana di giugno. Un calendario che il governo Draghi tiene d’occhio poiché, se tutto procede come previsto, l’Italia riceverà già a luglio 24 miliardi di euro, ossia il 13% dei complessivi 191 miliardi, indicati nel piano trasmesso a Bruxe lles. Risorse indispensabili per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia che, in prospettiva, potrebbero assumere un carattere meno transitorio di quanto finora prefigurato. A dirlo è lo stesso Dombrovskis, che non esclude la possibilità di trasformare il Recovery in uno strumento più duraturo.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Tito Claudio 
Titolo: L’Europa vede più rosa “Quest’anno l’Italia crescerà del 4 per cento”
Tema: Recovery

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pessimismo anche solo di tre mesi fa. La crescita in Italia sfonderà il tetto psicologico del 4% o almeno ci si avvicinerà moltissimo. Sarà questo uno degli elementi principali delle previsioni di primavera formulate dalla Commissione europea. I dati definitivi e ufficiali verranno resi noti domani proprio nel corso della riunione collegiale. Il punto principale dell’analisi di Bruxelles ruota intorno agli effetti benefici del Recovery Plan che nelle precedenti previsioni non era stato calcolato. E anche del piano illustrato dal presidente americano Biden. Quei 1900 miliardi di dollari, infatti, spingeranno l’economia statunitense ma, come sempre accade, si rifletteranno anche sull’Europa. Resta il fatto che nel documento diffuso solo tre mesi fa, a febbraio, i Commissari europei avevano abbassato l’asticella del rimbalzo italiano al 3,4% per quest’anno e al 3,5% nel 2 022. Una riduzione determinata anche dal ridimensionamento delle perdite del 2020: dal meno 11,2 al meno 9,9%. Ora dunque le stime primaverili rigudagnano sia per l’anno in corso sia per quello successivo un segno positivo sopra il 4%.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Santilli Giorgio 
Titolo: Alta velocità, nuovi cantieri dal 2024
Tema: Recovery

Partenza lenta per l’Alta velocità nel Pnrr, a conferma che le difficoltà e le incognite del piano infrastrutturale restano alte, soprattutto su progettazioni e autorizzazioni. Uno dei pilastri del Recovery Plan – i 24.766 milioni di spesa della missione 3.1 che dovrebbe ammodernare la rete ferroviaria – accelererà solo nel secondo triennio del Piano, 2024-2026, quando si registrerà il 70% della spesa prevista (16.736 milioni), nonostante cinque delle nove opere principali siano già in corso da anni. E proprio su due di queste linee vedremo gli unici tre lotti che saranno aggiudicati prima del 2024: Orsara-Bovino sulla Napoli-Bari e Catenanuova-Dittaino e Dittaino-Enna sulla Palermo-Catania. Al netto di questi tre lotti in corso di progettazione da anni presso Rfi, la vera partenza delle nuove linee sarà nel 1° trimestre 2024 quando dovrebbero essere assegnate – secondo il cronoprogramma di milestones e target puntualmente registrato nel Pnrr – la circonvallazione di Trento sulla Verona-Brennero, del lotto Battipaglia-Romano che inaugura la Salerno-Reggio Calabria e poi altre due nuove linee del piano, la Roma-Pescara e la Orte-Falconara.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Cellino Maximilian 
Titolo: Piazza Affari, la rimonta dei dividendi: 17,3 miliardi verso le tasche dei soci
Tema: Dividendi

Entra nel vivo la stagione dei dividendi di Piazza Affari. Con lo stacco cedole lunedì 24 maggio, una nutrita pattuglia di quotate restituirà ai soci circa 5 miliardi di euro: unita agli oltre 2,8 miliardi già distribuiti, questa cifra lascia presagire per fine anno un bilancio più cospicuo rispetto a quello dei 2020, condizionato sia dalla pandemia sia dal blocco imposto dalle autorità regolamentari alle distribuzioni da parte di banche e assicurazioni. Anche perché il mercato confida in una «coda» autunnale, con il possibile via libera almeno parziale ai versamenti delle banche da parte della sorveglianza Bce. In tal caso, le quotate di Piazza Affari entro il 2021 potrebbero distribuire – tra somme accantonate e anticipi – fino a 17,3 miliardi contro i poco più di 13 miliardi del 2020 e non lontano dal record di cedole del 2019: 21 miliardi.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Mobili Marco – Trovati Gianni 
Titolo: Fondo perduto, tre possibilità Arriva il conguaglio di fine anno – Sostegni, l’utile entra a fine anno
Tema: Decreto Sostegni Bis

Il decreto bis sui sostegni atteso in Consiglio dei ministri nel prossimi giorni arricchisce il meccanismo degli aiuti a fondo perduto. E prova a recuperare la cedibilità dei crediti d’imposta su Transizione 4.0 caduti la scorsa settimana per le obiezioni Eurostat. In fatto di fisco, poi, si punta a far risalire sul treno delle rateizzazioni a 6 o10 anni i contribuenti che ne sono caduti. Il testo del decreto è ancora al centro di una ridda di riunioni tecniche e politiche per cercare di scogliere i tanti nodi ancora in cerca di una soluzione definitiva. Oggi è prevista una cabina di regla che riunirà con il presidente del Consiglio Mario Draghi i molti ministri interessati direttamente da quello che si prospetta come l’ennesimo omnibus anti-crisi. Al primo punto dell’agenda politica c’è ovviamente il meccanismo con cui distribuire gli almeno 14 miliardi che le griglie del ministero dell’Economia dedicano al nuovo giro di aiuti a fondo perduto. Il c onfronto nella maggioranza si è acceso dopo che la scorsa settimana il ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, aveva sollevato l’esigenza di superare il criterio del fatturato per abbracciare nei calcoli la dinamica degli utili persi dalle imprese con la pandemia. Esigenza tecnicamente corretta ma complicata.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Capurso Federico – Lombardo Ilario 
Titolo: Il ponte sullo Stretto spacca il Movimento i ribelli vogliono sfiduciare Cancelleri
Tema: Il M5S e il Ponte sullo Stretto

Questa sera i parlamentari del Movimento 5 stelle si riuniranno per discutere del ponte sullo stretto di Messina. Un’assemblea indetta in fretta e furia dai vertici grillini per evitare che la spaccatura interna, emersa dopo l’intervista del sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri su La Stampa, in cui il sottosegretario esaltava la bontà del progetto, finisca per trasformarsi in un’esplosione incontrollata. Forse, però, è già tardi. Nel fronte degli oppositori dell’opera, che si gonfia di ora in ora, alcuni tra i parlamentari più agguerriti sono decisi ad avanzare una mozione di sfiducia nei confronti di Cancelleri. In gergo tecnico, si tratta di una «mozione di censura», la stessa che è stata promossa contro il sottosegretario leghista Claudio Durigon. Questa volta però, clamorosamente, colpirebbe un compagno di partito. Giuseppe Conte per ora non prenderà posizione sul ponte. Vuole aspettare che il gruppo si sfoghi in assemblea.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Mazzotta Biagio 
Titolo: Commenti – Pubblico e privato, un accordo per investire
Tema: Finanza pubblica

Il partenariato pubblico privato (Ppp) ha assunto da tempo una certa importanza in Italia in relazione al suo potenziale impatto sugli investimenti del Paese senza comportare, se realizzato correttamente, effetti indesiderati sulla finanza pubblica e sul debito pubblico. Sempre maggiori risorse vengono destinate dalle amministrazioni pubbliche allo sviluppo di tali operazioni. A queste si aggiungeranno quelle di provenienza comunitaria previste dal Recovery Plan. Solo a titolo esemplificativo e non esaustivo si ricordano il Fondo perla progettazione delle operazioni di partenariato pubblico privato e il Fondo per l’attrazione di investimenti in aree dismesse e per beni dismessi, finalizzati alla realizzazione di progetti di sviluppo di infrastrutture e beni immobili in disuso appartenenti alle amministrazioni pubbliche attraverso piani di sviluppo coordinati da Investitalia e realizzabili tramite partenariato pubblico-privato.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Milani Valentina – Vecchi Veronica 
Titolo: Commenti – Uno strumento flessibile per ammodernare il Paese senza fare nuovo debito
Tema: Finanza pubblica
Durante l’emergenza Covid, abbiamo assistito a una straordinaria collaborazione tra pubblico e privato attraverso le cosiddette hastily generated partnership . Il contesto economico e sociale, fortemente compromesso dalla pandemia, ha imposto la necessità di ripensare i servizi pubblici e le infrastrutture, sfruttando appieno la straordinaria spinta all’innovazione e alla sostenibilità degli operatori di mercato. In tale scenario, i contratti di partenariato pubblico privato (Ppp), se ben strutturati, consentono di colmare in tempi rapidi il gap di investimenti e ripensare le modalità di erogazione dei servizi, in modo da rispondere alla granularità dei fabbisogni sociali, senza generare nuovo debito e nuovo deficit con effetti positivi per la finanza pubblica Next Generation Eu e la nuova politica di coesione 2021-2027 dell’Unione europea destineranno, congiuntamente, oltre 300 miliardi di euro all’Italia La relativa addizionalità finanziaria (mobilitare più capitali) ed economica (creare più impatto) sarà tanto più significativa quanto le Amministrazioni sapranno utilizzare logiche di matching fund, integrando le risorse comunitarie disponibili con le proprie e con i capitali privati, che oggi abbondano e sono alla ricerca di nuove classi di investimento. Si apre quindi una straordinaria stagione per il Ppp, favorita dalla recentissima approvazione da parte del Mef e dell’Anac del contratto standard per l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione e gestione di opere a tariffazione sulla Pa (es. ospedali, scuole, impianti sportivi), comunque utilizzabile per tutte le applicazioni del Ppp.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Boeri Tito – Perotti Roberto 
Titolo: Gli intoccabili del Fisco
Tema: Fisco

L’Italia è diventata dai tempi dei governi Berlusconi un paradiso fiscale in quanto a tasse di successione. Da allora l’argomento rimane un tabù: non se ne può parlare senza venire tacciati di avventurismo odi voler causare fughe di capitali. E questo nonostante il Covid abbia ulteriormente accentuato le disuguaglianze. La pandemia ha infatti aggiunto alle differenze nelle condizioni economiche quelle dell’esposizione al contagio e della possibilità di lavorare da casa. Inoltre la chiusura prolungata delle scuole e la didattica a distanza hanno colpito maggiormente gli studenti delle famiglie meno abbienti. È ipocrita continuare a lamentare le crescenti disuguaglianze di opportunità senza affrontare il nodo della imposta di successione. Tutti gli studi disponibili convergono nell’indicare che c’è una forte persistenza nella posizione delle persone nella scala dei redditi.
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Frattini Davide 
Titolo: Gerusalemme, ora è guerra Da Gaza razzi verso la città Raid di Israele sulla Striscia
Tema: Battaglia a Gerusalemme

Ventinove giorni dall’inizio di Ramadan. Un paio d’ore tra un ultimatum e l’altro, il primo per le 18 ore locali, l’altro con scadenza alle 21. Pochi minuti per la risposta dell’aviazione che ha bombardato Gaza dopo i lanci di 7 razzi verso Gerusalemme e decine sulle città nel Sud del Paese. Gli scontri tra la polizia israeliana e i palestinesi si sono trasformati in conflitto aperto: Hamas aveva annunciato il sostegno alle proteste, ha minacciato di accendere le micce se gli agenti non si fossero ritirati dalla Spianata delle Moschee e gli arrestati fossero stati liberati. Ha mantenuto le promesse guerresche: le sirene sono risuonate anche nei sobborghi attorno a Gerusalemme per la prima volta dai 59 giorni di battaglia nell’estate del 2014 Il sistema di difesa Cupola di ferro ha intercettato solo 2 razzi, uno è riuscito a colpire un edificio senza causare vittime. Negli stessi momenti un commando palestinese ha centrato con un missile anticarro un’auto dall’altra part e del reticolato. I jet hanno bersagliato la Striscia, le aree verso la barriera che divide il corridoio di sabbia da Israele: i morti palestinesi sono già una ventina, tra loro anche 3 bambini.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Nizza Sharon 
Titolo: Scontri e razzi, battaglia a Gerusalemme – La battaglia di Gerusalemme I razzi di Hamas sulla città
Tema: Battaglia a Gerusalemme

La tensione era palpabile fin dalle prime ore della mattina e nel corso della giornata diversi segnali hanno dato la misura dell’escalation alle porte. Nel pomeriggio Hamas ha lanciato un ultimatum: se entro le 18 Israele non ritira le proprie forze da Al Aqsa e Sheikh Jarrah, ci saranno conseguenze. Promessa mantenuta: alle 18 in punto sono suonate le sirene a Gerusalemme, con due forti esplosioni. Sei missili hanno percorso oltre 100 chilometri raggiungendo la Città santa, intercettati e provocando solo danni marginali a un’abitazione. La Knesset è stata evacuata. E lo stesso il Muro del Pianto. In parallelo, almeno 60 razzi sono stati lanciati nel giro di poche ore verso il Sud d’Israele, tra cui un missile anticarro che ha colpito un’auto a Sderot, e l’attacco continua. A stretto giro è arrivata la reazione dell’aviazione israeliana. «Abbiamo solo iniziato a colpire gli obiettivi a Gaza» dice il portavoce dell’esercito Jonathan Conricus alla stamp a. «Diverse organizzazioni terroristiche rivendicano i lanci, ma noi consideriamo Hamas l’unico responsabile di questo attacco».
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Testata:  Repubblica 
Autore:  s.n. 
Titolo: Nella trincea Sheikh Jarrah il quartiere delle case contese dove si è riaccesa la miccia
Tema: Battaglia a Gerusalemme

L’odore acidulo dello skunk, il liquido che la polizia utilizza per disperdere le manifestazioni, è il segnale inequivocabile che stai entrando in uno dei poli in cui si concentra la tensione che sta devastando Gerusalemme. A Sheikh Jarrah, nella parte orientale della città, si trovano le case della discordia intorno alle quali da più di trent’anni si protrae una disputa legale che si intreccia con la storia centenaria del conflitto arabo-israeliano. Di fronte a una delle case contese si trovano due presidi fissi di solidarietà: giovani ebrei da un lato, ragazzi palestinesi dall’altro. Quattro famiglie palestinesi rischiano lo sfratto, già confermato da due gradi di giudizio e ora in attesa della sentenza della Corte Suprema, che ieri ha rinviato l’udienza in un tentativo di placare le acque. Dopo giorni di guerriglia urbana, la polizia ha iniziato a contingentare gli ingressi e gli scontri sono meno frequenti, ma l’atmosfera rimane tesa.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Degli Innocenti Nicol 
Titolo: Scozia, perché Sturgeon non ha fretta
Tema: Regno Unito

Le tre nazioni della Gran Bretagna hanno votato per tre partiti diversi, ma hanno fatto tutte la stessa scelta nel “supergiovedi” elettorale. Inglesi, scozzesi e gallesi hanno optato per la continuità, scegliendo di confermare il partito già al potere da molti anni invece di rischiare il cambiamento in un periodo di pandemia, crisi economica e grande incertezza. L’Inghilterra ha premiato i conservatori guidati da Boris Johnson, che hanno continuato a fare breccia nelle zone un tempo “rosse” del nord del Paese. Agli occhi della maggioranza degli inglesi – o perlomeno del 4o% che si è preso la briga di andare a votare – i1Governodi Londra ha il doppio merito di avere realizzato Brexit e di avere vaccinato ormai due terzi dei cittadini. La promessa di Johnson che il Paese «ha ormai imboccato una strada a senso unico verso la libertà» ha fatto breccia. È andata molto meglio in Galles, dove il partito laburista, al Governo da 22 anni, ha raff orzato i! suo dominio conquistando 3o seggi sui 6o del Senedd. Gli scozzesi erano ben consci dell’importanza del voto: l’affluenza alle urne del 63,2%è stata la più alta della storia. Anche in Scozia la pandemia ha pesato sul voto. II referendum? Non è un problema di se, ma quando chiederlo. Forse non prima dei 2023.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Ippolito Luigi 
Titolo: In Inghilterra tornano gli abbracci Boris Johnson: «Verso la normalità»
Tema: Regno Unito

Libertà di abbraccio da lunedì prossimo. Agli inglesi è vietato toccarsi: almeno in teoria — fin da marzo dell’anno scorso: ma a partire dal 17 maggio ci si potrà di nuovo stringere a parenti e amici. Anche se Boris Johnson ha invitato a farlo con precauzione: «Questo non significa che possiamo improvvisamente gettare al vento la cautela», ha detto ieri in conferenza stampa. «Sappiamo tutti che i contatti stretti come gli abbracci sono una via diretta di trasmissione di questa malattia. Quindi vi invito a pensare alla vulnerabilità dei vostri cari». Ad aiutare il premier c’è la naturale ritrosia degli inglesi alle effusioni fisiche. Ma la gran parte della popolazione non vede l’ora di riappropriarsi della vita: e il generale allentamento delle restrizioni a partire da lunedì prossimo rappresenta, come ha detto Johnson, «il singolo passo più importante» sulla strada della normalità . Infatti riapriranno i pub e i ristoranti al chiuso: dal 12 aprile avevano ripreso il servizio, ma soltanto all’aperto.
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Testata:  Sole 24 Ore 
Autore:  Valsania Marco 
Titolo: L’analisi – Cybersecurity, per ora anello debole del piano Biden
Tema: Cybersecurity

Il tallone d’Achille di Biden e degli Usa. La lacuna in piani da oltre duemila miliardi di dollari per rilanciare le infrastrutture americane. Nelle grandi opere, da sistemi di trasporto a network dell’energia, il grande assente ad oggi è un denso capitolo, e conseguente budget, per la cybersicurezza. Se rispondere alla fatiscenza, costosa per l’economia e periodicamente ricordata dall’associazione degli ingegneri, è un imperativo, un coro di esperti avverte che altrettanto necessario è assicurare il futuro di ripensate infrastrutture strategiche. Proteggerle non più solo da crolli fisici ma da “crisi digitali”, da assalti di pirati, organizzazioni criminali o sponsorizzate da stati, che le mettano in ginocchio nell’era Internet. Ed è una necessità che minaccia di rimanere pericolosamente al margini, ostacolata da difficoltà di coordinamento e priorità collettive, in grado di unire
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