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Pugliese: Meno tasse per spingere i consumi

21.06.2020

C’è una corrente di pensiero secondo la quale la grande distribuzione è la vincitrice dell’era pandemica: tutti a casa durante il lockdown, molti a casa anche ora con lo smart working. «Fermiamola subito. Qui c’è poco da gioire. C’è un malato e siamo ancora fermi alle analisi. Nelle ultime tre settimane, a parità di rete vendita, i consumi stanno scendendo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E poi il lavoro da remoto. Non è vero che ci avvantaggia. Aumentano i pezzi venduti, non il valore di quello che vendiamo che anzi scende. Se il canale della ristorazione va giù come sta andando ciò è un danno anche per la grande distribuzione. Perché compra prodotti di qualità, che hanno uno scontrino più alto. Viviamo in un sistema talmente intrecciato che non ci sono vincitori e vinti. Se l’economia va giù perdono tutte le filiere, compresa la nostra». Non possiamo non chiederle dell’indagine Antitrust sui prezzi degli alimentari durante il lockdown: potrebbero essersi verificati fenomeni speculativi? «Vedrà che non saranno dimostrati. Sono successe due cose: con le gelate di gennaio e febbraio sono aumentati i prezzi di alcuni prodotti dell’ortofrutta per una carenza d’offerta. E lo stesso si sta verificando sul grano duro. Si stanno esaurendo le scorte a livello mondiale. Siamo in fase piena di mietitura, i temporali stanno peggiorando la resa dei raccolti e la qualità degli stessi: sarà inevitabile un incremento dei prezzi dei  prodotti come pane e pasta che porterà inflazione».

Francesco Pugliese è stato appena confermato alla guida del consorzio di cooperative Conad, diventato leader per quota di mercato nel 2019. Il manager ha appena partecipato agli Stati generali promossi dal governo dove ha dato qualche indicazione su come rilanciare il settore che rappresenta. Contento del confronto? «Devo essere sincero? Siamo fermi alle analisi e serve in fretta una diagnosi. Siamo lì col bilancino a immaginare un riequilibrio della filiera agroalimentare senza immaginare che futuro stiamo costruendo e che economia vogliamo per noi e i nostri figli.

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