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D’Amato: Fiducia e credibilità irrinunciabili per chi vuole investire

08.11.2018

“Siete il traino della nostra economia e concorrete, in posizione di rilievo, al benessere del Paese, alla sua immagine nel mondo, alla coesione interna, alla sua capacità di competere, e quindi alle prospettive del futuro. Per questo il riconoscimento che vi è stato attribuito comporta anche un’accresciuta responsabilità”. Sono parole accorate quelle che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rivolge ai Cavalieri del Lavoro durante la cerimonia di consegna delle onorificenze ai neo Cavalieri che si è svolta al Quirinale oggi, giovedì 8 novembre. La buona impresa, ribadisce Mattarella, è la via maestra non solo per il benessere economico ma anche per la tenuta sociale e il progresso del sistema Italia.

Un concetto rilanciato poco prima nel corso del suo intervento dal presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Antonio D’Amato. “È solo creando più lavoro – afferma D’Amato – che possiamo assicurarci sviluppo ed equità sociali sostenibili e durature”. “Questo riconoscimento – sottolinea – è il premio che testimonia la capacità di questi imprenditori di costruire, con i propri collaboratori, imprese che sono fonte non solo di occupazione ma anche di opportunità di crescita individuale, di riscatto sociale, di benessere per le comunità in cui operano e di progresso per il proprio Paese”.

Al cospetto dei nuovi Cavalieri del Lavoro e degli Alfieri del Lavoro, i venticinque migliori studenti d’Italia premiati dalla Federazione, D’Amato insiste sulla necessità di dare fiducia e credibilità a chi si impegna in prima persona per generare valore e benessere. “Fiducia e credibilità – dice D’Amato – sono condizioni indispensabili non solo per evitare un pesante aggravio della spesa per interessi, né solo per evitare che i titoli delle aziende italiane vengano depressi nel loro corso azionario diventando così appetibili obiettivi di acquisizioni speculative. Fiducia e credibilità sono soprattutto irrinunciabili perché chi deve affrontare il rischio di competere nel mondo abbia voglia e ragioni di investire in Italia”.

Va liberato il “potenziale competitivo dell’Italia”, va ridata alle imprese “centralità e attenzione”. E soprattutto va data ai giovani la “fiducia nelle loro capacità. Facciamo venir loro voglia di diventare creatori di impresa e promotori di nuove opportunità”.

Tesi ribadite da Mattarella alla fine del suo intervento. “Non c’è calcolo di breve periodo – evidenzia Mattarella – che possa giustificare il rischio di comprimere un potenziale di sviluppo per l’intera comunità. L’economia italiana presenta buoni fondamentali, a cominciare da quelle risorse di cittadini e imprese rappresentate dal risparmio delle famiglie e dall’avanzo della bilancia commerciale. Siamo in grado di fronteggiare le difficoltà che abbiamo davanti. Possiamo crescere, e raggiungere migliori livelli di giustizia sociale. La più diffusa consapevolezza del bene comune aumenta la fiducia e la sicurezza nella società. Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia. Le imprese lo sanno”.

Presente alla cerimonia anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che nell’evidenziare il ruolo centrale dei Cavalieri del Lavoro nella crescita del Paese e facendo riferimento anche ai modelli quali Adriano Olivetti e Enzo Ferrari (anch’essi Cavalieri del Lavoro) ha tracciato le priorità di azione del Governo. “Adesso è il momento di realizzare le infrastrutture digitali e accompagnare un processo di sviluppo verso il settore dei servizi nei nuovi comparti, dall’intelligenza artificiale alle nuove tecnologie informatiche Queste misure – ha spiegato – saranno alla base di quello che abbiamo chiamato Innovation act. Il nostro obiettivo è fare dell’Italia una Smart Nation”.

La videosintesi della cerimonia di consegna delle onorificenze

Il discorso del Presidente Antonio D'Amato

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