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La meglio gioventù sui banchi di scuola | Corriere della Sera

20.10.2019

Articolo di Claudia Voltattorni
pubblicato dal Corriere della Sera del 20 ottobre 2019


La meglio gioventù sui banchi di scuola Martedì il presidente Mattarella premierà. gli Alfieri del Lavoro: i ventisei migliori studenti d’Italia. Eccoli qui

«Non credo riuscirò a dire nulla al presidente, sarò troppo emozionato». Però se Giovanni Pellegrino riuscisse, a Sergio Mattarella vorrebbe dire: «Rivalutiamo la chimica, non è brutta come si pensa e potrebbe risolvere molti problemi». Il diciannovenne da Castellanza Grotte (Bari), primo anno a Medicina all’Università di Bari, martedì prossimo riceverà dal presidente della Repubblica la medaglia di «Alfiere del Lavoro» insieme con altri 25 studenti. Sono i migliori d’Italia. Quelli con almeno il 9 all’esame di terza media, con minimo la media dell’8 per i primi 4 anni della scuola superiore e con il ioo all’esame di maturità. In oltre tremila sono stati segnalati dai presidi di tutta Italia e i più meritevoli riceveranno l’attestato d’onore insieme con i 25 Cavalieri del Lavoro nominati ogni anno dal capo dello Stato i12 giugno. I migliori studenti con i migliori professionisti, proprio a rimarcare «la continuità dell’impegno nello studio e nella vita». «Sapere di essere tra i migliori d’Italia — dice Giovanni — mi dà un po’ i brividi, sodi essere bravo e ammetto di essere anche un po’ secchione, ma a scuola non sono mai stato serioso, anzi, ero un chiacchierone e mi sedevo sempre all’ultimo banco». Giovanni vorrebbe specializzarsi in Medicina nucleare e un giorno partire con Medici senza frontiere. «Essere bravo — spiega — per me è anche una responsabilità, significa anche poter aiutare chi non lo è e chi ha bisogno, anche se oggi spesso chi studia e pensa è considerato lo scemo di turno». Finita la maturità lo scorso luglio (tutti con ioo e molti con la lode), i 26 ragazzi del 2000 e del 2ooi stanno muovendo i primi passi all’università. Da Medicina a Giurisprudenza, da Ingegneria (gestionale, elettronica, clinica, biomedica) a Lettere e Filosofia, fino ad Economia ad Harvard. Sono determinati e concreti e quasi la maggior parte di loro ha lasciato la propria casa per trasferirsi in un’altra città, soprattutto dal Sud al Nord. Come Salvatore Carmine Romano, maturità classica all’Istituto Fortunato di Rionero in Vulture (Potenza) e ora al primo anno di Medicina alla Bicocca di Milano. O Luca Giammanco, partito dal liceo scientifico Cannizzaro di Palermo diretto alla facoltà di Fisica alla Sapienza di Roma. Lui, grazie alla sua bravura, è stato an I Cavalieri Nello stesso giorno il riconoscimento ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno 100 che ammesso al Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro «Lamaro Pozzani» a Roma, creato dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro proprio per aiutare gli studenti più meritevoli. Invece Sofia Zanelli, 19 anni di Rende (Cosenza) ha scelto di restare nella sua terra. Per ora. Frequenta il primo anno di Fisica all’Università della Calabria, lei che invece ha una maturità classica (100 e lode). «Lo so — sorride —, sono un po’ pazza e un po’ eroina, sono sempre stata brava in tutte le materie, ma in terza liceo ho scoperto la fisica e mi è piaciuta tantissimo, ora all’inizio dell’università è un po’ pesante, ma si fa». Quando si è iscritta, pensava sarebbe stata l’unica ragazza in aula, «invece siamo oltre la metà, una bella sorpresa». Ragazze, rimaste nel Mezzogiorno e iscritte ad una materia scientifica, alla faccia dei cliché: «Noi lo sfatiamo e dimostriamo che la fisica non è solo una cosa da maschi». Il futuro? «Resterò in Calabria perla laurea triennale, poi andrò all’estero, voglio diventare astrofisica, e allora girerò molto il mondo».

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