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Ruggeri: La nuova vita di Valvitalia «Oil & gas, il futuro è green»

06.06.2023

Una più che ventennale storia di successo imprenditoriale. È quella scritta da Salvatore Buggeri, il fondatore – era il 2002 – di quello che è diventato uno dei più importanti gruppi al mondo a produrre valvole e raccordi per il settore dell’energia, a partire dall’oil e gas, ma anche ad avere una significativa presenza nel mondo navale e ferroviario anche grazie alla leadership acquisita nel campo dei sistemi antincendio. Ma come tante storie imprenditoriali, anche quella di Valvitalia, che ha il suo quartier generale e il primo dei sette impianti produttivi (5 in Italia, uno in Cina e l’altro in Gran Bretagna) a Rivanazzano in provincia di Pavia, ha dovuto fare i conti con le incognite del mercato. Dopo aver toccato a cavallo del 2015-2016 il record di ricavi (440 milioni di euro) e di redditività, Valvitalia ha subito l’effetto negativo e combinato di una serie di eventi imprevisti: prima la pandemia con la sospensione degli investimenti nell’oil e gas, poi l’aumento dei prezzi delle materie prime e le difficoltà dii approvvigionamento, uno scenario reso ancora più pesante dall’invasione russa in Ucraina.

Così, ricorda l’ingegnere Andrea Forzi, nominato ad di Valvitalia poco più di un anno fa e chiamato a rilanciare il gruppo mettendolo innanzitutto in sicurezza assicurandone la continuità aziendale, la società di Rivanazzano dai profitti era passata alle perdite con 178 milioni di passivo nel 2021 e un rosso, ancora da calcolare, altrettanto significativo l’anno scorso. Ma in tempi che per il nuovo ad possono considerarsi quasi record, il percorso verso quello che poteva rappresentare un baratro è stato interrotto e invertito. La pietra più importante per il rilancio, insieme con il nuovo piano strategico, è stata messa lo scorso marzo con l’accordo siglato con i soci indiretti e gli istituti finanziatori per il rilancio industriale, all’interno dell’operazione negoziata attivata alla fine del 2022 che ha portato Cassa depositi e prestiti, con Cdpe Investimenti, a diventare il primo azionista della società con il 75% mentre il restante 25% del capitale azionario è rimasto alla famiglia Ruggeri. «L’azienda – spiega Forzi – sta profondendo tutti gli sforzi necessari per rispettare ed eccedere le previsioni contenute nel piano industriale anche sull’onda di un mercato che da mesi sta dando segni di forte ripresa che si riflettono in un portafoglio ordini di oltre 250 milioni di euro che ci fa guardare con tranquillità e fiducia al futuro».

Una fiducia confermata dall’andamento del 2023?

«La ripartenza di molti progetti d’investimento, a cominciare dall’oil e gas, e la ripresa di mercati importanti, dal Medio Oriente agli Stati Uniti, ci fa stimare una crescita quest’anno dei ricavi a oltre 200 milioni, più di 20 milioni rispetto ai target del piano, e di gran lunga superiori ai 137 del 2022. Anche il ritorno al break-even, alla luce dell’attuale andamento del gruppo e dei mercati, potrebbe essere anticipato già nel 2023. Infine, dopo un ridimensionamento del personale con uscite volontarie che hanno portato i dipendenti a circa 800, dei quali 650 in Italia, la ripartenza degli ordini e della produzione ci ha portato a iniziare un programma di nuove assunzioni».

Cos’è oggi Valvitalia?

«Ci collochiamo tra i più importanti produttori a livello mondiale nel settore delle valvole e dei raccordi, oltre che degli impianti antiincendio realizzati ad Ancona, con cinque business unit, tre in Italia e due all’estero con gli impianti in Cina e in Gran Bretagna, che tra l’altro serve la Marina militare inglese. Abbiamo una gamma di prodotti e sistemi completa, ingegneria e after sales per sostenere i nostri clienti permettendo loro la possibilità  di raggiungere risultati tangibili e con una affidabilità consolidata nel tempo delle performance delle nostre soluzioni. La filosofia ‘one-to-shop’, unita all’ambizione dell’eccellenza produttiva per soddisfare pienamente tutte le necessità dei nostri clienti, sono gli elementi principali che hanno determinato il successo dell’azienda e che rappresentano il tratto distintivo sul mercato. I prodotti Valvitalia sono oggi installati in 115 Paesi nel mondo e il gruppo è la testimonianza di come l’Italia grazie a intraprendenza, intuito e passione, sia ancora oggi, come nel passato, capace di esprimere realtà economiche e imprenditoriali dal grandissimo valore internazionale».

Su quali basi si poggia il rilancio del gruppo dopo tre anni difficili?

«II piano strategico, supportato finanziariamente grazie all’intesa siglata a marzo, poggia su cinque pilastri che comprendono l’innovazione e l’ampliamento della gamma dei prodotti, l’efficientamento dei processi, l’ottimizzazione della supply chain e il rafforzamento della presenza su tutti i mercati e, certamente non ultimo, il capitale umano. Pilastri sui quali è forte l’impegno di tutto il gruppo con risultati tangibili già raggiunti».

Per un gruppo che ha nell’oil e gas il principale mercato di riferimento quanto sono impattanti la transizione energetica e la sostenibilità?

«Valvitalia ha a cuore la tutela dell’ambiente e il benessere della comunità, per questo ci impegniamo per ridurre al minimo l’impatto dei processi e delle strutture e per questo sosteniamo le iniziative locali laddove siamo presenti. Quanto alla transizione energetica, il Gruppo è pronto e già fornisce prodotti destinati ad applicazioni per idrogeno e alla “carbon capture”. Per contro il percorso verso le energie rinnovabili non comporterà nei prossimi anni la fine dell’industria dell’oil e gas, che anzi vede una significativa ripresa degli investimenti. Inoltre la diversificazione produttiva del gruppo, dai sistemi antincendio a valvole e raccordi per il settore navale, idrico e ferroviario e più in generale dell’ingegneria civile, ci mette al sicuro rispetto all’evoluzione della domanda del mercato».

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Articolo pubblicato il 5 giugno 2023 da “QN Economia & Lavoro”

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