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Intervista a Maurizio Sella: Lasciamo spazio all’imprenditorialità dei nostri giovani | Il Sole 24 Ore (2 febbraio 2024)

02.02.2024

“I rischi di rimbalzo dell’inflazione a seguito del blocco di passaggio di navi nel canale di Suez a causa degli attacchi Houthi sono al momento limitati. Secondo alcune analisi un raddoppio dei costi di trasporto potrebbe comportare al massimo un rialzo dell’inflazione dell’area euro dello 0,25 per cento. Non ritengo che questo possa mettere a rischio la prospettiva di un ribasso dei tassi da parte della Bce».

Maurizio Sella, presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, vede il rischio della situazione generata nel Mar Rosso soprattutto per le ripercussioni sulle imprese e le possibili ricadute nei diversi settori: «Il costo per trasportare un container tipico da Shanghai a Genova è più che quadruplicato, passando da 1.400 a 6.300 dollari». Inoltre ci sono timori anche riguardo all’energia, qualora le tensioni nell’area del Mar Rosso dovessero rallentare o bloccare i flussi e gli approvvigionamenti, anche se la situazione è diversa dal quadro generato dall’invasione della Russia in Ucraina: «Il passaggio di gas naturale liquefatto dal Qatar attraverso Suez è crollato, e a gennaio si stima che l’Italia potrebbe vedere una riduzione delle consegne di gas qatarino del 70% rispetto alla media del 2023, anche se al momento il nostro Paese non corre rischi di breve periodo, grazie a stoccaggi molto elevati per questo periodo dell’anno».

Sella – banchiere di lungo corso, già presidente dell’Abi – allarga lo sguardo sullo scenario generale: «Veniamo da una fase storica complessa, nel postCovid: è presto per avere un quadro completo e puntuale dell’effetto di queste ricadute ma il mondo delle imprese deve essere pronto e flessibile nel comprendere come reagire e rispondere a questa nuova complessità».

I Cavalieri del Lavoro sono imprenditori, il loro sguardo è prima di tutto sulle imprese e sulle sfide che ogni giorno affrontano: «I cambiamenti tecnologici, geopolitici, climatici, culturali ed anche esistenziali, sono sempre più frequenti. Tutto questo fa apparire l’incertezza come la cifra del nostro tempo. A questa non ci si può arrendere. All’incertezza si risponde con la conoscenza, la strategia, la visione, soprattutto con l’ottimismo e la fiducia nelle potenzialità dell’Italia».

Insomma, osserva Sella, «all’insicurezza si risponde guardando avanti. Abbiamo ragioni per essere ottimisti. Se si è usciti a testa alta dalla pandemia, e dalle più pesanti conseguenze sociali dovute al prolungato rallentamento delle attività, lo si deve anche alla forza della nostra industria manifatturiera e, dentro di essa, alle aziende più innovative protese sui mercati internazionali. Inoltre, costantemente negli ultimi anni, l’export è cresciuto più rapidamente del resto dell’economia italiana e costituisce un asset fondamentale».

La capacità delle aziende italiane di esportare è il “petrolio” italiano: «Oggi l’export pesa oltre un terzo del fatturato del nostro Paese, con una trasformazione strutturale profonda. Se l’intera economia italiana fosse cresciuta come l’export, oggi sarebbe del 10% più grande dell’economia francese (e invece è del 40% più piccola). La domanda giusta dunque non è come si ferma il mondo, perché noi vogliamo scendere. Dobbiamo invece chiederci come far leva sui nostri punti di forza perché, per effetto di propagazione, quelli rafforzino anche il resto del sistema».

Molte sono le sfide, su tutte la capacità di innovare – compresa la sfida dell’intelligenza artificiale – e di impegnarsi nel campo della sostenibilità come fattore di crescita: «Agire secondo logiche Esg è ormai imprescindibile per le imprese. La possibilità di avere aziende sane, solide e innovative porta a generare impatto positivo – in ogni dimensione della sostenibilità, economica, sociale e culturale – nel contesto che ci circonda, per il territorio e le persone. In un contesto caratterizzato da grandi sfide globali anche per le imprese, è imperativo che lo sviluppo economico sia guidato da un paradigma fondato sulla sostenibilità». Ma le imprese italiane hanno costantemente davanti anche un’altra sfida, quella del passaggio generazionale: «Le aziende di famiglia rappresentano un elemento di valore aggiunto nel tessuto imprenditoriale del Paese, rappresentando quell’unità e concordia che devono essere la bussola e l’elemento guida in tante aziende italiane. La gestione efficace della fase di passaggio generazionale costituisce un momento fondamentale e per tale ragione è importante lasciare spazio all’imprenditorialità dei giovani. L’azienda stessa deve sviluppare la capacità di fare crescere i giovani, investendo sul potenziale talento con la formazione, valorizzando il merito e la capacità di portare risultati. Tali valori sono alla base dell’impegno dei Cavalieri del Lavoro e della stessa Federazione».

Le imprese che fanno capo ai Cavalieri del Lavoro – nominati ogni anno dal Presidente della Repubblica nel numero di 25 – sono l’ossatura della nostra economia, e l’indagine Crif del 2023 mostra un trend di aumento del numero di dipendenti registrato dalle imprese dei Cavalieri del Lavoro a partire dal 2018, in controtendenza rispetto al dato aggregato nazionale delle aziende oltre i 20 milioni di euro di fatturato che mostra invece continue flessioni. Nel 2021, ad esempio, le aziende dei Cavalieri del Lavoro hanno fatto registrare più 1,9% rispetto al meno 1,1% del dato nazionale. Nei 4 anni considerati dalla ricerca, la media è stata di un +2,2% rispetto al -1,85% del dato nazionale. In particolare, le aziende dei Cavalieri del Lavoro, pur rappresentando il 3% del campione nazionale (67o aziende Cav. Lay. rispetto alle 15mila aziende con fatturato superiore a 20m1n), cubano dal punto di vista occupazionale il 20% di addetti: «Evidentemente è un dato di estremo rilievo, perché le aziende dei Cav. Lav. mostrano una dinamica di incremento occupazionale a fronte di una media dell’aggregato nazionale che, purtroppo, tende a decrescere. Questa è una forte evidenza rispetto al fatto che le aziende dei Cavalieri siano traino dell’intera economia», osserva Sella.

Infine un’osservazione su un tema di grande attualità politica, l’autonomia differenziata: «Con il via libera all’autonomia differenziata da parte del Consiglio dei ministri, la riforma dello Stato va in Parlamento. Si tratta di un progetto di trasformazione radicale dell’attuale assetto istituzionale del Paese che ha conseguenze rilevanti, soprattutto per le regioni del Sud. Certamente serve una riflessione attenta e qualificata, tenendo sempre ben presente l’importanza del faro europeo, come punto di riferimento delle politiche comuni da attuare sui temi strategici . Come Cavalieri del Lavoro siamo pronti a contribuire, specie in una fase delicata della geopolitica internazionale».

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