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Gruppo Piemontese, premio alla carriera per Paolo Rebaudengo

Torino 17.12.2018

Storico capo delle relazioni industriali del Gruppo FIAT (oggi FCA) e protagonista della trattativa per la conclusione dell’accordo siglato con i sindacati nel 2010 per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco e la successiva intesa di Mirafiori, Paolo Rebaudengo ha ricevuto dal Gruppo Piemontese dei Cavalieri del Lavoro un riconoscimento a testimonianza del suo significativo impegno nella definizione di rilevanti processi di ristrutturazione e di crisi.

La premiazione, avvenuta oggi in occasione del tradizionale appuntamento natalizio del Gruppo Piemontese all’Unione Industriali di Torino, ha visto i saluti commossi di Gianluigi Gabetti, vicepresidente FIAT dal 1993 al 1999 e attuale componente del Comitato esecutivo del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti, il quale ha ricordato, lontano da questioni nostalgiche e guardando al futuro, il valore del coraggio e della tenacia nei momenti di maggior difficoltà. Un discorso che è stato anche un invito e che ha raccolto il plauso unanime dei presenti.

Il tema introdotto da Gabetti è stato poi ripreso negli interventi di Maurizio Sella, Presidente del Gruppo Piemontese dei Cavalieri del Lavoro che ha sottolineato inoltre il ruolo di Rebaudengo nell’aver dato vita ad una nuova e diversa fase delle relazioni industriali e da Rebaudengo stesso.

L’incontro, al quale ha preso parte anche Dario Gallina, Presidente dell’Unione Industriali di Torino, ha registrato un elevata presenza di Cavalieri del Lavoro.

Paolo Rebaudengo ha lavorato dal 1973 al 2014 presso il Gruppo FIAT (oggi FCA) con responsabilità di direzione del personale in aziende del gruppo (Weber ora Magneti Marelli – Fiat Geotec ora CNHi) e nell’ambito della Capogruppo assumendo nel 1996 la responsabilità delle Relazioni Industriali di tutto il Gruppo Fiat.

Ha governato i grandi processi di ristrutturazione e di crisi creando, dopo il 2008, le basi per giustificare gli investimenti che hanno consentito, attraverso radicali modifiche organizzative e del comportamento dei lavoratori, il recupero delle condizioni di competitività e produttività degli stabilimenti italiani.

In particolare in qualità di Responsabile delle Relazioni Industriali ha operato per governare con il massimo consenso sociale le ricadute sull’occupazione delle varie crisi che hanno riguardato il Gruppo.

L’accordo siglato da Fiat e sindacati (tranne la Fiom) il 16 giugno 2010 per la fabbrica di Pomigliano, con quel che ne è seguito, dal successivo accordo di Mirafiori, alla battaglia legale ingaggiata dalla Fiom, all’uscita della Fiat da Confindustria, costituisce senza dubbio uno spartiacque nella storia delle relazioni industriali del nostro paese, portando con sé una diversa idea di collaborazione e responsabilizzazione dei lavoratori nei confronti dell’azienda.

Dopo tale esperienza, nel 2015 Paolo Rebaudengo pubblica il libro “Nuove regole in fabbrica. Dal contratto Fiat alle nuove relazioni industriali.”

Le responsabilità in FIAT hanno consentito al Dr. Paolo Rebaudengo, oltre alle più note attività di Relazioni Industriali per tutto Il Gruppo, di ricostituire un sistema di Welfare Aziendale che gli anni settanta avevano fortemente ridimensionato o cancellato per i lavoratori FIAT.

Nel 1992 è stato avviato, su iniziativa della associazione capi e quadri FIAT e con il concorso dell’azienda un fondo integrativo di assistenza sanitaria per la categoria di capi, quadri, professionali al quale aderirono circa 12.000 lavoratori.

Nel 2007 si è costituito un analogo fondo integrativo sanitario per operai e impiegati di tutte le aziende del gruppo e nel 2012 i due fondi sono stati accorpati in un unico fondo al quale aderiscono complessivamente circa 46.000 lavoratori e 64.000 familiari.

Nel 1997 è stato costituito il fondo integrativo pensionistico per capi e quadri FIAT. Ciò è stato possibile con una interpretazione, approvata dalla COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi Pensione) che riconosceva ad una associazione le stesso potere negoziale del sindacato (novità assoluta nel panorama del tempo) e a tale fondo hanno aderito circa 12.000 Capi.

Ha seguito fin dalla sua costituzione nel 1988 il fondo integrativo previdenza dirigenti FIAT e ha ricoperto la carica di Presidente sia in rappresentanza della Azienda che in rappresentanza dei dirigenti.

Nel 2017 è stato rieletto Presidente del fondo in rappresentanza dei dirigenti.