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Gruppo Centrale, incontro con Claudio Cerasa sulle possibili aggregazioni politiche in vista delle elezioni

La stabilità politica  costituisce da sempre un fattore determinante affinché gli imprenditori possano operare con ragionevoli margini di certezza.  Una situazione invece  molto diversa, densa di dubbi e perplessità, emerge oggi dal panorama politico nazionale.

Sono questi gli interrogativi che il presidente del Gruppo Centrale dei Cavalieri del Lavoro, Vittorio Di Paola, ha posto all’attenzione di Claudio Cerasa, direttore del quotidiano Il Foglio, nell’incontro del 9 novembre organizzato come di consueto a Roma alla Casina Valadier. Un appuntamento importante prima del quale si sono svolti anche l’assemblea del Gruppo con l’approvazione del bilancio 2016 ed  il rinnovo di alcune cariche del Consiglio direttivo.

Nei prossimi mesi, ha esordito Cerasa, andrà sicuramente in onda un nuovo “film di Natale” il cui tema conduttore sarà la lotta al populismo e che vedrà l’opinione pubblica impegnata nel valutare la reale affidabilità delle forze politiche in campo. Nell’ipotesi che in primavera non si profili una possibile situazione di stabilità, c’è invece da sperare che la legge elettorale consenta almeno di individuare possibili soluzioni nell’ambito dell’arco costituzionale.

La situazione presente appare infatti aggrovigliata e confusa, con alleanze innaturali : a destra con rapporti complicati tra Berlusconi e Salvini nell’ambito di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega; a sinistra con rapporti per intese difficili tra i democratici e le forze della sinistra, mentre per i Cinque Stelle si arriva a pensare ad alleanze “mostruose” come quelle tra Grillo e D’Alema. Un “non tema” appare invece la scelta del candidato premier perché ogni partito deciderà sulla base dei voti.

In questo clima confuso una prospettiva credibile appare quella di un governo di larghe intese. Soprattutto fragili appaiono i presupposti per i Cinque Stelle che in assenza del mancato raggiungimento, peraltro assai problematico, di un risultato maggioritario dei consensi, contraddicendo il principio del rifiuto di qualsiasi alleanza, potrebbero finire col pensare a improbabili incontri con la Lega o con la sinistra di Bersani.

Gli spunti forniti da Cerasa hanno sollecitato varie riflessioni da parte dei Cavalieri presenti, come quella di Giuseppe Recchi il quale ha ritenuto di rilevare  segnali interessanti nei recenti tentativi degli uomini di Grillo di aprirsi a contatti esterni che li rendano più  credibili agli occhi dell’opinione pubblica.

Il Cavaliere del Lavoro Luigi Abete nell’esprimere perplessità sulla possibilità che le forze politiche finiscano col riuscire a  dare vita a un governo di larghe intese, ha spostato invece l’obiettivo sulla più concreta possibilità che il ceto dirigente del paese sia in grado di dare impulso a  svolte positive.

Il Cavaliere del Lavoro Francesco Merloni, con riferimento alla situazione francese, in cui l’avvento di Macron ha impresso una svolta importante con riflessi interni ed internazionali, ha auspicato una analoga strategia in grado di mobilitare  più a fondo alcuni paesi verso la meta europea.

Il Cavaliere del Lavoro Fulvio Conti, passando alle più recenti vicende economico finanziarie, ha espresso preoccupazione per i rischi derivanti dal conflitto sempre più acuto esploso tra Banca d’Italia, Consob e forze politiche, in assenza di poteri in grado di assumere, come avveniva nel recente passato,  un ruolo di equilibrio.

Infine il Cavaliere del Lavoro Aurelio De Laurentiis, con riferimento alla situazione politica interna, si è chiesto se un radicale mutamento genetico del Pd,  persino con il ricorso a nuove strutture e magari con il cambio della stessa denominazione ed il recupero di alcuni esponenti, non possa rappresentare una chiave di volta per richiamare le  masse di elettori che oggi disertano le urne.

Una ricetta, questa, alla quale, secondo Cerasa, lo stesso Renzi potrebbe guardare con attenzione, puntando così ad una scomposizione delle forze in campo, operazione molto ardua e complicata. Le conclusioni del direttore de Il Foglio hanno chiuso un incontro sicuramente interessante anche per le sollecitazioni, come ha rilevato il presidente Di Paola, dei numerosi Cavalieri del Lavoro che vi hanno partecipato.

Prima della riunione conviviale si era tenuta l’assemblea annuale dei soci del Gruppo Centrale che ha visto anche la nomina di nuovi consiglieri e del tesoriere in sostituzione di quelli giunti a fine mandato. A tutti i Consiglieri uscenti il presidente Di Paola ha rivolto un saluto ed un caloroso ringraziamento.

Il nuovo consiglio direttivo del Gruppo Centrale,  risulta pertanto così composto:

presidente onorario Francesco Merloni; past president Corrado Antonini; presidente Vittorio Di Paola; vice presidente Giampietro Nattino; consiglieri Luigi Abete, Francesco Argiolas, Maria Bianca Farina,Giuseppe Natale, Ercole P. Pellicanò, Luca Tomassini. Tesoriere Giancarlo Giannini.

Nel corso del suo intervento il presidente Di Paola ha sinceramente ringraziato il cavaliere Walter Mainetti per l’abbonamento a Il Foglio fatto pervenire in dono a tutti i Cavalieri del Lavoro in particolare a quelli del Gruppo Centrale.

Ha inoltre vivamente ringraziato il  consigliere Francesco Argiolas, per aver organizzato ed ospitato in Sardegna un incontro  che ha visto riuniti tutti i più noti Cavalieri del Lavoro produttori di rinomati vini, diffusi ed apprezzati a livello internazionale.