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Fondazione Masi, identità culturale e valori universali al centro della 38° edizione del premio

Anche nella sua 38° edizione il Premio Masi s’ispira al binomio che ormai da quattro decenni traccia una linea di continuità nell’attribuzione dei riconoscimenti: salde radici nel patrimonio di valori e di cultura delle Venezie e sguardo verso l’orizzonte, per individuare nuovi percorsi e mete.

Il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Masi per celebrare l’opera di persone e istituzioni impegnate ad affermare e a promuovere i valori fondanti della società e del vivere civile, sarà consegnato ai cinque vincitori dell’edizione 2019 nel corso di una cerimonia di premiazione che si terrà a Verona, presso il Teatro Filarmonico, il prossimo 28 settembre.

L’attribuzione dei premi avviene quest’anno in coincidenza con due eventi significativi per il territorio e l’imprenditoria delle Venezie: l’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 al tandem Milano-Cortina e il riconoscimento delle colline del Prosecco Superiore DOCG come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco.

“Due speranze divenute ora certezze – afferma il Cav. Lav. Sandro Boscaini, vice presidente Fondazione Masi e presidente di Masi – che ci consegnano un’occasione straordinaria per prendere coscienza del valore del nostro territorio e per garantirgli quel risalto planetario cui ambisce. Una conferma della vocazione all’internazionalità che le Venezie esprimono attraverso cultura e linguaggi, opere e paesaggi, universalmente comprensibili e fruibili. Sotto il buon auspicio di questi meritati riconoscimenti rinnoviamo anche quest’anno l’impegno della Fondazione Masi, che da 4 decadi con il suo Premio, porta nel mondo i valori delle Venezie, promuovendo il confronto e il dialogo tra culture”.

Riceveranno il premio per la sezione “Civiltà Veneta” il padovano Roberto Citran, “attore di grande versatilità conosciuto in Italia e all’estero per la sua ricca carriera cinematografica“, Piero Luxardo, anche lui padovano, “rara figura di imprenditore e intellettuale“, presidente dell’omonima azienda veneta storica produttrice di distillati di tradizione, e docente di letteratura all’Ateneo patavino e il bergamasco Nando Pagnoncelli, “sondaggista tra i più autorevoli e influenti, un vero rabdomante del sociale che usa gli strumenti della scienza“.

Il “Premio Internazionale Civiltà del Vino” sarà assegnato alla coreana Jeannie Cho Lee, prima asiatica a conseguire il titolo di Master of Wine, tra i più influenti critici e giornalisti del vino a livello internazionale, che “attraverso la sua attività ha costituito un ponte culturale tra Oriente e Occidente, educando all’apprezzamento del vino, al suo consumo moderato, e al suo incontro con le tradizioni e il tessuto sociale dei mercati asiatici, nuova frontiera del nostro prodotto più emblematico”.

Il “Premio Internazionale Grosso D’Oro Veneziano” sarà attribuito ad Alain Finkielkraut, filosofo e intellettuale francese che “per il suo impegno e le sue opere è riconosciuto simbolo di libertà di espressione e di civile convivenza”.