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Festa del Lavoro, D’Amato: Nessuna equità senza sviluppo
Mattarella: Imprese essenziali alla tenuta del Paese

01.05.2019

Il miglior modo per tutelare e valorizzare il lavoro è favorirlo, non smettere mai di creare le condizioni per chi si mette in gioco e sceglie di rischiare per contribuire alla crescita economica e sociale. Così come il miglior modo per tutelare e valorizzare l’Italia nella competizione mondiale è quello di tenerla ben salda all’Europa, unico soggetto in grado di tenere testa a forze politiche ed economiche di spessore non più nazionale ma continentale. Si incrociano su punti essenziali i discorsi del numero uno dei Cavalieri del Lavoro Antonio D’Amato e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro in Quirinale.

Mattarella: A creare lavoro sono le imprese
“A creare lavoro – afferma il Presidente della Repubblica – sono anzitutto le imprese, stimolate dall’obiettivo di crescere, innovare, migliorarsi. Come ha detto il presidente D’Amato, esse sono, naturalmente, influenzate dalla dinamicità del sistema-Paese, dalla sua efficienza, così come dalla capacità di integrare servizi e produzione, di sviluppare il welfare tenendo il passo con le grandi trasformazioni, di orientare gli investimenti pubblici in modo che accrescano la competitività sui mercati non meno della qualità della vita. È insomma la società nel suo insieme l’ampia base da cui trae forza l’economia. La prospettiva di uno sviluppo sostenibile si basa sulla coesione della società, sulla sua etica, sulla sua cultura”.

D’Amato: Serve uno sforzo collettivo del Paese
È necessario cioè uno sforzo di sistema, chiamato in causa poco prima da D’Amato. “Sono veramente fiero – esordisce D’Amato – di rappresentare qui oggi quegli imprenditori che, alla guida di imprese di successo, operano sui mercati internazionali affermando nel mondo le capacità, il lavoro, la creatività e l’orgoglio italiano. Dobbiamo tuttavia essere tutti consapevoli che non basta l’operosità e la capacità di rischio e di intrapresa dei singoli. Occorre uno sforzo collettivo del Paese nel creare le condizioni indispensabili per rilanciare in maniera significativa gli investimenti pubblici e privati, i soli che possano creare vera e buona occupazione”.

Di Maio: Stop a burocrazia che ostacola imprenditori
Anche il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio insiste su questo aspetto quando mette in evidenza che sono le “imprese il motore del Paese” e per questo occorre da subito fare il massimo perché “non ci sia più il livello di burocrazia che oggi ostacola gli imprenditori”.

Incentivare investimenti in settori di punta
La celebrazione del Primo Maggio, del lavoro come momento essenziale per realizzare se stessi, per non rimanere retorica ha da misurarsi con la credibilità e la competitività di un sistema Paese, con le sue capacità di attrarre veri investimenti “volti – spiega il Presidente D’Amato – alla costituzione di nuove realtà produttive e quindi di nuova occupazione, mentre troppo spesso, prestigiosi marchi italiani vengono acquistati per poi vedere i centri decisionali, i nuovi investimenti o addirittura le stesse fasi produttive delocalizzate in paesi più competitivi”.

Anche su questo aspetto Mattarella è netto, chiedendo di incentivare investimenti, privati e pubblici, nei settori di punta. “Abbiamo bisogno – dice il Presidente della Repubblica – di modalità che garantiscano una formazione continua, e di sistemi di sicurezza sociale che accompagnino, e tutelino, i nuovi percorsi lavorativi”.

Come riconquistare competitività e credibilità?
Credibilità e competitività si conquistano con le riforme e non “con interventi assistenziali che non possono esaurire l’azione di governo”. Serve investire in formazione, education, cultura, ricerca, innovazione. “Senza tutto questo – continua D’Amato – non solo la base produttiva del Paese non crescerà, ma continuerà a contrarsi e gli stessi interventi di politica sociale rischieranno di trasformarsi in interventi del tutto illusori e transitori. Non si può fare equità e solidarietà senza prima creare sviluppo e ricchezza”. Così come non si possono distribuire risorse che non esistono.

D’Amato e Mattarella: Competizione globale, nessun Paese può reggere da solo
E infine il presidente dei Cavalieri del Lavoro allarga lo sguardo sull’economia globale e sul ruolo che in essa gioca e potrà continuare a giocare l’Italia e, dunque, l’Europa. Sì perché non c’è l’una senza l’altra, lo spiega D’Amato e lo ribadisce nel suo discorso anche il Presidente della Repubblica Mattarella.
“Il dibattito politico cui assistiamo quotidianamente nel nostro Paese – denuncia D’Amato – sembra non registrare sufficiente consapevolezza della partita che oggi è in gioco nell’economia mondiale. La portata della competizione non è più solo tra regioni e né solo tra sistemi-paese ma è tra continenti. Solo un’Europa più competitiva, più forte e più unita può contribuire all’affermazione dei suoi valori fondanti: la difesa del pianeta, la pace tra le nazioni, il benessere tra i popoli”.

“Se l’Unione è  nata grazie all’apporto degli Stati nazionali – conclude su questo punto Mattarella –  adesso soltanto la forza unitaria del Continente può assicurare la difesa di quei principi, di quei caposaldi dell’ordinamento, di fronte all’incalzare della competizione globale perché i singoli Paesi che ne sono membri rappresentano un ambito troppo fragile per poter difendere efficacemente il lavoro e i diritti”.

Festa del Lavoro 2019: Sintesi degli interventi

Festa del Lavoro 2019: Il discorso integrale del Presidente Antonio D'Amato

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