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Gruppo Centrale: Rimuovere i lacci che soffocano l’economia

11.03.2019

La situazione economica del paese è oggi al primo posto tra le preoccupazioni degli italiani. Lo confermano i sondaggi, divenuti una vera e propria moda. Essi variano sensibilmente secondo i soggetti che li realizzano ma sono sostanzialmente concordi nell’indicare la criticità della situazione italiana, caratterizzata da un quadro politico che, a fronte di un largo consenso parlamentare, è lungi invece dall’assicurare la stabilità politica richiesta dai mercati, perplessi di fronte a una realtà che vede il governo stentare nel prendere qualsivoglia decisione e finire al contrario con l’adottare spesso provvedimenti pasticciati. Il tutto mentre il paese si avvia verso elezioni europee che avranno una grande valenza politica.

Della situazione italiana di grande incertezza e in continua evoluzione, hanno parlato i Cavalieri del Lavoro del Gruppo Centrale nell’incontro tenuto a Roma il 7 marzo scorso alla Casina Valadier. Il presidente del Gruppo, Vittorio Di Paola, ha aperto il confronto sulla situazione economica del paese invitando a sviluppare l’argomento il Cavaliere del Lavoro Rainer Stefano Masera sul tema a lui congeniale, per autorevole  e riconosciuta esperienza professionale in campo economico ed il dott. Stefano Siviero, Responsabile del settore  congiuntura e politica monetaria della Banca d‘Italia autore di studi e pubblicazioni su temi attinenti la modellistica macroeconomica e l’economia monetaria.

Le teorie economiche del governo, ha esordito Masera, sono molto eterodosse e mescolano problematiche di carattere congiunturale ad altre di carattere strutturale. Questo insieme di fenomeni accresciuti a dismisura dalla lievitazione del debito pubblico e dalle riforme a debito attuate del governo, hanno portato alla paralisi della crescita del Paese, strangolato altresì dal cappio di una burocrazia incapace e da infrastrutture di base che non funzionano o non decollano (emblematico il caos sulla vicenda della Tav Torino- Lione).

Questo contesto negativo, nel quale limitate isole di eccellenza finiscono con l’essere soffocate, impone importanti decisioni come una rivisitazione della costruzione europea e soprattutto un vigoroso rilancio del settore infrastrutturale, che sono le basi affinché i lacci ed i cappi che stringono il paese siano finalmente allentati e rimossi.

L’indecisione su molte questioni chiave, alle quali si sono sommati la debolezza della domanda interna inquadrata in una situazione preoccupante di vicende internazionali aggravate anche dall’esplosione di guerre commerciali, sono gli ingredienti che hanno portato, ha detto a sua volta il dott. Siviero, all’attuale fase di stagnazione economica del paese. A fronte di un 2019 le cui previsioni sono ormai largamente compromesse, si sono inseriti poi la debolezza della domanda interna, il rallentamento molto marcato del ciclo industriale orientato sempre più verso il basso,

Mentre per converso possiamo fare conto su una politica monetaria di sostegno e sulla capacità delle imprese italiane di competere sui mercati internazionali, puntando soprattutto sulla leva delle esportazioni. Altro elemento importante e confortante è costituito dalla solidità della struttura delle banche, fattore che ha concorso ad attenuare l’incertezza sul credito.

Rispondendo  ad una domanda posta dallo studente Lorenzo Farrugio, del Collegio universitario dei Cavalieri del Lavoro Lamaro Pozzani, che ha espresso preoccupazioni sul fatto che i dati dell’export confermano che l’Italia ha affidato il proprio futuro in modo prevalente alla crescita degli altri paesi, il dott. Siviero ha replicato che un recupero del movimento dei consumi interni è strettamente legato a un programma di infrastrutture che innalzino e sostengano i livelli della domanda e dell’offerta. Il Cavaliere del Lavoro Franco Bernabè ha dal canto suo formulato alcuni quesiti sulla canalizzazione dei risparmi degli italiani a favore delle imprese e delle istituzioni nazionali, problema tanto più importante in un paese come l’Italia che non riesce più a crescere, mentre la contrazione del risparmio, ha precisato Masera, è una delle cause che hanno concorso all’attuale situazione.

Ma il vero argomento di scottante e drammatica attualità, sul quale il presidente Di Paola ha chiuso l’incontro, è quello relativo alle infrastrutture, che coinvolge negativamente sia chi deve costruirle che coloro che devono usufruirne. Se ne parlerà più approfonditamente, ha detto il Presidente, nel prossimo incontro romano del 4 aprile, con il presidente dell’Ance – Associazione Nazionale Costruttori Edili, dott. Gabriele Buia.