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Cavalieri e Maestri del Lavoro, visione comune a sostegno dei giovani

01.03.2022

“C’è una cultura intrinseca di amicizia e di alleanza tra lavoratore e proprietario dell’azienda. In questo periodo di nuove sfide, questa amicizia rappresenta un importante punto di forza”. Il presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Maurizio Sella, ha sottolineato il legame che tiene uniti Cavalieri de Maestri del Lavoro in occasione della cerimonia di consegna dell’Attestato di presidente onorario della Federazione dei Maestri del Lavoro. Tenuto lo scorso 28 febbraio a Roma nella sede del Parlamentino del Cnel, a Villa Lubin, l’incontro ha ulteriormente cementato un rapporto basato su una comunanza di cultura e valori”.

“Maestranze e imprenditori, così bene rappresentati nelle due Federazioni – ha aggiunto il numero uno dei Maestri del Lavoro Elio Giovati – operano in sintonia per produrre e distribuire ricchezza per salvaguardare dignità, democrazia e progresso civile”.

Un segno concreto di sinergia tra le due federazioni non poteva che emergere dal comune impegno a favore delle nuove generazioni.  “Trasferire la cultura del fare è fondamentale” ha sottolineato Sella e, in questo senso, va il sostegno della Federazione alle iniziative avviate dai Maestri del Lavoro con il progetto “Testimonianza Formativa”. I Cavalieri del Lavoro saranno presenti agli incontri di fine anno con gli Istituti superiori promossi su tutto il territorio nazionale dai Maestri. Guardando ai giovani, Sella ha ricordato l’impegno dei Cavalieri a sostegno del Collegio Universitario di Merito “Lamaro Pozzani”, dove “studenti brillanti sono impegnati in percorsi formativi di eccellenza”, e il Premio Alfieri del Lavoro, destinato ai migliori studenti d’Italia.

“Riconoscere il valore positivo della formazione aver compreso innanzitutto che se è vero, per un verso, che il talento è un asset fondamentale, per altro non è certo un bene che si auto-produce. È compito di tutti gli attori del sistema istituzionale, economico e sociale – e quindi anche dei Maestri del Lavoro e dei Cavalieri del Lavoro – investire in questa risorsa, coltivarla, metterla a sistema, creando le condizioni perché possa esprimere il suo potenziale a beneficio della collettività. E chi non ha talento – ha concluso Sella – può con l’impegno e la dedizione diventare talentuoso. C’è parità completa, ci sono le prospettive, basta volerlo”.

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