Menu

Chiesi, mossa sul Nasdaq shopping da 1,5 miliardi contro le malattie rare

11.01.2023

Dopo Lavazza, Ferrero e Perfetti Van Melle, anche il gruppo Chiesi farmaceutici si unisce alla pattuglia delle grandi imprese italiane che negli ultimi mesi hanno fatto shopping all’estero, mettendo sul tavolo cifre rilevanti. La multinazionale con radici a Panna ha firmato un accordo per rilevare per un valore complessivo di 1,48 miliardi di dollari la Amryt Pharma, gruppo biofarmaceutico con base in Irlanda e quotato al Nasdaq, specializzato nella cura delle malattie rare. Il prezzo che Chiesi verserà per cassa ingloba un premio del 10796 rispetto alla chiusura di venerdì scorso. Per il gruppo presieduto da Alberto Chiesi si tratta della maggiore acquisizione degli ultimi dieci anni, destinata a rafforzare il comparto delle malattie rare che vede alla guida Giacomo Chiesi. Nel bilancio del 2021 questo settore vale 772 milioni di ricavi sui 2,42 miliardi totali, destinati a salire ben oltre i 2,5 miliardi nell’esercizio che si chiuderà nelle prossime settimane.

E il settore sul quale punta la famiglia di industriali, che ha affidato la guida del gruppo emiliano al ceo Marco Vecchia, ex capo della direzione legale del gruppo che ha assunto l’incarico ad interim dopo l’uscita di Ugo Di Francesco a dicembre. A cedere azioni saranno i fondi Athyrium Capital e Highbridge che nel tempo hanno supportato la crescita di Amryt, fondata dal ceo Joe Wiley, da Rory Nealon e dal presidente Ray Stafford. Gli azionisti riceveranno 14,5 dollari per ogni Ads (American Depositary Share) di Amryt, che equivalgono a cinque azioni ordinarie della società irlandese, per un totale di 1,25 miliardi di dollari. Si aggiungeranno poi i cosiddetti Contingent Value Rights per una somma ulteriore di circa 225 milioni di dollari, se saranno raggiunti gli obiettivi di approvazione del farmaco Filsuvez da parte dell’americana Federal e Drug administration.

E anche sul quel farmaco che Chiesi — tra le più grandi biopharma company al mondo certificata B Corp — scommette: è già stato approvato in Europa e ora aspetta il nulla osta negli Usa per commercializzare la cura contro la epidermolisi bollosa, una malattia rara che colpisce la pelle. «L’acquisizione del portafoglio di Amryt porterà nuove competenze nel nostro gruppo, utili per trasferire le cure ai pazienti», ha detto il ceo Vecchia. Amryt ha registrato un fatturato di 188,8 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2022, che dovrebbe arrivare attorno a 260-270 milioni di dollari a fine anno.

Leggi l’articolo

Articolo pubblicato l’11 gennaio dal Corriere della Sera

SCARICA L'APP