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Gian Mario Rossignolo

Nato a Vignale Monferrato (Alessandria) nel 1930
Nominato Cavaliere del Lavoro il 02 06 1991
Numero brevetto 2196
Settore Industria
Regione di nomina
Piemonte
Attività
Industria metalmeccanica
Profilo
Laureato in economia e commercio si specializza in marketing e svolge l’attività di consulenza aziendale. Entra in Fiat nel 1957 con l’incarico di introdurre il marketing nella divisione commerciale autoveicoli, assumendo gradualmente la responsabilità del marketing anche per tutte le altre attività aziendali. All’arrivo in azienda di Gianni Agnelli e successivamente del fratello Umberto, ne diventa uno dei più vicini collaboratori con la responsabilità del business development: stimola l’espansione internazionale per il settore auto in Spagna con Seat, in Francia con l’acquisizione di Citroën, in Brasile con la presenza a Belo Horizonte; per il settore veicoli industriali con l’acquisizione in Germania di Magirus ed il lancio del marchio Iveco. Nel 1973 gli viene affidata la responsabilità di riassetto delle attività non veicolistiche di Fiat: realizza la strategia selettiva di dismissione di alcune attività (aviazione, grandi motori marini), di potenziamento di altri settori legati ad attività più complementari nel trasporto terrestre (divisone ferroviaria) e di diversificazione in nuovi settori promettenti (Telettra nelle comunicazioni). Per il settore auto sostiene la necessità di una forte presenza nel segmento “alto di gamma”, pur con una componentistica di base comune. Nel 1976 diviene amministratore delegato di Lancia SpA con l’obiettivo di rilanciare l’azienda da tempo acquisita. Sviluppa nuovi modelli Delta, Thema, Uno (passato poi in Fiat) e definisce il progetto di una piattaforma comune per più modelli (Croma, Thema, Alfa 164, Saab 9000). Nel 1979 non convivendo la strategia di incorporazione della Lancia, lascia l’azienda. Successivamente avvia attività imprenditoriali in proprio con la creazione di start up, quale Prima Industrie, che porta in quotazione nel 1999. Contemporaneamente inizia una stretta collaborazione con il gruppo svedese Wallenberg e ne diventa il punto di riferimento per tutte le loro attività italiane: Skf, Atlas Copco, Zanussi ed Ericsson. A fine 1997 è chiamato dal Governo ad assumer la presidenza di Telecom Italia appena privatizzata. Intraprende un robusto programma di internazionalizzazione, realizzando in pochi mesi una significativa presenza in molti paesi europei ed acquisisce in Brasile uno degli asset ancora oggi di maggior valore dell’azienda italiana. Nel 2007 avvia iniziative per contrastare la deindustrializzazione del settore automobilistico impegnandosi in un programma di rilancio della carrozzeria Bertone e Pininfarina, impegnando tutte le proprie risorse finanziarie a cui, in base ad un accordo sottoscritto con Ministeri e Regioni interessati, avrebbero dovuto aggiungersi risorse pubbliche e private, le quali invece latitarono generando l’insuccesso della De Tomaso Automobili SpA.