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UN PARTNER GIOVANE con cui lavorare alla pari N.3/2026

04/08/2026

Guardare oggi all’Africa e alla cooperazione con quel continente significa cogliere un’opportunità straordinaria di crescita comune. È con questo spirito che guardo al Piano Mattei.

Questo progetto ha il merito di proporsi non come un semplice manifesto politico, bensì come un solido, ambizioso piano imprenditoriale e sociale. La politica ha il compito fondamentale di tracciare la rotta e definire la cornice strategica, ma sono la visione industriale e la capacità di generare un reale impatto sul territorio a dare gambe e futuro a un’iniziativa di questa portata.

La scelta stessa di intitolare questo piano a Enrico Mattei racchiude un significato profondo, che va oltre il dato storico e traccia una linea d’azione chiarissima.

Mattei è stato un uomo che si è sempre opposto con forza al colonialismo occidentale, proponendo un modello di sviluppo radicalmente alternativo, basato sulla dignità. Emblematiche restano le sue parole: “La geografia della fame è una leggenda: è legata solo alla passività, all’inerzia creata dal colonialismo nelle popolazioni autoctone”. In questa frase si condensa il rifiuto di un sistema che per secoli ha sottomesso un continente, addormentandone le potenzialità. Rompere quell’inerzia passata significa oggi riconoscere il valore dell’Africa, attivare le energie locali e creare sviluppo condiviso attraverso il lavoro, l’impresa e l’autodeterminazione.

In Renco, l’azienda di cui sono amministratore delegato, questo approccio è impresso nel nostro Dna. Lavoriamo e facciamo investimenti in Africa da oltre trent’anni. Per scelta lungimirante del nostro fondatore, Rinaldo Gasparini, abbiamo sempre operato nel continente africano rifiutando categoricamente qualsiasi logica di mero sfruttamento, in perfetta sintonia con la filosofia di valorizzazione che oggi ispira il Piano Mattei.

Portare sviluppo in Africa non significa estrarre valore e trasferirlo altrove; significa piantare radici, trasferire know‑how e investire massicciamente nella formazione delle risorse locali per liberare appieno quelle grandi potenzialità a lungo rimaste inespresse. Negli anni abbiamo imparato che il successo di un investimento industriale è direttamente proporzionale alla capacità di interagire positivamente con le comunità territoriali.

Non ci siamo mai limitati a costruire impianti utili esclusivamente all’investitore. Al contrario, abbiamo sempre cercato di dare vita a un vero e proprio modello di fare impresa in quei luoghi: oltre alla formazione dei lavoratori locali, abbiamo finanziato e realizzato scuole, presidi sanitari, pozzi per l’approvvigionamento idrico, impianti fotovoltaici per la produzione di energia che potessero rimanere al servizio della popolazione, migliorandone concretamente la qualità della vita quotidiana, rispettandone cultura e tradizioni.

È esattamente questo il cambio di paradigma che il Piano Mattei può e deve consolidare a livello di sistema Paese. L’Africa non deve più rappresentare, agli occhi dell’Occidente, solamente un immenso serbatoio di materie prime o una terra da cui attingere risorse nelle emergenze geopolitiche. L’Africa è un partner strategico paritario con cui lavorare fianco a fianco, un continente giovane e vibrante, ricco di potenziale umano e imprenditoriale che chiede solo di essere valorizzato attraverso investimenti sostenibili e di lungo termine.

Quando un’azienda italiana si insedia in un territorio africano, porta con sé la responsabilità e i valori del brand Italia. Se operiamo con la consapevolezza che la crescita dei territori e dei partner locali è la chiave per la stabilità e la prosperità del nostro stesso investimento, creiamo un circolo virtuoso che supera definitivamente le logiche del passato.

Il valore principale del Piano Mattei è, a mio avviso, l’aver individuato l’Africa, e un modello di approccio rispettoso a quel continente, come una straordinaria opportunità per l’Europa e per l’Italia.

Per un’impresa come Renco, che in Africa ha investito e vuole continuare a investire in modo importante in infrastrutture, questo ha significato trovare maggiore ascolto e supporto da parte delle istituzioni deputate come Sace o Simest e da parte del sistema bancario nazionale, alle proprie iniziative nel continente.

Il Piano Mattei ha l’indubbio valore di voler consolidare questo approccio positivo su scala nazionale, favorendo il coordinamento delle forze migliori del nostro sistema industriale, finanziario, formativo. La sua efficacia si consoliderà con la capacità di tradurre queste ottime linee guida in progetti concreti e misurabili sul campo.

Dobbiamo guardare all’Africa con gli occhi di chi vuole generare valore condiviso. Sapendo unire la concretezza dell’imprenditoria alla responsabilità sociale, e camminando insieme ai paesi ospitanti nel rispetto della loro identità, scriveremo una pagina nuova, duratura e vincente nelle relazioni tra i nostri continenti.

Di Giovanni Rubini