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Sviluppo locale, la base per una CRESCITA CONDIVISA N.3/2026

04/08/2026

Le crisi degli ultimi anni – dalla pandemia al conflitto russo‑ucraino, fino all’instabilità in Medio Oriente – dimostrano quanto il settore energetico sia profondamente legato agli equilibri internazionali. Diversificare le fonti di approvvigionamento e rafforzare l’autonomia energetica sono diventate una priorità.

Nel nuovo equilibrio globale l’Africa può affermarsi come uno dei principali protagonisti perché dispone di abbondanti risorse: fossili (13% delle riserve globali di gas e 7% delle riserve globali di petrolio), minerali critici, terre fertili, abbondanza di sole e vento, potenziale straordinario per le energie rinnovabili. La piena valorizzazione di queste risorse richiede investimenti di lungo periodo. Per questo è fondamentale creare delle relazioni solide fondate su rapporti di fiducia reciproca e crescita condivisa.

È su questi principi che Eni ha costruito la propria presenza nel continente. Lo sviluppo di partnership durature con governi e comunità nasce innanzitutto contribuendo concretamente allo sviluppo dei mercati energetici locali. Infatti, nel 2025, circa l’80% della produzione di gas di Eni nel continente è stato destinato ai consumi interni dei paesi africani. Da questo tipo di approccio nascono relazioni che oggi rappresentano un elemento strategico anche per la sicurezza energetica internazionale, come dimostrano i numerosi progetti con i partner storici del Nord Africa – Algeria, Libia, Egitto – e la crescita di nuove iniziative in paesi come Congo, Costa d’Avorio, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya.

In questo contesto, Eni ha competenze distintive nella produzione di gas, tramite la tecnologia Flng (Floating Liquefied Natural Gas), che consente di liquefare il gas direttamente in mare, riducendo tempi di realizzazione, investimenti infrastrutturali e impatto ambientale. In Mozambico, il primo impianto galleggiante di liquefazione del gas realizzato nelle acque profonde africane ha confermato la capacità di sviluppare soluzioni tecnologicamente avanzate anche in contesti complessi e di valorizzare rapidamente risorse offshore di rilevanza strategica. In Congo, il progetto Congo LNG ha permesso di avviare in tempi estremamente rapidi la produzione e l’esportazione di gas naturale liquefatto, trasformando il paese in un nuovo esportatore di Gnl e contribuendo alla sicurezza energetica internazionale.

A questi esempi si affianca il progetto petrolifero di Baleine, in Costa d’Avorio, sviluppato in tempi record grazie a un modello fast track, che consente di anticipare la produzione e integrare fin dall’inizio misure per la riduzione delle emissioni.

Parlare oggi di energia in Africa significa però affrontare anche la sfida dell’accesso all’energia: ancora centinaia di milioni di persone sono prive di un accesso affidabile all’elettricità. Per questo Eni promuove iniziative che trasformano l’energia in uno strumento di inclusione e di crescita (Investimenti Eni, 2025: 33,6 milioni di euro a supporto dello sviluppo locale).

La stessa filosofia ispira i progetti agri‑feedstock, tra le iniziative più innovative sviluppate negli ultimi anni per la coltivazione di materie prime vegetali destinate alla bioraffinazione. Attraverso la valorizzazione di terreni degradati, senza competere con le colture alimentari, contribuiscono alla nascita di nuove filiere agro‑industriali in Kenya, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Angola e Mozambico. Non solo garantiscono l’approvvigionamento di feedstock sostenibile – 56mila tonnellate nel 2025 – per la produzione di biocarburanti ma creano occupazione, trasferiscono competenze e favoriscono nuove opportunità imprenditoriali.

Nella stessa logica rientra anche il programma Clean Cooking, avviato da Eni nel 2018 e che ad oggi ha coinvolto oltre 4,7 milioni di persone in sette paesi dell’Africa subsahariana: Costa d’Avorio, Mozambico, Angola, Repubblica del Congo, Tanzania, Madagascar e Ruanda. L’iniziativa promuove l’accesso a sistemi di cottura più efficienti, riducendo l’uso di legna e carbone e generando benefici per salute, ambiente e qualità della vita delle famiglie.

Integrare sicurezza energetica, sviluppo industriale e sostenibilità è probabilmente il contributo più significativo che il settore energetico può offrire oggi all’Africa. Un continente giovane, caratterizzato da una forte crescita demografica e da un crescente dinamismo imprenditoriale, il cui sviluppo può contribuire a rendere il sistema energetico globale più resiliente ed equilibrato.

Di Claudio Descalzi