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Sicurezza e continuità, LE SFIDE DELL’ENERGIA N.2/2026

31/05/2026

L’instabilità del Medio Oriente non è una dinamica distante, ma un fattore che incide direttamente sul sistema produttivo europeo, mettendo sotto pressione le imprese e riportando al centro la vulnerabilità energetica già emersa nel 2022. In un contesto globale esposto a shock geopolitici, la stabilità dell’Europa dipende sempre più dalla capacità di costruire una reale autonomia energetica. In questo quadro, l’Italia risulta particolarmente esposta. Con circa il 38% del fabbisogno coperto dal gas e oltre il 40% della produzione elettrica legata a questa fonte, il Paese è più sensibile alle oscillazioni dei prezzi rispetto a partner come Francia e Spagna.

Gli aumenti del 2025 e le stime per il 2026 – petrolio a 103 dollari al barile e gas a 55 euro per MWh – delineano uno scenario di persistente incertezza, con possibili ricadute sulla crescita. Diventa quindi urgente adottare scelte strategiche per ridurre la dipendenza dall’estero e rafforzare la resilienza del sistema energetico.

Il potenziamento delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo è essenziale, ma non sufficiente: la loro natura intermittente richiede una visione più ampia. Serve una strategia di lungo periodo fondata su un mix energetico equilibrato, che integri rinnovabili, accumulo e, con pragmatismo, anche il nucleare di nuova generazione, condizione indispensabile per garantire competitività e stabilità al sistema produttivo.

In tale contesto, l’area euro‑mediterranea assume un ruolo sempre più centrale nella sicurezza energetica europea poiché si configura come un ponte energetico naturale tra Europa e Nord Africa, con un elevato potenziale nello sviluppo di energia solare, eolica e idrogeno verde.

Sia nello scenario euro‑mediterraneo che in quello delle grandi isole un pilastro strategico fondamentale è l’economia dell’underwater, nuova frontiera della Blue economy che unisce sicurezza, tecnologia e sostenibilità. Essa rappresenta un settore in forte crescita, che richiede soluzioni altamente specializzate per assicurare continuità e sicurezza nella trasmissione elettrica, in particolare nei collegamenti tra isole, nelle interconnessioni internazionali e negli impianti offshore. Attraverso collegamenti sottomarini in alta e altissima tensione, è possibile integrare la produzione locale con quella della terraferma, ottimizzando i flussi energetici e facilitando l’inserimento di fonti rinnovabili, spesso abbondanti ma intermittenti. In questo senso, le interconnessioni non sono solo infrastrutture di trasporto, ma veri e propri abilitatori della transizione energetica.

In questo ambito si inserisce l’esperienza di Getra, gruppo fondato dalla famiglia Zigon nel 1949. Con cinque società, due stabilimenti in Italia, una branch a Dubai, una branch in Maghreb e il 45% del volume d’affari in export, Getra rappresenta una realtà manifatturiera italiana leader nella progettazione e produzione di trasformatori di grande potenza, trasformatori di distribuzione e sistemi di interconnessione delle reti in alta tensione.

Nella filiera dell’energia, i trasformatori rappresentano i “nodi intelligenti” delle reti elettriche in grado di rendere disponibile l’energia nel passaggio dalla produzione alla trasformazione in alta tensione e quindi alla distribuzione verso gli utenti finali. Il know‑how maturato da Getra nel settore dei trasformatori si rivela strategico anche nel comparto underwater dove, come già accennato, l’integrazione tra reti terrestri e sottomarine richiede soluzioni capaci di gestire flussi energetici complessi.

A titolo esemplificativo, si può citare, tra le altre realizzazioni di Getra in Italia, il contributo al collegamento elettrico tra l’isola di Capri e la terraferma. In questo progetto, il Gruppo ha fornito i trasformatori e i reattori in alta tensione per garantire l’alimentazione dei due elettrodotti sottomarini che collegano la nuova stazione elettrica di Capri con quelle di Sorrento e Torre Annunziata. Queste opere hanno consentito la dismissione della vecchia centrale a gasolio di Capri.

La partecipazione del Gruppo a questo progetto rappresenta un esempio concreto di come competenze industriali avanzate come quelle di Getra possano contribuire allo sviluppo sostenibile e alla resilienza delle reti energetiche, anche in contesti complessi.

Di Marco Zigon