Rapporto Cnel, giovani e mobilità internazionale: segnali d’allarme.
È stato presentato al CNEL ieri, giovedì 4 dicembre 2025, il Rapporto “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, un documento che riporta al centro dell’attenzione nazionale uno dei temi più cruciali per il futuro del Paese: la capacità dell’Italia di trattenere e attrarre capitale umano qualificato. L’indagine, basata su dati aggiornati e su un approccio comparativo internazionale, evidenzia come il fenomeno dell’emigrazione giovanile, lungi dall’essersi attenuato, stia acquisendo dimensioni strutturali e potenzialmente destabilizzanti per il sistema economico e sociale.
Il Rapporto, promosso e coordinato dal CNEL, raccoglie contributi provenienti dal mondo accademico, istituzionale e associativo. Tra questi, figura anche un capitolo specifico curato dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, realizzato in collaborazione con la Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (CCUM).
IL FOCUS FEDERAZIONE–CCUM: COMPRENDERE LA MOBILITÀ DEI TALENTI PIÙ QUALIFICATI
La Federazione ha scelto di concentrare la propria analisi su una componente ancora poco studiata ma decisiva del capitale umano italiano: i laureati ed ex studenti dei Collegi Universitari di Merito. Questo segmento rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere la mobilità giovanile qualificata.
Gli studenti dei Collegi provengono da tutte le regioni italiane, accedono a percorsi altamente selettivi basati sul merito e si formano in contesti che promuovono eccellenza accademica, responsabilità sociale e apertura internazionale. È quindi naturale che mostrino una sensibilità particolarmente elevata verso le opportunità offerte dai diversi contesti professionali, nazionali ed esteri.
La ricerca Federazione–CCUM ha evidenziato alcuni dati di rilievo: il 35% dei laureati dei Collegi lavora attualmente all’estero, una quota significativamente superiore alla media nazionale; le destinazioni più frequenti sono Svizzera, Stati Uniti, Regno Unito e Francia; il campione risulta perfettamente bilanciato per genere. Le principali motivazioni che spingono questi giovani a trasferirsi all’estero confermano dinamiche note ma le rendono più nitide: prospettive di carriera più ampie e rapide (media 4,97 su 5), retribuzioni più elevate (media 4,94), sistemi percepiti come più meritocratici, insoddisfazione per l’esperienza lavorativa in Italia (4,23 su 5).
Questi risultati, integrati nel Rapporto CNEL, contribuiscono a delineare con maggiore chiarezza il quadro complessivo della mobilità giovanile e offrono spunti utili per possibili politiche di retention e attrazione del capitale umano.
EXPAT, UN FENOMENO STRUTTURALE IN CRESCITA
L’analisi complessiva del Rapporto conferma che l’Italia sta vivendo una fase di intensa mobilità giovanile. Tra il 2011 e il 2024 sono 630 mila i giovani tra i 18 e i 34 anni che hanno lasciato il Paese, pari al 7% dei giovani residenti. Il saldo migratorio netto è di –441 mila giovani, una perdita significativa soprattutto in un contesto demografico già fragile.
Solo nel 2024 gli espatri giovanili sono stati 78 mila, contro circa 17 mila ingressi da economie avanzate.
L’EMIGRAZIONE DEI PIÙ QUALIFICATI
Il dato che più colpisce è l’innalzamento del livello di istruzione tra i giovani in uscita. Nel triennio 2022–2024: il 42,1% degli emigrati è laureato, a fronte del 33,8% dell’intero periodo 2011–2024; nelle regioni più dinamiche del Nord le percentuali raggiungono valori superiori al 50%; il divario di genere è crescente: le donne laureate che emigrano (44,3%) superano nettamente gli uomini (40,1%), con differenze particolarmente elevate nel Mezzogiorno.
Il Rapporto evidenzia la scarsa capacità dell’Italia di attrarre giovani da economie avanzate: solo l’1,9% dei giovani europei e statunitensi sceglie il nostro Paese come destinazione.
Per ogni nove giovani italiani che partono, uno solo arriva. Dal 2011 al 2024: 486 mila italiani si sono trasferiti nei principali Paesi avanzati; solo 55 mila giovani provenienti da quelle stesse economie hanno scelto l’Italia. Le destinazioni privilegiate degli italiani restano Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Spagna.
DIFFERENZE TERRITORIALI: IL MEZZOGIORNO PIÙ FRAGILE
L’Indice sintetico dei flussi migratori (ISFM), che esprime il rapporto tra partenze e arrivi, conferma una bassa attrattività diffusa, con valori particolarmente elevati – e dunque negativi – nelle regioni meridionali. Alcune regioni del Nord (Friuli-Venezia Giulia e Veneto) mostrano invece migliori performance comparate.
LA MIGRAZIONE INTERNA
Accanto alla mobilità internazionale, il Rapporto segnala l’ampiezza della migrazione interna dal Sud al Nord. Nel periodo 2011–2024: 484 mila giovani si sono trasferiti dal Mezzogiorno alle regioni centro-settentrionali; il valore economico di questo trasferimento è stimato in 147 miliardi di euro, di cui 79 miliardi riferiti ai laureati. Le regioni con maggior perdita di capitale umano sono Campania, Sicilia e Puglia, mentre Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte risultano le più attrattive.
UNA SFIDA DECISIVA PER IL FUTURO DEL PAESE
Il Presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha richiamato la necessità di agire simultaneamente su più fronti: politiche salariali più competitive, riduzione del costo della vita, investimenti in ricerca e innovazione, promozione della meritocrazia, servizi pubblici di qualità e incentivi concreti al rientro dei giovani qualificati.
Il contributo della Federazione al Rapporto CNEL – e la collaborazione con la Conferenza dei Collegi Universitari di Merito – si inseriscono in questo sforzo più ampio, con l’obiettivo di fornire strumenti analitici e visione strategica. Comprendere le ragioni della mobilità giovanile, soprattutto dei talenti più qualificati, significa infatti affrontare una delle questioni più rilevanti per la competitività e la coesione sociale del Paese.

