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L’ESPERIENZA DELL’IMPRESA e la freschezza dei giovani N.2/2026

31/05/2026

È un momento preciso nella mia storia imprenditoriale che racconta il valore fondamentale del rapporto tra università e impresa. Alla fine degli anni Ottanta, dopo la laurea in Scienze dell’informazione a Bari, scelsi di restare in Puglia. Molti lo giudicarono un rischio, ma la mia era una convinzione profonda: il territorio offriva accademia e ricerca d’eccellenza; mancavano solo le imprese capaci di valorizzarli. Da quell’intuizione è nata Abaco Software, poi confluita in Exprivia: un gruppo che oggi conta oltre 3.500 professionisti e un fatturato che ha superato i 350 milioni di euro, radicato al Sud ma proiettato in tutta Italia e nel mondo.

Il tema del trasferimento tecnologico è oggi più che mai centrale per lo sviluppo del nostro sistema produttivo. Prima ancora di essere un processo tecnico, è un percorso umano: un ponte che collega mondi diversi – università e centri di ricerca e imprese – che trova piena realizzazione quando è sostenuto da ascolto, fiducia e visione condivisa. In questo contesto, il ruolo dell’università è centrale, ma non è l’unico.

È necessario, infatti, rafforzare la filiera educativa già a partire dalle scuole secondarie, con particolare attenzione alla fase di passaggio tra il primo e il secondo ciclo, snodo cruciale per supportare i giovani e le famiglie nella scelta dei percorsi formativi. È in questa fase che maturano le prime scelte e si pongono le basi delle scelte future. Per questo, ogni anno apriamo le porte della nostra sede a studenti e studentesse provenienti dalle scuole del territorio, offrendo loro l’opportunità di entrare in contatto diretto con i nostri ambienti di lavoro, di produzione e di ricerca.

Queste iniziative non sono semplici occasioni di orientamento, ma momenti di conoscenza e confronto: opportunità per osservare da vicino le tecnologie, comprendere i processi che generano innovazione e conoscere le competenze professionali presenti in azienda. Mostrare ciò che il territorio è in grado di offrire, in termini di esperienze e opportunità, significa sostenere scelte più consapevoli e coerenti con le attitudini e le aspirazioni dei giovani. Ciò è reso possibile dal contatto diretto con i contesti produttivi e le professionalità coinvolte, consentendo di rendere più concreti e comprensibili i percorsi futuri.

Come impresa, interpretiamo il rapporto con il mondo della ricerca in modo concreto e orientato ai risultati. L’innovazione nasce dalla capacità di individuare e presidiare gli ambiti di maggiore valore, evitando la dispersione di risorse e concentrandosi su ciò che può generare un impatto tangibile. In questo dialogo, un elemento distintivo è rappresentato dall’integrazione tra l’esperienza maturata sul campo e la freschezza delle nuove generazioni: contaminazione, innovazione progettuale e un possibile sguardo più flessibile sui processi. Un approccio di questo tipo richiede impegno strutturato, investimenti adeguati e una solida fiducia nei percorsi, nelle persone e nelle idee. Significa accompagnare lo sviluppo nel tempo, monitorarne l’evoluzione e sostenerne la crescita. È in questo modo che si generano opportunità concrete per attrarre nuovi talenti.

Il mondo universitario rappresenta un fattore essenziale di apertura e rinnovamento indispensabile per continuare a evolvere. Affinché questo contributo possa esprimersi pienamente, è necessario un impegno reciproco importante e costante. In questo senso, un’impresa con una presenza consolidata sul mercato o reti di imprese più piccole sinergiche tra di loro, hanno la responsabilità di favorire il dialogo tra ricerca e mondo produttivo, contribuendo a una lettura più profonda delle dinamiche industriali di oggi e di domani.

Nel nostro percorso abbiamo avuto modo di toccare con mano come questo modello possa funzionare davvero. Esperienze di dottorato di ricerca si sono progressivamente evolute in ruoli di crescente responsabilità all’interno dell’azienda, fino ad arrivare alla guida del dipartimento di Ricerca e sviluppo. Una conferma di come la ricerca, se integrata in modo strutturato nel contesto industriale, possa generare valore duraturo.

Lo stesso approccio si riflette anche nei progetti sviluppati, come l’applicazione della tecnologia 3D mapping, che ha consentito di tradurre modelli teorici e digitali in rappresentazioni tridimensionali avanzate, migliorando l’analisi dei sistemi. Soluzioni non solo tecnicamente avanzate, ma pensate per essere concrete, operative e immediatamente applicabili al contesto produttivo in tempi congrui.

In questa prospettiva, il trasferimento tecnologico si configura come parte di un processo più ampio di trasferimento culturale: un passo avanti che dimostra come l’unione dell’esperienza maturata negli anni all’interno delle aziende, condivisa con le menti pensanti delle nuove generazioni, possa generare non solo una visione di oggi, ma un domani senza confini.

Di Enrico Grassi