
Il lavoro tra etica, innovazione e futuro: il messaggio di Ugo Salerno al Convegno Nazionale 2026
Al Convegno Nazionale “Il lavoro, la passione del fare. Dalla Bottega del Rinascimento all’Intelligenza Artificiale”, tenutosi a Firenze il 21 marzo 2026, il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Ugo Salerno ha chiuso i lavori con un discorso intenso, ricco di visione e responsabilità.
Nel suo intervento, Salerno ha intrecciato radici culturali, sfide economiche, etica imprenditoriale e trasformazioni tecnologiche, delineando un quadro lucido delle priorità per l’Italia. Ha ricordato come il valore del lavoro italiano tragga origine dalla tradizione rinascimentale, ma debba oggi confrontarsi con un mondo globale, competitivo e attraversato dall’intelligenza artificiale.
Etica e responsabilità: il cuore del modello italiano
Tra i passaggi più significativi, Salerno ha ribadito che l’etica non è un ornamento, ma un asset strategico:
“Le nostre aziende hanno avuto successo in maniera etica… È questo quello che ci distingue da altri imprenditori che non sono Cavalieri del Lavoro.”
Un messaggio che riafferma la centralità della responsabilità sociale come fondamento del Made in Italy.
L'Intervento di Ugo Salerno, Presidente Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro
Giovani e talenti: la sfida più urgente
Il Presidente ha affrontato con chiarezza il tema della fuga dei giovani all’estero, definendolo una delle emergenze più gravi per il Paese.
“Quello che noi stiamo perdendo in questo modo è il futuro della nostra Nazione… questi ragazzi dovrebbero essere la classe dirigente dell’Italia e non possiamo permetterci di perderli.”
Salerno ha indicato due nodi strutturali:
- La complessità normativa, che rallenta iniziative e scoraggia l’imprenditorialità;
- Il nanismo delle imprese, che limita investimenti, innovazione e opportunità di carriera.
Ha invitato a superare la retorica del “piccolo è bello”, promuovendo crescita, aggregazioni e filiere capaci di competere a livello globale.
Intelligenza artificiale: prudenza, non paura
Sul fronte dell’AI, Salerno ha espresso una visione equilibrata: la tecnologia deve liberare l’ingegno umano, non sostituirlo.
Ha richiamato la necessità di governare l’innovazione, mantenendo la decisione finale nelle mani dell’uomo. L’AI, ha sottolineato, deve ampliare le possibilità, non ridurre la responsabilità.
Il discorso si è chiuso con un richiamo al valore della conoscenza, che Salerno ha ripreso citando le parole pronunciate dal Presidente Mattarella nella sua Lectio Magistralis all’Università di Salamanca: la conoscenza come “il vento di cui il mondo ha bisogno”.
Un invito a unire innovazione e pensiero critico, in continuità con l’eredità di Leonardo e Galileo, figure simboliche richiamate dallo stesso Salerno.
