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Il Cavaliere del Lavoro Filippo Callipo dona all’Università Mediterranea il volume “Fare impresa, coltivare valori”

15/04/2025

In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, il Cavaliere del Lavoro Filippo Callipo è stato protagonista di un momento significativo presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dove ha donato una copia del volume “Fare impresa, coltivare valori” al Sistema Bibliotecario di Ateneo.

La consegna è avvenuta nel corso dell’evento “Innovability: Innovazione e Sostenibilità in Calabria”, tenutosi nell’Aula Seminari “Francesco Saverio Nesci” del Dipartimento di Agraria (Feo di Vito), volto a valorizzare il contributo delle imprese calabresi nei settori delle costruzioni, del design e dell’agrifood, in chiave di innovazione e sostenibilità.

Donerò un libro che è una raccolta di pensieri di oltre 450 Cavalieri del Lavoro – ha dichiarato Callipo –. Grazie ad esso si possono trarre spunti importanti per capire cosa significa davvero fare impresa. Tanti prodotti tipici calabresi vengono esportati in tutto il mondo: è la dimostrazione concreta del valore del nostro saper fare e della nostra identità produttiva”.

Il volume, curato dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, raccoglie testimonianze e riflessioni di imprenditori italiani distintisi per meriti di lavoro e per aver contribuito allo sviluppo economico e sociale del Paese.

L’evento è stato aperto dal Rettore Giuseppe Zimbalatti e ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e produttivo locale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra imprese e università e promuovere buone pratiche di sviluppo sostenibile sul territorio.

Nel corso della giornata è stato trasmesso anche un videomessaggio del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha ricordato come la Giornata nazionale del Made in Italy sia celebrata con oltre 600 iniziative in Italia e in più di 30 Paesi nel mondo, per “riconoscere e celebrare il talento, la visione e la tenacia di milioni di imprese e lavoratori italiani”.