Herno: 70 anni di innovazione italiana sul Lago Maggiore

Giovedì 23 aprile, nella splendida cornice del Lago Maggiore, il Presidente Marco Boglione, insieme a diversi Cavalieri piemontesi e consorti, è stato accolto a Lesa (NO) dal Cavaliere del Lavoro Claudio Marenzi per una visita all’azienda Herno e per un momento di incontro del Gruppo Piemontese.
Claudio Marenzi racconta gli oltre 70 anni di storia del marchio — di cui è Presidente dal 2011 — una storia che si può sintetizzare in un elogio all’elemento che ha ispirato il brand sin dall’inizio: l’acqua. Acqua di fiume e di lago, di pioggia, nebbia e umidità, musa del prodotto performante per eccellenza: l’impermeabile.
Settant’anni di innovazione e radicamento
Tutto nasce nel 1948, quando un giovane Giuseppe Marenzi — padre di Claudio e Cavaliere del Lavoro dal 1996 — insieme alla moglie Alessandra Diana intuisce le potenzialità di un cotone trattato con olio di ricino proveniente dagli aerei dismessi dopo la guerra. È l’inizio della vocazione di Herno per la sperimentazione e l’innovazione, alimentata dal rapporto quotidiano con l’acqua del lago e del fiume, che si traduce in giacche e cappotti performanti, ben disegnati e di alta fattura, come solo in Italia si sa fare.
Dopo gli impermeabili, a metà degli anni ’50 arrivano anche i capi da donna, i cappotti in cashmere prodotti in double-face e orditi a mano. Nel 1968 Herno è già in Giappone, con boutique a Osaka e Tokyo, e negli anni ’80 approda negli Stati Uniti.
Ed è allora che l’arte della confezione in Herno diventa tanto riconosciuta ed apprezzata da essere richiesta dagli emergenti stilisti di quegli anni, francesi e italiani, che negli anni ’90 gli affidano parte della loro produzione.
In Herno qualità e investimenti nei mezzi di produzione sono sempre stati all’avanguardia, il rinnovamento continuo resta il tratto distintivo di un’azienda che infatti negli anni 2000 grazie a Claudio Marenzi torna ad abbracciare il cambiamento nei processi produttivi con un know-how quasi unico e fortemente Made in Italy.
E così rispolvera il suo di marchio, quello che porta il nome del fiume che scorre accanto all’azienda, improntando il suo lavoro sul forte radicamento al territorio, al mantenimento del controllo creativo e produttivo e al perseguimento della funzionalità oltre l’estetica.
Alla collezione Herno si affiancano, a partire dal 2012, Herno Laminar, la collezione che traduce l’active sport nell’urban style di tutti i giorni, Herno Kids per i piccoli fans del marchio, Herno Globe la collezione green e nel 2020 nasce la prima scarpa in collaborazione con S.C.A.R.P.A a marchio Herno Laminar Movement Engineering. Nel 2025, Laminar evolve e diventa un brand separato. Nelle più recenti collezioni di Herno, l’offerta si amplia fino a comprendere un guardaroba completo, superando il focus esclusivo sui capispalla. La proposta include ora pantaloni, gonne, maglie, abiti, blazer, camicie e t-shirt, per una visione lifestyle coerente e articolata. Nel 2025, il brand estende ulteriormente il proprio universo con il lancio della linea home, Herno Habita.
In Herno spazio all’arte, al territorio e alla comunità
Le sedi Herno ospitano numerose opere di arte contemporanea, in gran parte appartenenti alla collezione personale di Claudio Marenzi. Sono lavori d’arte volutamente esposti nelle aree comuni dei due HQ di Lesa e Milano, per il piacere visivo di dipendenti, fornitori e visitatori, per creare un dialogo costante tra luogo di lavoro e bellezza che non può prescindere quando si tratta di moda. Soprattutto, anche per chi non è conoscitore, l’arte diventa così argomento di curiosità, di stimolo o semplicemente di conversazione.
Numerosi gli artisti contemporanei in collezione tra i quali Patrick Tuttofuoco, Stefano Arienti, Margherita Manzelli, Andrea Bowers, Massimo Kaufmann, Nicolas Party, Pae White, Latifa Echakhch, Gianni Caravaggio, Adrian Paci per citarne alcuni.
Nel corso della visita è stata molto apprezzata l’opera dell’artista coreano di Landscape Art, Lee Jaehyo, che ha realizzato un’installazione utilizzando, scegliendole e incidendole una ad una, le pietre del fiume Erno che scorre accanto all’opificio. L’istallazione ricostruisce al suo interno la conformazione del Lago Maggiore.
Al termine della colazione gli ospiti sono stati ricevuti, con molto interesse e piacere, nel negozio aziendale Herno a Lesa.




