Roma 2022 - Convegno Nazionale "Tecnologia e innovazione per una transizione energetica"

Questo apre, secondo me, un capitolo importante perché nell’immediato una delle cose che dovremo assolutamente fare, e noi come Terna ci impegneremo anche in termini comunicativi su questo, è adottare dei comportamenti che possano in qualche modo ridurre la domanda. Se noi riduciamo la domanda elettrica andiamo anche a vantaggio di un minor consumo degli stoccaggi di gas e quindi di un superamento, come diceva prima Claudio, dell’inverno che può essere più o meno critico a seconda delle situazioni che si verificheranno. Però gli accumuli intanto sono stati fatti, gli stoccaggi sono stati fatti. Da un altro punto di vista, guardandolo prospetticamente invece, il tema delle rinnovabili è molto importante perché se consideriamo i 70 gigawatt di gap, tradotti in metri cubi di gas corrispondono indicativamente a una cifra che si avvicina ai 27 miliardi di metri cubi di gas risparmiati che corrispondono, più o meno, ai 29 miliardi del gas russo che, fino a poco fa, erano quelli che importavamo e come ha detto Claudio, adesso siamo in grande calo. In termini numerici quindi se implementiamo la transizione energetica con le rinnovabili in Italia nei prossimi anni, rendiamo assolutamente superfluo quel quantitativo di gas, poi giustamente Claudio ha dimostrato come lo stiamo sostituendo in altra misura e Stefano ha raccontato come tecnicamente lo possiamo fare. Questi due aspetti non sono in contrasto perché mi piace molto l’affermazione che ha fatto Claudio Descalzi quando ha detto che sull’energia non dobbiamo essere tirchi. Noi dobbiamo pensare che il nostro posizionamento geografico, il fatto che l’Italia, anche elettricamente, forse pochi lo sanno, ha più di 20 interconnessioni internazionali, siamo collegati veramente con tutto ciò che ci circonda e prossimamente probabilmente ci collegheremo con il nord-Africa, che significa che l’Italia può davvero essere un Hub energetico sia per il gas sia per l’energia elettrica. Questi sono aspetti che devono correre in parallelo ovviamente privilegiando, nel medio lungo periodo, la transizione dal vettore idrocarburi al vettore generato dall’energia rinnovabile, ma senza abbandonare il gas. Diceva Descalzi che non è un’azione di due o tre anni. Ma assolutamente, è un'operazione da sviluppare in 20, 30 anni e forse non sarà mai completa al 100%. Tecnologia e innovazione per una transizione energetica 82

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