Civiltà del Lavoro, n. 3/2021

28 Civiltà del Lavoro giugno • luglio 2021 LA TRANSIZIONE ECOLOGICA corre sulla rete elettrica di Marco ZIGON ra i fattori che trainano la crescita di un paese, un ruolo di primo pia- no è certamente occupato dalla dotazione infrastrutturale. Investi- re in infrastrutture è in effetti il modo più efficace per accorciare le distanze tra i mercati e le persone, dare impulso all’economia, gene- rare posti di lavoro, aumentare reddito disponibile e stimolare nuo- vi consumi. Il risultato che ne deriva si riverbera sull’economia e la società di un paese, che per questa via diviene più moderno, più avanzato e più competitivo. Il caso italiano è particolarmente significativo. L’Italia sconta intatti annosi deficit riguar- danti le infrastrutture di connessione, sia fisiche che digitali. Le insufficienze che registra su questo fronte sono, secondo la gran parte degli osservatori, una delle cause che hanno determinato negli ultimi venti anni una crescita del Pil inferiore a quella dei principali com- petitors europei. La nostra nazione mostra una performan- ce inferiore alla media dell’Ue in tutti i principali indicatori di qualità delle infra- strutture. La Direzione generale Mobilità e trasporti della Commissione europea pubblica sul proprio sito un “tabellone” in cui ad ogni paese membro viene dato un punteggio in base a nove indicatori specifici, più uno generale. In quest’ulti- mo siamo al 17° posto su 28 paesi mem- bri. Ventesimi su 26 in fatto di efficienza dei servizi ferroviari; diciottesimi su 23 quanto a efficienza dei servizi portuali; ventesimi su 28 nella efficienza dei ser- vizi di trasporto aereo; diciannovesimi su 28 per qualità delle strade. L’Italia, uno dei paesi fondatori dell’U- nione, non può restare ancora a lungo la nazione che registra la più bassa crescita del Pil pro-capite in Europa. Anzitutto non può continuare ad essere il paese che manifesta il divario territoriale (Nord-Sud) più ampio dell’intera Eurozona, considerando tra l’altro che le ultime analisi rivelano scarti allarman- ti di qualità anche nell’istruzione, nella giustizia civile, nella sanità, negli asili, nell’assisten- za sociale, oltre che nel trasporto locale, nella gestione dei rifiuti, nella distribuzione idrica. Il tema del recupero del divario territoriale italiano è oggi argomento all’attenzione anche T Marco Zigon PRIMO PIANO

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