Civiltà del Lavoro, n. 2/2021

42 Civiltà del Lavoro marzo • aprile 2021 da remoto. Nonostante le difficoltà, questo smart working atipico ha contribuito a migliorare le competenze digita- li dei dipendenti (per il 71% delle grandi imprese e il 53% delle Pa), a ripensare i processi aziendali (59% e 42%) e ad abbattere barriere e pregiudizi sul lavoro agile (65% delle grandi imprese), segnando una svolta irreversibile nell'or- ganizzazione del lavoro. HOTELIFICATION Se cambiano le abitudini di lavoro, cam- biano anche i luoghi di lavoro e una delle tendenze in atto è la cosiddetta “hotelification”. Gli spazi dell'azienda comin- ceranno a somigliare a quelli diversificati delle hall di un al- bergo, prenotabili e flessibili. L’ufficio alveare lascia il posto ad hub più piccoli e più territoriali e se è vero che da una parte il datore di lavoro può risparmiare sugli spazi, dall'al- tra si tratta di investire sulla loro ristrutturazione. O sul trasloco in aree più centrali e attrattive: si andrà al lavoro soltanto se ne vale davvero la pena, magari appro- fittandone per frequentare anche la palestra dell'ufficio. Il lavoro a distanza diventerà una modalità accessibile libe- ramente anche quando gli uffici inizieranno a riaprire e que- sto avrà un forte impatto sul modello stesso delle città e c’è chi parla di città policentrica. Dati Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano PRIMO PIANO

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