Bologna 2021 - Convegno Nazionale "La grande transizione"

La grande transizione 90 ANDREA RIFFESER MONTI Credo ci voglia soprattutto un linguaggio nuovo. Io volevo pensare anche di parlare di transizione di civismo, perché la maleducazione che esiste in rete si ripercuote poi anche nel Paese. Quindi i giovani non credono più molto ai quotidiani. Se uno legge tutti i commenti che si trovano sotto Facebook, sotto notizie, vediamo che l’80% è contro i giornali. Perché c’è disinformazione, non c’è una considerazione. Quindi, prima di tutto, dobbiamo recuperare il senso civico, ma ai piani alti e bassi. Gli scontri devono essere degli incontri, perché se uno ha delle opinioni diverse, non si può alzare la voce o essere fuori luogo. Bisogna convivere e far capire che c’è anche una par condicio. Per esempio, è molto importante, secondo me, rappresentare che gli organi di stampa raccolgono tutte le opinioni, non solo alcune. I giornali di partito sono finiti, rimangono soli i giornali su Internet e sulla carta che possono rappresentare le opinioni di tutti. Quelli che vivono sul territorio. La notizia nasce da un paesino. La notizia nazionale, la notizia mondiale nasce sempre in un luogo dove c’è un collaboratore di un quotidiano che tira fuori la notizia, da Budrio, da Napoli, dal nostro tessuto provinciale locale. La notizia poi diventa nazionale. Quindi questo è importante per attirare di nuovo e per intercettare il mondo dei giovani. Credo di dimostrare che noi siamo degli editori equilibrati e abbiamo delle notizie che sono vere. Sfatare questa idea che noi vogliamo infondere o dare un credo nostro.

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