Roma 2022 - Convegno Nazionale "Tecnologia e innovazione per una transizione energetica"

con Confindustria. Però sarà un lavoro gigantesco di organizzazione, di ricerca di dati, perché i dati poi sono attendibili e fanno effetto se sono precisi. E noi? Noi avremo influenza sul credito, perché guardano il nostro rischio, i requisiti di capitale, la pianificazione strategica, gli investimenti e la gestione dei rischi. Accidenti, cosa sta per arrivarci addosso! E nei prossimi due o tre anni credo una valanga. Dobbiamo quindi prepararci a gestire i rischi ambientali ed energetici in modo diverso. In onore a Reza Arabnia, che ha fatto una delle riunioni preparatorie di questo convegno, ritengo di dovervi dire che penso che sull’automotive e sulla fine del motore a scoppio, sia ben difficile convincere l’Europa a cambiare la data del 2035. Tuttavia sono convinto che il governo provvederà a coadiuvare le imprese coinvolte nella transizione di questo settore, così come provvederà a coadiuvare le imprese e tutti gli altri energivori. È un sacrificio che sarà chiesto agli altri ma, secondo me, è impossibile che non avvenga. Primo: l’Italia è un grande Paese. Noi stiamo beneficiando in questo momento, come succede da dopo il Covid, di un’immagine e di una reputazione collettiva importante. Per mio conto, chiunque vinca e chiunque gestisca le elezioni dovrà essere incentivato a non cambiare questa situazione. Secondo: il Pnrr. Vi immaginate un governo, qualunque esso sia, che ci farà rinunciare a questo grande regalo del Pnrr perché non agisce come Draghi? Lo ritengo impossibile quindi, da quel lato, sono ottimista. Concludo, e non sono in contraddizione con Franco Bernabè. Ritengo, dall’accordo di Parigi e quant’altro, che la spinta data dai giovani che abbiamo in casa, dai più giovani, dai figli, dai nipoti, verso soluzioni innovative, nuove, verso grande attenzione alla sostenibilità, sia fortissima. Loro, i giovani ci portano una grande spinta. Questa grande spinta richiederà che da una parte, come ha detto Franco, noi spieghiamo loro come stanno le cose perché non si illudano, ma dall’altra la responsabilità individuale, personale e collettiva di riuscire 135 6. Conclusioni

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