Civiltà del Lavoro, n. 3/2022

quadro molto più velocemente di altri paesi. Nessuno di noi è contro questa normativa, o contro a decarboniz- zazione. Siamo tutti a favore dell’ambiente. il problema, come si è detto tante volte, è che la politica abbia indi- viduato sia il problema sia la soluzione. Meglio sarebbe se si ponesse il problema, lasciando spazio alla gente e all’iniziativa del mercato la capacità di trovare le solu- zioni nel rispetto delle regole”. L’Italia è tra le prime manifatture europee ad essere espo- sta al bando dei motori endotermici. Di fatto il sistema italiano produce più motori che autovetture, in gran par- te destinati all’export, con un contributo importante ad una bilancia commerciale positiva per quasi sei miliardi contro un saldo negativo per gli autoveicoli compreso tra i 7 e gli 8 miliardi. Nel dettaglio, la produzione di mo- tori si attesta intorno alle 630mila unità e la transizione, si sostiene, lascerà sul terreno 70 mila posti di lavoro. “Spesso – ha ricordato Bernabè – racconto ai politici un proverbio americano che dice che per realizzare qual- cosa ci vogliono il 2% di inspiration e il 98% di perspira- tion, cioè il 2% o il 5% di ispirazione, di fantasia impren- ditoriale e il 98% di fatica e sudore per mettere a terra il progetto”. Tra i partecipanti all’incontro anche Dario Voltattorni, direttore generale di Confindustria Lombardia. “Serve una task-force ristretta sull’automotive – ha sottolinea- to – in grado di costruire un piano concreto per la tran- sizione della filiera concentrato su strumenti di suppor- to, percorsi di riconversione e programmi di reskilling. Attualmente il Tavolo Auto del Ministero dello Sviluppo Economico è troppo ampio rischiando di risultare poco efficace”. Sulla necessità di rendere più incisivi i mecca- nismi chiamati a indicare proposte per governare me- glio la transizione di intere filiere produttive, interviene anche il Cavaliere del Lavoro Alberto Bombassei, patron di Brembo. “Senza nulla togliere alla bravura dei nostri ministri – ha affermato –in un momento così particola- re, come tutti abbiamo riconosciuto, forse sarebbe uti- le avere un commissario ad hoc”. Dal dibattito emerge la netta consapevolezza che si va verso un lungo periodo di prezzi elevati dell’energia. Per questo occorre avere una prospettiva nella quale tutti gli obiettivi di razionalizzazione, risparmio energetico, modi- fica delle filiere energetiche e, soprattutto di innovazio- ne, vanno accelerati. In chiusura il Cavaliere del Lavoro Giovanna Mazzocchi, presidente del Gruppo Lombardo, invita a riflettere sulla reazione dell’opinione pubblica ai cambiamenti in corso. “Fino a che la gente non subirà nel quotidiano dei disagi profondi difficilmente sarà portata a cambiare le proprie abitudini. Dobbiamo fare i conti anche con questa realtà, il che rende il quadro che ab- Ali Reza Arabnia ALI REZA ARABNIA è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 2014. È chairman e ceo della società Gecofin, holding di Geico, uno dei leader mondiali nella progettazione e fornitura alle case automobilistiche di impianti completi per il trattamento e verniciatura delle scocche auto, grazie anche alla partnership con la giapponese Taikisha. Insieme, Geico e Taikisha sono presenti in 30 Paesi con una rete di 45 sedi e 7 unità produttive, per un fatturato medio annuo di circa 3 miliardi di dollari e con 5000 dipendenti di cui 1000 ingegneri biamo di fronte ancora più complesso”. Si va verso un lungo periodo di prezzi elevati dell’energia. Per questo occorre avere una prospettiva nella quale tutti gli obiet- tivi di razionalizzazione, risparmio energetico, modifica delle filiere energetiche e, soprattutto di innovazione, vanno accelerati. “Nell’economia circolare – ha spiega- to Bernabè – uno dei temi fondamentali è quello dei bio- carburanti e dei carburanti sintetici. Credo che ci sia un potenziale di innovazione sui carburanti sintetici e i bio- carburanti che consente ai motori endotermici di ave- re una vita più lunga di quella che si prevede in Europa con un’economia circolare pienamente corrispondente alle esigenze di risparmio energetico dell’Unione Euro- pea. È chiaro che, se i biocarburanti si fanno con l’olio di palma, siamo marginalmente in un’economia circola- re, ma se si fanno da colza, se si fanno da riciclaggio di oli esausti, o da utilizzo di CO2 con processi innovativi, c’è uno spazio enorme di innovazione che va esplorato e utilizzato”. (C.F.) 61 FOCUS Civiltà del Lavoro giugno • luglio • agosto 2022

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