Civiltà del Lavoro, n. 2/2021

Collaboratori in fase di controllo e industrializzazione Operatore durante una fase di controllo del telaio le del mercato del lavoro, in Italia, vadano profondamente modificate sotto molti aspetti. Per esempio, sono stato fin da subito fortemente contrario al blocco dei licenziamen- ti. Non solo perché limita la libertà dell’iniziativa economica privata, ma anche perché non risolve i pro- blemi e soprattutto perché si traduce in un colossale spreco di risorse che si sarebbero potute investire in ben altro modo. Strumenti come Reddito di Cittadi- nanza e cassa Covid non forniscono alcuna prospettiva futura al lavora- tore, non prevedono reinserimento professionale né riqualificazione. Perciò la mia proposta è costituire un’Agenzia pubblica per la Forma- zione e Riconversione Professiona- le: un organismo agile, gestito con criteri privatistici e integrato dal sistema imprenditoriale che abbia lo scopo di realizzare nelle aziende una formazione effettiva delle per- sone, in base alle esigenze concrete e attuali del mondo produttivo. Cas- sintegrati e NEET passerebbero alle dipendenze dell’Agenzia, percepi- rebbero un reddito pari a quello che ricevono ora e sarebbero obbligati alla frequenza dei corsi (pena la per- dita del salario di formazione). Al termine, con le competenze acqui- site, magari anche con un titolo che riconosca la formazione ricevuta, sarebbero immediatamente impie- gabili nel mondo del lavoro. Un progetto non facile, ma che po- trebbe aprire uno sbocco vero a chi rischia di perdere il lavoro, o lo ha già perso. E che guarda al futuro post-pandemia, a un mondo sempre più tecnologico e digitale. Un primo passo per adottare anche in Italia il modello della formazione continua, che è l’obiettivo di politiche attive del lavoro davvero efficaci.

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