Civiltà del Lavoro, n. 6/2019

Civiltà del Lavoro dicembre 2019 79 Il mondo dei Cavalieri del Lavoro esprime il meglio dell’im- prenditoria italiana, realtà spesso impegnate su mercati internazionali segnati da un tasso di competizione eleva- tissimo. Tutto questo mentre il dibattito pubblico italia- no, alimentato anche da alcune forze politiche, è spes- so segnato da una cultura contraddittoria nei confronti del mondo produttivo. Come vive questa situazione? Fortunatamente la mia azienda esporta più dell’80% del- la produzione e non lavorando con le istituzioni pubbliche non è toccata da questo problema. Certo è che tanto più le istituzioni politiche si renderanno conto che un mondo di produttori forti e un mercato del lavoro in crescita è un bene per l’intero Paese, tanto più l’I- talia potrà crescere e creare le condizioni anche per attrar- re investitori esteri che stanno progressivamente lascian- do il nostro Paese. Come giudica la propensione all’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano? Da sempre l’Italia è stata un grande esportatore, in parti- colare la regione Veneto, dove la Piovan ha il proprio quar- tier generale, ha prosperato ed è cresciuta proprio grazie alla forte propensione all’internazionalizzazione delle pro- prie aziende. Questo è stato sicuramente il fattore determinante di cre- scita in questo ultimo decennio. Ricorda il suo primo pensiero quando ha saputo della nomina a Cavaliere del Lavoro? Sicuramente una grande soddisfazione, un riconoscimento per tutti i collaboratori che hanno contribuito al raggiungi- mento di questa importante onorificenza.

RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=