Civiltà del Lavoro, n. 4-5/2019

54 Civiltà del Lavoro novembre 2019 SPECIALE L’obiettivo più alto: migliorare la qualità della produzio- ne, abbattere i costi, innovare i processi, per rendere la ma- nifattura europea più competitiva. I PROGETTI PER LA FORMAZIONE E IL TRASFERIMEN- TO DELLE COMPETENZE. Importantissimo, a nostro av- viso, il tema della formazione e della crescita culturale, unita inscindibilmente con l’evoluzione della tecnologia e la digi- talizzazione dei processi. Su questo fronte vengono portati avanti progetti come BI- VEE (Business Innovation in a Virtual Enterprise Environment, 2011-2014), che sviluppa un framework, ovvero un ambien- te software che includa principi, modelli di business e best practice aziendali, per promuovere l’innovazione negli am- bienti aziendali virtuali. PARIDE (Pattern recognition in de- fect evaluation for on-line quality control, 2001-2003), è un Marie Curie Industry Host Fellowship, ovvero un progetto per la formazione di ricercatori europei che hanno lavora- to intorno alle tematiche delle nuove tecnologie di pattern recognition applicate al controllo qualità. In questo proget- to abbiamo avuto la possibilità di ospitare tre ricercatori da diversi paesi europei. Con il progetto DA.RE . (DAta Science pathways to Re-ima- ge Education, 2016-2019); abbiamo contribuito a servire l’industria e i cittadini in Europa creando nuovi percorsi di scienza dei dati per re-immaginare l’istruzione e la forma- zione. Se la fabbrica del futuro sarà sempre più caratterizza- ta dalla presenza del digitale e della connettività nell’intero processo produttivo, è necessario avere figure professio- nali competenti capaci di concretizzare concetti come Big data, Internet of things, cloud computing, machine learning e data analytics. In particolare, per quanto attiene i Big da- ta, la domanda di figure professionali esperte di dati, i co- siddetti data scientist, è cresciuta di dodici volte nel corso degli ultimi venti anni. Le linee guida che vengono dall’Europa sullo sviluppo dell’in- dustria, sulla sostenibilità, sulla formazione, sulla creazione di un ecosistema europeo di innovazione sono assolutamen- te coerenti con il nostro approccio all’innovazione come comportamento, come rete che abbraccia sia la comunità scientifica internazionale che quella territoriale. In Loccioni queste linee guida si traducono in sfide che coinvolgono mercati e clienti e diventano lavoro e valo- re per un territorio che ha bisogno non solo di commes- se, ma anche di una formazione culturale e manageriale di più ampio respiro. Allo stesso modo le esperienze innovative sviluppate nell’im- presa possono essere una testimonianza funzionale alla dis- seminazione di buone pratiche di cui l’Europa si fa carico. È il caso del progetto “Play Factory”, un percorso di svi- luppo della cultura del design portato avanti dal designer giapponese Isao Hosoe in Loccioni e utilizzato nel proget- to “Design4Enterprises”, un progetto finanziato dall’EASME (Executive Agency for SMEs, ndr), l’organismo dell’Ue che si occupa di sviluppo delle Pmi, con l’obiettivo di formare i dirigenti delle Pmi europee all’uso del design come stru- mento di sviluppo. Anche sul tema dell’Open Innovation la nostra impresa ha svolto il ruolo di testimonial dell’approccio teorizzato da Chesbrough, non solo perché inserita nella traduzione ita- liana del suo libro cult a cura della Scuola Sant’Anna di Pisa, ma in quanto l’apertura e la spinta creativa hanno segnato nella nostra storia la nascita di diversi spin off, imprese che sono nate o cresciute grazie a sfide e innovazioni che non trovavano applicazione al nostro interno. I PROGETTI PER FRONTEGGIARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO. Un filone di grande importanza per la nostra impresa è stato quello di Europa 2020. Nel 2005 abbiamo raccolto la sfida e lanciato il progetto “Leaf Community”: seguendo le linee guida europee sulla riduzione delle emis- sioni di gas serra, i laboratori Loccioni si sono trasformati nella prima comunità ecosostenibile in Italia, dove si vive in case a impatto zero, ci si muove con mezzi elettrici, si stu- dia in una scuola a energia solare, si parte da una stazione innovativa, si lavora, ci si cura, si fa ricerca in edifici sicuri e confortevoli, alimentati da fonti rinnovabili, grazie alla mi- cro-grid energetica intelligente. Un laboratorio a cielo aper- to in cui grandi nomi internazionali, (Enel, Samsung, Nissan, Eon, Schneider, ...) sperimentano soluzioni per la sostenibi- lità ambientale, economica e sociale. Il progetto oggi ha di gran lunga superato l’obiettivo del 20% di riduzione delle emissioni di CO 2 , 20% di produzione

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