Civiltà del Lavoro, n. 4-5/2019

12 Civiltà del Lavoro novembre 2019 SPECIALE Coraggio e ambizione per BATTERE i sovranismi rato l’Europa economica non basta più, non bastano “le po- licies senza la politics” ha detto nella sua relazione Angelo Panebianco, che ha criticato la decisione di non sottoporre la Costituzione europea (bocciata dai francesi) a un unico referendum europeo. Per acquisire ruolo politico e ribadire le proprie ragioni, l’Europa dovrebbe concentrare le com- petenze nella difesa dei confini, nel mercato e unico e nel- la difesa comune, e dare maggiori poteri alla Commissione rispetto al Consiglio, espressione dei governi. IL FUTURO. L’Europa ha raggiunto enormi successi: 23 tri- lioni di dollari di Pil, superato solo dai 25 della Cina contro i 20 degli Stati Uniti, l’euro ormai accettato in tutto il mon- do, che rappresenta il 30% del paniere del Fmi contro il 41% del dollaro. Ma per proiettare nel futuro questi successi , ha detto Alberto Quadrio Curzio, occorre un rilancio struttura- le che richiede: il recupero di “sovranità tecnologica” nelle innovazioni di punta; il superamento delle differenze terri- toriali; il lancio di un grande piano di investimenti, soprat- tutto nella sostenibilità, per colmare il gap di 4.400 miliardi accumulato negli ultimi 11-12 anni. Per questo occorre raf- forzare il bilancio europeo (pari solo all’1% del Pil, contro il 27% degli Usa e il 30% della Germania) con l’emissione di eurobond, che potrebbero essere emessi subito dal Fondo Salva Stati a tassi bassissimi e potrebbero essere acquistati da soggetti internazionali, come la Cina, che non compra- no titoli dei singoli paesi europei. IL DIBATTITO. Su queste relazioni si è sviluppato il dibat- tito che ha ruotato su due temi: quale identità per l’Euro- pa e come rilanciare la competitività europea. Sull’identità c’è chi ha rivendicato le radici giudaico-cristiane dell’Europa (monsignor Paglia), chi ha suggerito (Maffettone) di non ri- vendicare primati etico-religiosi, proponendo invece i dirit- LE RADICI. Partendo dalle sette peculiarità dei paesi euro- pei (la presenza di croci, l’urbanistica con al centro la piazza, l’alfabeto, la densità di immagini iconiche, la raffigurazione umana, il suono delle campane, le vestigia antiche) Ernesto Galli della Loggia ha indicato le radici dell’Europa, creatrice del diritto, dello Stato nazionale e della parità uomo-donna, ma anche i limiti dell’europeismo, che ha trascurato storia e memoria e ha sottovalutato le nazioni e l’identità cultu- rale per concludere: “In politica i fatti non bastano, biso- gna parlare al cuore e al sangue degli europei se vogliamo battere i sovranismi”. LE RAGIONI. L’Europa, insieme agli Stati Uniti, ha garantito oltre 70 anni di pace. Ma nei nuovi equilibri mondiali non è sufficiente la moneta unica, occorre anche un maggiore impegno per la sicurezza, sia verso Est (Ucraina docet) sia verso Sud (Siria e Libia). L’ideologia tecnocratica che ha ispi- di Paolo MAZZANTI Le peculiarità della cultura europea e l’esigenza di un ruolo più politico per la Ue. Il dibattito tra identità giudaico-cristiana e difesa dei diritti kantiani liberali. Il rilancio della competitività europea, anche con l’emissione di eurobond per finanziare infrastrutture continentali e sostenibilità ambientale

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