Civiltà del Lavoro, n. 1/2018

UN VOLUME della Divina Commedia in bella vista, accanto l’Iliade e l’Odissea e poi ancora Guerra e Pace, Ma- dame Bovary, I Miserabili. Se è vero che i classici non smettono di darci una prospetti- va sul mondo, è anche vero che possono suggerirci la pro- spettiva che del mondo ha chi li possiede. È il caso del presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping. Come di consueto anche quest’anno Xi Jinping ha tenuto il discorso di auguri alla nazione seduto alla sua scrivania e poiché nella preparazione di questi eventi nul- la è casuale, men che meno la disposizione dei libri alle sue spalle, osservatori e analisti hanno sottolineato la pre- senza di numerosi capisaldi della cultura occidentale sugli scaffali della libreria presidenziale. Come mai? Al netto della nota passione di Xi per gli auto- ri stranieri, si tratta di un segnale di vicinanza all’Occiden- te e in primis all’Europa, punto di approdo delle nuove Vie della Seta. Lanciata nell’autunno del 2013 da Xi Jinping nel corso di due visite ufficiali in Kazakistan e Indonesia, la “Belt and Road Initiative” (Bri) è il più grande programma al mondo in termini di infrastrutture: 64 paesi coinvolti oltre alla Cina (circa 4,5 miliardi di persone), quasi mille miliardi di dol- lari di investimenti per più di 900 progetti di nuove infra- strutture che promettono di ridefinire gli snodi dei traffici commerciali globali dei prossimi decenni. » DOSSIER INCHIESTA PRIMO PIANO

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