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SINTESI IN PRIMO PIANO – 16 maggio 2018

16.05.2018

IN EVIDENZA SUI MAGGIORI QUOTIDIANI

M5S – Lega, segnali di ottimismo sull’intesa di governo.
– M5S – Lega, spunta la bozza di accordo, tensioni con l’Europa.
– Gaza, le vittime palestinesi salgono a 63. Anche un neonato di 8 mesi ucciso.

PRIMO PIANO

Politica interna

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  E.Bu. 
Titolo: Caos tra M5S e Lega, poi l’ottimismo I leader: «Stiamo per chiudere»
Tema: M5S – Lega

Giornata convulsa nel fronte del confronto tra M5S e Lega. Matteo Salvini in serata via Facebook annuncia: “Siamo al tratto finale: se riusciremo a trovare un punto di equilibrio tra Lega e centrodestra e M5S si parte”. Gli fa eco Luigi Di Maio: “Ci siamo sentiti e ci siamo visti. Queste sono giornate importanti. Domani forse riusciamo a chiudere il contratto di governo e poi da lì parte. In 6 giorni stiamo scrivendo il programma di 5 anni”. La svolta pare essere arrivata dopo un chiarimento tra i due leader: in ballo temi pesanti, come l’Europa, e la questione premiership. Ma i tempi rimangono lunghi, anche alla luce delle rispettive consultazioni con l’elettorato, previste nel fine settimana. Intanto l’Huffington Post ha pubblicato una bozza del programma di governo, che conterrebbe la richiesta alla Bce di cancellazione del debito e un piano per rivedere la politica monetaria unica. M5S e Lega dicono però che si tratta di una vecchia versione del programma.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Lopapa Carmelo 
Titolo: Premier, l’ultima carta per evitare il flop è la staffetta M5S-Lega
Tema: M5S – Lega

Dopo un’ora di faccia a faccia tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio a Montecitorio, la trattativa tra M5S e Lega potrebbe essere ad una svolta. Se le due parti si accorderanno, nelle prossime 48 ore, lo stallo finora apparso insuperabile sulla scelta del premier verrebbe infatti superato: Salvini avrebbe accettato l’ipotesi di una staffetta per il ruolo del premier, mentre a Di Maio sarebbe stato chiesto di non essere lui l’esponente del movimento a ricoprire la carica di capo del governo. I due leader concordano però su un punto: il nome deve essere un politico “eletto dai cittadini”, e non un tecnico. Dopo una giornata di tensioni, traspare quindi ottimismo. Restano aperti tre nodi ancora, tutt’altro che secondari: divergenze sulle grandi opere, sull’immigrazione e soprattutto sulla revisione dei trattati Ue e il superamento dei vincoli comunitari sui conti pubblici.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Buzzi Emanuele – Cremonesi Marco 
Titolo: Il retroscena – La faccia scura di Matteo e poi la svolta – Salvini forza la mano a Di Maio Il piano per la staffetta di governo
Tema: M5S – Lega

Evitata in extremis la rottura tra M5S e Lega nel corso della giornata di ieri. Si avvicina l’ipotesi d staffetta tra i due leader per il ruolo di premier. II momento della svolta arriva pochi minuti dopo le 18. I leghisti sono furiosi con i possibili alleati dopo le parole giunte da Bruxelles. Salvini, da subito dopo il confronto con Mattarella, ha scelto la linea dura per chiudere la trattativa. Il M5S prima reagisce con altrettanta durezza, poi riapre la trattativa, fino all’incontro de due leader di ieri sera.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Franco Massimo 
Titolo: Il commento – I pasticci, le montagne russe e la voglia di intesa – Pasticci e voglia di intesa
Tema: M5S – Lega

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno imbastito una trattativa che somiglia piuttosto a una corsa su montagne russe avvolte dalla nebbia e senza controllo. Eppure sembra che avanzi verso un esito positivo, benché quanto è avvenuto ieri trasmetta una sensazione di caos che allarma. Il Movimento Cinque Stelle ha annacquato la sua recente conversione all’europeismo, per unirsi alla Lega contro «l’Europa dei non eletti», preoccupata dalla richiesta di Salvini di avere «mani libere» in tema di immigrazione. E in serata, è circolata di nuovo l’idea di una «staffetta» a Palazzo Chigi tra il leader del Carroccio e quello del M55 in nome di un patto di legislatura: una soluzione pasticciata da Prima Repubblica per inaugurare la Terza. Si accredita la chiusura del famoso «contratto» addirittura oggi; e domani, sembra, si potrebbe finalmente conoscere il nome del candidato premier. Eppure la parola più usata, nelle ultime ore, è stata «trappola». Chi diffida della Lega, sostiene la tesi che Di Maio sta finendo nelle maglie di un’astuta manovra di Salvini. Gli avversari dei grillini, invece, avvertono il leader del Carroccio di non addentrarsi in una trattativa che lo ingabbia.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Trocino Alessandro 
Titolo: Una bozza allarma i mercati – La bozza è un caso: la Bce cancelli 250 miliardi di debito
Tema: M5S – Lega

Discussioni attorno alla bozza di programma politico M5S – Lega, diffuso ieri dall’Huffington Post. Nonostante i due partiti abbiano spiegato che si tratta di una vecchia versione, dal documento, datato 14 maggio, si possono però ricostruire alcuni temi fondanti della trattativa, dalla richiesta alla Bce di cancellazione del debito, alla messa in discussione (poi smentita) della moneta unica. Ci sono altri punti che rappresentano novità nella bozza, non smentiti. II più clamoroso è il Comitato di conciliazione, un organismo extracostituzionale che avrà il compito di dirimere le controversie nate in seno al governo. In caso di dissidi gravi, sarà convocato il Comitato che sarà composto dal premier, dai due leader di Lega e M5S, dai capigruppo di Camera e Senato e dal ministro competente per materia. Nel testo pubblicato, i 5 Stelle portano a casa una formulazione sul conflitto di interessi che di certo non piacerà a Silvio Berlusconi. E molti punti nel capitolo giustizia: dalla riforma della prescrizione alle leggi anticorruzione, a una filosofia securitaria che prevede un inasprimento delle pene, un aumento delle carceri e dei tribunali e la sterilizzazione delle misure alternative.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Cuzzocrea Annalisa 
Titolo: “Fuori dall’euro e debiti cancellati” E spunta un consiglio dei ministri bis
Tema: M5S – Lega

Ieri l’Huffington Post ha pubblicato una bozza del contratto di governo in discussione tra M5S e Lega, contratto che prevede la richiesta all’Europa di cambiare, rivedere i trattati, permettere agli Stati membri di uscire dall’euro, e alla Bce di cancellare 250 miliardi di titoli di Stato. I temi hanno provocato un terremoto politico, e hanno palesato i punti di contrasto tra M5S, più cauto sui temi comunitari, e Lega, decisa a presentarsi fino in fondo anti-sistema. In serata i due partiti con una nota spiegano che la bozza diffusa è una versione vecchia, e che nel programma in discussione non è prevista alcuna uscita dall’euro. È stato il Movimento a chiedere di ammorbidire quella parte. Ed è stata la Lega a cedere in nome di altre concessioni: sul blocco degli sbarchi, le restrizioni sulle moschee, i rimpatri forzati, l’estensione della legittima difesa domiciliare, la “flat tax”, seppure a due aliquote.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  D’Argenio Alberto 
Titolo: Di Maio e Salvini uniti contro l’Ue Governo, torna l’ipotesi staffetta – La Ue avvisa Lega-M5S “Rispettate le regole” Salvini: “Siete abusivi”
Tema: M5S – Lega

Segnali di nervosismo dall’Europa per la direzione che starebbe prendendo un possibile governo M5S – Lega. Ieri le dichiarazioni dei due vicepresidenti della Commissione europea, gli ex premier di Lettonia e Finlandia Dombrovskis e Katainen, hanno ben rappresentato il timore di Bruxelles, soprattutto sul tema migranti. Se Roma creasse un blocco navale facendo asse ad esempio con Austria, Polonia ed Ungheria, l’Europa sarebbe costretta allo scontro, col pericolo di paralizzare l’attività politica dell’Unione. Roma si troverebbe isolata su tutti i dossier e sui migranti perderebbe la sponda di Berlino e Bruxelles, con il rischio di vedere approvate nuove regole (care proprio a Visegrad) che ci penalizzerebbero per anni. La preoccupazione Ue è poi amplificata dall’assenza di qualsiasi contatto informale con Lega e M5S. Ad ogni modo il redde rationem al più tardi arriverà a ottobre: se Di Maio e Salvini faranno il governo e attueranno le loro ricette economiche, sarà guerra totale, con procedura per deficit e scossoni sui mercati.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Martirano Dino 
Titolo: La Ue avverte su conti pubblici e migranti
Tema: Europa

In un solo giorno arrivano in rapida successione tre bordate sulla possibile maggioranza giallo-verde: dall’Unione Europea, dal Financial Times e dalla Confindustria. Nel mirino gli  annunci accumulati in 74 giorni di nulla di fatto da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini che, seppure con toni diversi, hanno poi rispedito alla Ue gli avvertimenti lanciati all’Italia sul rispetto dei vincoli di bilancio e sulla politica dell’immigrazione. A Bruxelles, il commissario Ue Dimitris Avramopoulos ha risposto così alle domande dei giornalisti: “Speriamo che” col nuovo governo in Italia “non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”. Queste parole, però, sono state reputate inaccettabili da Salvini che a Di Maio ha chiesto “mani libere per la Lega sull’immigrazione”: “Dall’Europa arriva l’ennesima inaccettabile interferenza di non eletti. Noi abbiamo accolto mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti”, ha detto il segretario della Lega. Invece, Di Maio ha scelto una formula generica per replicare a Bruxelles: “Più eurocrati ci attaccano più ci motivano”.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Fubini Federico 
Titolo: Il commento – Se si scherza con il fuoco
Tema: Europa

Gli italiani che hanno votato Lega e M5S sono in maggoranza anche i depositari di 5.300 miliardi di ricchezza privata, che comprendono anche quasi 1.800 miliardi di risparmi spesso sudati in generazioni di lavoro, che dipendono tutti dalla tenuta del debito pubblico perché lo Stato possa pagare i loro stipendi o perché il fido e il mutuo in banca abbiano tassi sopportabili.  Da questi milioni di elettori non viene una richiesta, né una delega, a giocare con il fuoco. A instillare il dubbio che il risparmio degli italiani possa essere convertito in una moneta votata a perdere valore. A far planare l’ipotesi che il governo scelga di non onorare interessi e scadenze dei titoli di Stato acquistati. Se quei dubbi fossero fatti ridestare nei risparmiatori italiani e negli investitori esteri, sappiamo cosa accadrebbe. Dalla Catalogna sono uscite centinaia di imprese in pochi giorni, quando si è affacciata l’ipotesi di una secessione dalla Spagna e dunque dall’euro: non volevano che la loro tesoreria fosse convertita in una moneta risibile. Dalla Grecia sono uscite decine di miliardi di euro di risparmi, quando nella prima metà del 2015 il governo di Alexis Tsipras sembrava mettere in dubbio il futuro del Paese nell’euro.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Bonanni Andrea 
Titolo: Il commento – Bruxelles al limite della pazienza
Tema: Europa

Il contratto tra M5S e Lega mette nel mirino l’Europa. E qualcosa deve essere giunto anche alle orecchie di Bruxelles, se ieri ben tre commissari ieri hanno sentito il bisogno di rompere la consegna del silenzio e mettere in guardia l’Italia sul fatto che “le regole europee vanno rispettate da tutti”. La raccomandazione, che riguarda sia la tenuta dei conti pubblici sia la futura politica verso i migranti, ha suscitato l’indignazione degli interessati contro “le intromissioni dei burocrati”. Ma Bruxelles avverte che se l’Italia pensa di lanciare una crociata per cambiare i trattati e le regole di governance economica della Ue, il neo governo si troverà completamente isolato. Come si trovò completamente isolato, sull’orlo della bancarotta e dell’espulsione dall’euro, il governo populista greco, che voleva ribaltare la politica di rigore prima di fare dietrofront e accettare tutti i diktat dell’Europa.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  De Marchis Goffredo 
Titolo: Il retroscena – Berlusconi: “Se Salvini fallisce accetti il governo di tregua”
Tema: Berlusconi
La posizione di Silvio Berlusconi rispetto all’alleanza Salvini – Di Maio è di netta opposizione. “Farò di tutto per far saltare quell’intesa, che è un danno per il Paese” dice ai suoi l’ex Cavaliere, che però per il momento tiene ferma la linea della non belligeranza o meglio del via libera alla trattativa senza che il centrodestra per questo sia dichiarato morto e sepolto. Berlusconi  ha fatto sapere che in questo momento si sente rappresentato appieno dalla rotta indicata da Renato Brunetta. Non solo negli attacchi durissimi contro Salvini, ma soprattutto nella descrizione dei passaggi dei prossimi mesi. Ieri l’ex capogruppo ha dettato l’agenda, in caso di fallimento tra i due. “L’incarico deve essere dato a Salvini, con un preincarico, per trovare i voti necessari in Parlamento. Altrimenti sarà necessario un passaggio elettorale magari non subito, magari nella prossima primavera. È l’unica ipotesi possibile. Lo stanno dimostrando i nostri eroi che non stanno trovando un accordo su nulla” ha detto a Radio Anch’io.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Livini Ettore 
Titolo: Il retroscena – Gli interessi del Cav convitati di pietra al tavolo gialloverde
Tema: Berlusconi

Il convitato di pietra delle trattative di governo, il neo-candidabile Silvio Berlusconi, assiste al travagliato parto dell’esecutivo gialloverde consapevole che in ogni caso Forza Italia ne uscirà bene, e che Salvini ha il chiaro mandato di tutelare gli affari di famiglia. Berlusconi ora è infatti concentrato a gestire il rilancio di Mediaset, sfuggita grazie all’accordo con Sky all’assedio di Vivendi, e la partita giudiziario-finanziaria di Mediolanum, oltre al riassetto dei poteri forti nazionali che il Biscione monitora dal palco privilegiato di Mediobanca. Un risiko dove la sua riabilitazione politica potrebbe alla fine tornargli molto utile. Il dossier più delicato, come sempre, è quello delle televisioni. L’intesa con Sky ha eliminato la zavorra della pay-tv, costata 850 milioni di perdite in 13 anni e i conti sono in sicurezza. L’incertezza politica ha però soffocato la ripresa della pubblicità (a marzo è calata del 3%). E Silvio, saltata l’alleanza con Vivendi, deve rivedere da zero le sue strategie, decidendo nei prossimi mesi come riposizionare Mediaset nel processo di convergenza tra media e tlc.
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Economia e finanza

Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Cremonesi Marco 
Titolo: Intervista a Claudio Borghi – «Nell’intesa vogliamo certezze Non possiamo ritrovarci soli quando l’Europa dirà i suoi no»
Tema: Contratto M5S – Lega

Intervista a Claudio Borghi della Lega, uno dei protagonisti della trattativa con il M5S e convinto sostenitore della necessità di ridiscutere gli accordi comunitari: “II punto è questo: se il governo con i 5 Stelle prenderà il via, sarà una cosa che ci vedrà abbastanza soli rispetto alle attuali forze in campo. Noi vogliamo la sicurezza che loro siano consapevoli che la strada è quella e che si deve perseguire con tutta l’energia necessaria”. E ancora: “Al tavolo del contratto tutti si dicono d’accordo sul fatto che alcuni trattati europei siano da cambiare. Noi vogliamo da loro la certezza che ci saranno anche quando tutti ci diranno di no. Perché ci diranno di no”. Prosegue Borghi: “Noi siamo molto convinti di essere nel giusto e siamo sempre meno isolati. Stavo leggendo sul Telegraph un articolo molto interessante: se tutte le ricette europee hanno portato l’Italia alla crescita zero, non è che avranno ragione quei matti dei leghisti? Del resto, anche Trump prima era un innominabile. La verità è che c’è un’Unione Europea che non ha ancora capito che le cose sono cambiate. Ma è anche un discorso di democrazia”.
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Testata:  Stampa 

Autore:  Baroni Paolo 
Titolo: Intervista a Vincenzo Boccia – Boccia: aumentare ancora il deficit porterebbe il paese allo schianto
Tema: Contratto M5S – Lega

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia si dice preoccupato per lo stallo politico e torna a chiedere una “politica economica forte” per avere più crescita, aumentare l’occupazione e ridurre il debito: “Il programma di Lega e 5 Stelle? Per ora siamo ai titoli, di certo però è sbagliato immaginare di aumentare il deficit e di azzerare le grandi opere”, dice Boccia, che prosegue: “All’Italia occore dare centralità a occupazione e imprese. Noi alle assise di Verona abbiamo indicato tre obiettivi: lavoro, più occupazione a partire da quella giovanile, quindi crescita e riduzione del debito pubblico. A cui poi si è aggiunto il Patto per la fabbrica siglato con Cgil, Cisl e Uil che attraverso la riduzione del cuneo fiscale e una rilevante detassazione dei premi di produttività pone le condizioni per aumentare i salari e assicurare più competitività alle imprese”. Nel contratto M5S – Lega “manca l’idea di quale Paese vogliamo costruire. E poi non si è capito con quali risorse vogliamo realizzare i programmi di cui si parla. Ma soprattutto andrebbe proprio cambiato il modello con cui sia in Italia che in Europa si procede: a nostro parere prima si definiscono gli effetti sull’economia reale che si vogliono realizzare, quindi si indicano gli strumenti di cui il Paese ha bisogno e infine si indicano le risorse necessarie e l’impatto sul bilancio. Partire Attuare una politica solo redistributiva scaricando i costi su lavoro e impresa è un grave errore dalle promesse senza curarsi degli effetti sull’economia prescindendo dal nodo risorse invece è un grande errore”.
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Testata:  Mf 
Autore:  Cabrini Andrea 
Titolo: Intervista a Carlo Cottarelli – Cottarelli: programma carissimo
Tema: Contratto M5S – Lega
Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review e attuale direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, ritiene il contratto in discussione tra M5S e Lega “carissimo”: “La flat tax comporterebbe un cambiamento della distribuzione del reddito verso i più ricchi e questa è una scelta politica. Avrebbe il vantaggio comunque di semplificare il complicato sistema tributario italiano, soprattutto nel caso venisse finanziata con la riduzione o l’eliminazione di molti degli sconti fiscali, delle detrazioni e delle deduzioni”. Sul reddito di cittadinanza: “Nella sua versione più economica costerebbe trai 15 e 17 miliardi di euro, che non è poco”. Infine sulle reazioni dall’Europa: “Penso ci sia un po’ di preoccupazione per l’Italia ma non per l’immediato; i mercati finanziari sono tutto sommato tranquilli”.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Ginori Anais 
Titolo: Intervista a Bruno Le Maire – “Nessuno specula su di voi ma ormai l’Unione ha pochi mesi per fare le riforme”
Tema: Contratto M5S – Lega

Il ministro dell’Economia Bruno Le Maire rimane prudente sull’ipotesi di un governo gialloverde: “Aspettiamo di vedere. È presto per fare speculazioni, dice. “Siamo in una fase cruciale. Quel che si deciderà nelle prossime settimane”. Il ministro fa capire di esser preoccupato, tra resistenza passiva dei paesi del Nord, tentennamenti della Germania, una Spagna fragilizzata dalla crisi catalana e l’Italia che è la grande assente dei negoziati. “L’eurozona non può sopravvivere così – avverte – le divergenze tra gli stati membri sono troppe”.
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Testata:  Sole 24 Ore
Autore:  Bufacchi Isabella 
Titolo: Allarme Pil in Germania: in tre mesi si ferma a +0,3% – La Germania frena più del previsto
Tema: Germania

II vigoroso ciclo di crescita della Germania, il più lungo dal 1991 post-riunificazione segnato da 15 trimestri consecutivi in rialzo, inizia a mostrare segni di un leggero affaticamento. Nei primi tre mesi del 2018l’economia in Germania è cresciuta dello 0,3%, la metà rispetto allo 0,6% dell’ultimo trimestre nel 2017, ha detto ieri Destatis, l’istituto di statistica federale. L’avvio del 2018 è risultato lievemente inferiore alle attese prevalenti degli analisti, che davano lo 0,4%, ma il rallentamento rispetto all’ultimo po- deroso semestre del 2017 era previsto, un tale ritmo di crescita non era più considerato “sostenibile”. La Germania ha confermato così ieri quello che molti si attendevano, di aver toccato il picco di crescita e di mostrare ora una moderazione: sul 2018 resta l’ottimismo di una crescita del Pil come minimo de12%, la stima del governo guidato da Angela Merkel resta al 2,3 per cento. La stampa tedesca ieri si do- mandava se l’andamento del Pil nel primo trimestre 2018 sia l’inizio della fine del boom economico oppure l’avvio della “normalizzazione”. A frenare l’allarmismo sono state le componenti negative di carattere temporaneo: un inverno molto rigido, un’influenza aggressiva, lo sciopero di IG Metall, il calendario con la festività di Pasqua.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  D’Argenio Alberto 
Titolo: L’abbraccio tra Ue e Teheran per salvare imprese e petrolio
Tema: USA – Iran

Europa unita nel l’accordo sul nucleare iraniano boicottato da Donald Trump. Ma a complicare il quadro le nuove sanzioni annunciate dagli Usa contro il governatore della Banca centrale iraniana mentre Mosca non esclude che la stessa Teheran possa uscire dall’accordo dopo il ritorno delle sanzioni americane. Esattamente quello che gli europei vogliono evitare. Per questo si studiano le misure tecniche e giuridiche per difendere le aziende del continente che continueranno a lavorare con l’Iran dalle sanzioni di secondo livello annunciate dalla Casa Bianca. Oggi le diverse strade su cui lavora l’Unione saranno discusse dalla Commissione europea a Bruxelles e quindi nella cena dei capi di Stato e di governo dei Ventotto a Sofia, dove domani si terrà un vertice tra Ue e Balcani. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha auspicato che i Ventotto confermino l’impegno sul Jcpoa “fino a quando l’Iran rispetterà ciò che è previsto dall’accordo”. Zarif nel chiuso degli incontri ha confermato la volontà di Teheran di andare avanti se gli europei troveranno una soluzione praticabile.
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Societa’, istituzioni, esteri

Testata:  Repubblica 
Autore:  Ansaldo Marco 
Titolo: Tensione Turchia-Israele A Gaza neonata muore soffocata dai lacrimogeni – Morire a otto mesi il destino di Leila nella strage di Gaza
Tema: Gaza

C’è anche una neonata di 8 mesi tra le vittime a Gaza, soffocata dai gas lacrimogeni vicino alla barriera di separazione con Israele. Leila al-Ghandour non è però l’unica minore uccisa nei due giorni di violenze sulla Striscia, che hanno portato il conto dei morti a 63: almeno 8 sono ragazzi, uno di 12 anni, gli altri di 16. La tensione si è riflettura anche sul fronte diplomatico, con una crisi tra Israele e Turchia scoppiata dopo la decisione di Erdogan di richiamare i propri ambasciatori a Washington e Tel Aviv e di espellere il diplomatico israeliano ad Ankara. Il premier israeliano Netanyahu ha risposto con durezza, accusando Erdogan di essere tra i sostenitori principali del terrorismo di Hamas.
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Testata:  Stampa 
Autore:  GIO.STA. 
Titolo: Strage a Gaza, Ankara alza la voce Espulso l’ambasciatore israeliano
Tema: Gaza

Sono 63 i morti in totale lungo la striscia di Gaza, altri due nella giornata di ieri, compresa una bambina di otto mesi. Centinaia i feriti, molti rischiano amputazioni in ospedali sopraffatti dall’emergenza, come ha denunciato fra gli altri Medici senza frontiere. La reazione di Israele alle proteste dei palestinesi ha indignato tutto il mondo islamico, e non solo, con Belgio e Irlanda che convocato l’ambasciatore israeliano, mentre la Gran Bretagna si è unita ai Paesi arabi nella richiesta di una “indagine indipendente” sulle violenze, nonostante l’opposizione degli Stati Uniti. Ma ad alzare di più la voce è stata la Turchia che ha espulso l’ambasciatore israeliano. E’ un passo che può condurre alla rottura delle relazioni diplomatiche.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  Frattini Davide 
Titolo: Scontri, accuse, lacrime A Gaza il giorno del dolore – Gaza seppellisce i suoi 60 morti
Tema: Gaza

Altri due morti ieri lungo la striscia di Gaza. Il bilancio delle vittime sale così a 63 totali. Ieri avrebbe dovuto essere la giornata più importante, i palestinesi commemorano la Nakba, la catastrofe, così chiamano la nascita di Israele settant’anni fa, quando Abu Mohammed ha dovuto lasciare il suo villaggio. E stata invece la giornata dei funerali, poche centinaia di persone arrivano agli accampamenti vicino al confine, dove gli elettricisti smontano gli altoparlanti che in questi giorni hanno incitato i gruppi a marciare contro il reticolato. Le proteste di lunedì sono coincise con l’inaugurazione dell’ambasciata a Gerusalemme, Nikki Haley, l’ambasciatrice all’Onu, dice “non c è nessun legame, Hamas incita alle violenze da anni”. La prossima data chiave dovrebbe essere il 5 giugno: lo stesso giorno del 1967 gli israeliani hanno catturato la Striscia allora controllata dagli egiziani.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Stabile Giordano 
Titolo: Accuse a Netanyahu e comizi in Bosnia Erdogan punta alla leadership islamica
Tema: Erdogan

Il duro attacco di Erdogan allo Stato di Israele dopo le violenze a Gaza indica un avvicinamento del presidente turco all’asse anti-israeliano, che ha nell’Iran il proprio primo protagonista. Le dichiarazioni del leader turco, ieri in visita a Londra, colpiscono ancora di più se confrontate con quelle, prudenti, dell’Arabia Saudita, e con l’azione sottotraccia dell’Egitto che ieri ha imposto ad Hamas di non spingere più i manifestanti contro il confine e il fuoco dei cecchini. La posizione turca indica l’intenzione da parte di Erdogan di puntare alla leadership islamica. Non a caso due mesi fa il giornale Yeni Safak, il megafono ideologico di Erdogan, ha pubblicato uno “studio” che sosteneva come le forze armate congiunte dei Paesi dell’Oic sarebbero in grado di sconfiggere Israele e “liberare” Gerusalemme “in dieci giorni”. Venerdì Erdogan sfilerà con i manifestanti ad Ankara e forse anche a Dyarbakir, vicino alla Siria, dove si è già scavato una zona di influenza sotto il controllo delle sue truppe, a spese dei curdi. Ma l’appuntamento più importante sarà a Sarajevo, nel cuore dell’ex Europa ottomana: una sfida a Germania, Austria e Olanda che hanno proibito comizi di politici turchi durante la campagna elettorale.
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Testata:  Corriere della Sera 
Autore:  … 
Titolo: Pyongyang cancella vertice con il Sud e minaccia Trump
Tema: Corea

La Corea del Nord ha sospeso i colloqui con il Sud. Pyongyang e Seul avevano pianificato un incontro ad alto livello per oggi nella Casa della Pace, a Panmunjom, ma il summit è stato cancellato. Pyongyang ritiene le esercitazioni in corso tra aviazione americana e quella di Seul una “provocazione”, in grado di minare i colloqui che dovrebbero culminare con il vertice tra i due leader il 12 giugno a Singapore. Ma il Dipartimento di Stato USA ha fatto sapere di non aver «ricevuto alcuna comunicazione» da Pyongyang sulla possibile cancellazione del vertice con il presidente Trump e neppure sulle esercitazioni congiunte con Seul.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Rampini Federico 
Titolo: Il primo capriccio di Kim dopo il disgelo mette a rischio il vertice con Trump
Tema: Corea

Kim Jong-Un potrebb far saltare l’atteso vertice del 12 giugno con il presidente USA Donald Trump. La fonte della notizia-bomba, ieri sera, era un’agenzia sudcoreana che attribuiva il gesto dirompente a Pyongyang, motivato dal fatto che la Corea del Nord non tollera lo svolgimento di manovre militari congiunte che coinvolgono militari americani e sudcoreani. Prima c’è stata la cancellazione – sicura – di un incontro bilaterale fra delegazioni tra le due Coree. Poi, ancora più duro, l’invito agli Stati Uniti a “meditare sulle conseguenze” che quelle manovre militari possono avere, se dovesse saltare lo storico meeting Trump-Kim. Nella tarda serata di ieri ancora mancavano conferme ufficiali di fonte governativa, né c’era stato alcun comunicato diretto da Pyongyang alla Casa Bianca. Eppure via via la notizia prendeva una consistenza allarmante fino ad essere ripresa da tutti i media americani.
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Testata:  Stampa 
Autore:  Perosino Monica 
Titolo: Il punto – Se anche Soros si arrende e abbandona l’Ungheria
Tema: Ungheria

All’indomani dell’intesa Polonia – Ungheria in chiave antimigranti, e della minaccia di veto sulle previsioni di bilancio Ue,  ieri la fondazione del miliardario americano George Soros ha annunciato la chiusura della sua sede in Ungheria: “L’Open Society Foundations sposta le sue operazioni e il suo personale da Budapest a Berlino”, si legge in una nota. Il difficile contesto in cui lavorava l’organizzazione umanitaria – che finanzia numerose Ong – era evidente già durante la campagna elettorale di Orban. L’annuncio della Open Society segue di poche ore le indiscrezioni secondo le quali Orban vorrebbe rendere ancora più severa la legge sulle Ong.
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Testata:  Repubblica 
Autore:  Zucconi Vittorio 
Titolo: Tom Wolfe per sempre dandy raccontò i salotti dei radical chic – Il Savonarola di New York contro le 5 w dei giornalisti
Tema: Wolfe

La morte dello scrittore ed intellettuale americano Tom Wolfe. Da esiliato del profondo sud, virginiano di nascita, aveva creato la propria fortuna e fama, sfruttando le debolezze e le finzioni del mondo delle’elite newyorchese nella quale avrebbe poi vissuto benissimo per ottant’anni. Autore del “Falò delle Vanità”, demolì il mito del giornalismo come esercizio di rigorosa obiettività, fondato sulle “cinque W”. Il suo newjournalism, dove l’io dell’autore e la soggettività della narrazione avevano abbattuto il muro della finta obiettività, avrebbe anticipato l’era dei social network e della comunicazione individuale sbriciolata in milioni di partecipanti, anche se lui, snob terminale, si teneva ben al largo dalla Rete che lo offendeva nella natura plebea e populista.
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PRIME PAGINE

IL SOLE 24 ORE
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CORRIERE DELLA SERA
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LA REPUBBLICA
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