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L’appello alla solidarietà di Storchi «Reggio Emilia aiuti il Madagascar»

06.06.2023

Nel Paese africano don Luca Fornaciari e don Simone Franceschini sono in missione per la Diocesi Reggio Emilia Paolo Storchi, figlio del noto imprenditore reggiano, ex presidente Unindustria ed ex presidente Federmeccanica, Fabio Storchi, si fa portavoce delle necessità emerse in Madagascar, dopo il suo ultimo e recente viaggio missionario. Lo fa appellandosi a chi è nelle condizioni di fare del bene: «Nella nostra provincia reggiana. Vorrei scuotere le sensibilità. Il lavoro che stanno facendo i due missionari emiliani, nel Paese, è immane. Si tratta del sassolese don Luca Fomaciari e del reggiano, don Simone Franceschini».

Si tratta di giovani missionari, poco più che quarantenni che, in Italia, potrebbero godersi tutto dalla vita e che, invece, mossi da una profonda e vera vocazione missionaria, si trovano ad aiutare i poveri del mondo. «La cultura e la formazione sono la via maestra per un riscatto sociale, per costruire benessere per sé, per la propria famiglia e per la comunità in cui si vive. Per questo crediamo che sia meritoria l’iniziativa del missionario modenese don Luca Fornaciari, originario di Sassuolo (appartenente alla comunità sacerdotale Familiaris Consortio), impegnato in Madagascar per fare del bene al prossimo, sotto l’egida della Diocesi di Reggio Emilia, e titolare della parrocchia di Manakara, situata sulla costa sud-orientale del Madagascar, nella provincia di Fianarantsoa».

È la considerazione da cui muove Paolo Storchi che prosegue il consolidato impegno di tutta la famiglia a favore di alcuni missionari emiliani impegnati in quella terra lontana, più volte visitata, sensibile ai temi della carità cristiana, mossa da una animico desiderio missionario. «Don Luca e don Simone Franceschini sono persone straordinarie – sottolinea -, che interpretano al meglio la vocazione missionaria oggi: spendersi per gli altri in modo gratuito e agire non solo per alleviare momentaneamente le condizioni critiche, ma per dare alle persone gli strumenti fondamentali per costruire da sé un benessere duraturo, foriero di positività per sé e per gli altri. La carità, intesa nel suo senso più alto e nobile, non si esaurisce infatti nell’assicurare beni materiali, ma nel dare solide prospettive di futuro».

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Articolo pubblicato il 4 giugno 2023 da “Gazzetta di Reggio”

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