Roma 2022 - Convegno Nazionale "Tecnologia e innovazione per una transizione energetica"

La risposta delle economie occidentali alla crisi del 1973 e quella successiva del 1979, fu straordinaria. In pochi anni il tema della sicurezza dell’energia e dell’economicità scomparve e l’Opec prese una batosta dalla quale non si riprese per lunghissimo tempo. Tant’è che l’ultimo anno in cui ero Amministratore Delegato dell’Eni, nel 1998-1999, in vent’anni il prezzo del petrolio era sceso a 12 dollari al barile, la reazione dei governi in termini di diversificazione delle fonti, in termini di risposta forte alla problematica dell’energia, fu tale che l’Opec venne messo in ginocchio. E questa è una lezione per i russi. Loro pensano di averci messo in ginocchio perché quello che ha detto Putin l’altro ieri in modo molto violento e inappropriato non ci deve spaventare. La Russia fra tre anni, non saprà dove metterlo il gas e avranno dei problemi giganteschi. Putin sta creando un problema a sé stesso. Qui parlo sotto il controllo dell’amico Claudio Descalzi, ma fra due o tre anni avremo il prezzo dell’energia che crollerà. Dobbiamo resistere i prossimi due anni che saranno comunque difficilissimi, nonostante tutti gli sforzi che il governo ha fatto per superare questa crisi. Alla fine degli anni ’90 il tema della sicurezza e il tema dell’economicità erano spariti dall’agenda delle politiche energetiche. C’era un clima d’opinione che era dominato dal neoliberismo, c’era la rivoluzione di Thatcher e Reagan, si pensava che il mercato avrebbe dato tutte le risposte alle necessità del sistema dell’energia. Ci fu, secondo me, un momento di svolta che è poco noto ma che è molto importante, cioè una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1994 che dice sostanzialmente che l’elettricità è una commodity come le altre e quindi tutto quello che era stato fatto nel passato, la nazionalizzazione delle utilities elettriche, gli interventi dei governi, non servivano a niente, era il mercato che doveva occuparsi dell’economicità e della garanzia degli approvvigionamenti dell’energia elettrica e di converso anche di tutti gli altri elementi. Da questo derivò un atteggiamento proattivo da parte dell’Unione Europea. L’Unione Europea non aveva un mandato ad occuparsi dell’energia perché i trattati non lo prevedevano quindi la sentenza della Corte di Giustizia Europea del ’94 consentì all’Unione Europea di ricondurre il tema dell’energia sotto il cappello del mercato unico. Tecnologia e innovazione per una transizione energetica 22

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