Civiltà del Lavoro, n. 2/2023

ancora da scoprire. “Noi – racconta D’Amato – non sentivamo per la plastica lo stesso tipo di emozione che sentivamo per la carta, dunque abbiamo scelto di investire sulla seconda”. Una presa di posizione che, dal 1973, anno della crisi petrolifera, ha acquisito sempre più i contorni di una scelta razionale e visionaria. Emozionarsi per dare direzione ai propri sogni: non esiste modo più nobile per investire un capitale. Passeggiando tra le attrezzature all’avanguardia dell’azienda, si prende consapevolezza dell’importanza di ogni segmento produttivo, di ogni “tuta blu che – afferma il Cavaliere – realizza il lavoro ed è protagonista della qualità”. La qualità non è un processo top-down, ma nasce dal senso di responsabilità e partecipazione di ciascun lavoratore. La Seda pone il focus su “sicurezza ambientale, impatto ambientale e sostenibilità”. Rispettare l’ambiente è un dovere morale, innanzitutto, ma risponde anche a un elementare principio di autotutela capitalistica. Infatti – dice D’Amato – “Chiunque voglia continuare a produrre oggetti in carta, si preoccupa che ci siano alimentazioni di materie prime adeguate”. Sarà per questo che, per ogni albero abbattuto, se ne piantano da tre a cinque? Da Arzano a Palazzo Partanna, nel salotto di Napoli, per l’incontro in Unione Industriali. All’incontro “La realtà produttiva del Mezzogiorno nel contesto nazionale” hanno portato testimonianza diretta della propria storia e delle sfide attuali, i Cavalieri del Lavoro Armando Enzo De Matteis, Mario Magaldi, Nicola Giorgio Pino, Giovanni Russo, introdotti dai Cavalieri Teresa Naldi, vice presidente del Gruppo del Mezzogiorno, Costanzo Jannotti Pecci, presidente Unione Industriali Napoli, e dal Coordinatore del Comitato Scientifico del Collegio Sebastiano Maffettone. Sono emerse storie diverse, come realtà imprenditoriali messe in piedi con venti milioni di lire (Pino), tenute insieme da quattro generazioni (come la Russo di Casandrino), ereditate e trasformate (come la De Matteis), destinate a essere guidate da inventori (come la famiglia Magaldi). vetta. La Knowledge Innovation di cui si occupa l’azienda del professore Luigi Nicolais si affianca alla Digital Innovation propria del Centro di Sviluppo App iOS della Apple, seconda realtà aziendale protagonista della mattinata. Con un racconto su una recente interruzione elettrica causata da un cavo tranciato nei pressi dello stabilimento, il Cavaliere del Lavoro Antonio D’Amato accoglie i collegiali in visita presso la sua azienda, la Seda International Packaging Group S.p.a. “Questo – dice D’Amato – non è un inconveniente solo meridionale, è accaduto anche all’aeroporto di Francoforte, proprio in mia presenza, poco tempo fa!”. Insomma, siate pure critici nei confronti del meridione, ma attenzione a non cadere nelle maglie del racconto di un Sud arretrato. Sarebbe troppo semplicistico. Il percorso di un’azienda è fatto di scelte, di “aut-aut kierkegaardiani” evidenzia D’Amato. È andata così quando la Seda si è interrogata in merito alla scelta del materiale del futuro su cui investire. Plastica o carta? Da un lato, la scelta innovativa che stava spopolando, dall’altro, una frontiera L'incontro all'Unione Industriali Napoli. Da sinistra: Nicola Giorgio Pino, Armando Enzo De Matteis, Teresa Naldi, Costanzo Jannotti Pecci, il Sebastiano Maffettone, Mario Magaldi, Giovanni Russo 82 VITA ASSOCIATIVA L’Ovo di Napoli tra scienza e coltivazione della bellezza Si narra che Virgilio, trovato l’uovo deposto dalla sirena Partenope, lo racchiuse in una gabbia in ferro e lo nascose nei sotterranei del Castel Marino, rinominato dell’Ovo. Secondo la leggenda, al rompersi del suo fragile guscio, sorti nefaste si sarebbero scagliate su Napoli e su tutte le città che la circondano. È quindi proprio dal destino del prodigioso uovo che dipendono quelle della bella Partenope. di Vittoria Resta 4 a GIORNATA Sono stati necessari tre giorni in prossimità proprio del cruciale castello a farci sollevare il velo esoterico del mito e iniziare a comprendere invece come non è in una gabbia in ferro che si conserva il futuro di Napoli o del Meridione, quanto al di fuori, nelle persone e nei posti capaci di difenderne i valori. Nell’ultimo giorno della nostra trasferta, piuttosto che celebrare il presente, siamo invece invitati a respirare e conoscere grandi gesta di uomini del passato che hanno dato avvio ad una tradizione di eccellenza di cui tutt’ora osserviamo i risultati. Per incontrare il primo degli esempi è sufficiente perCiviltà del Lavoro | marzo • aprile 2023

RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=