Civiltà del Lavoro, n. 4-5/2022

33 Civiltà del Lavoro settembre • ottobre 2022 Ante ‘900 1 volta ogni 50 anni Oggi ( 1,1% ) 4,8 volte ogni 50 anni Domani (se +1,5% ) 8,6 volte ogni 50 anni Domani (se +4% ) 8,6 volte ogni 50 anni = 8,2x vs Oggi = 1,8x vs Oggi ? = 2,9x vs Oggi Domani (se +2,0% ) 13,9 volte ogni 50 anni 5. EVENTI DI CALDO ESTREMO: SIMULAZIONI IPCC Fonte: IPCC CONVEGNO NAZIONALE è perché sappiamo, lo abbiamo capito da tempo, di vo- ler essere dalla parte delle soluzioni. Il titolo del nostro convegno, del resto, lo dice esplicitamente: “Tecnologia e innovazione per una transizione energetica. Il contri- buto dei Cavalieri del Lavoro”. Siamo portatori – e ne sentiamo forte la responsabilità sociale – della cultura del lavoro, del fare, del realizzare. Viviamo nel pieno di un cambio di paradigma: compor- tamenti e modelli considerati fino a ieri immodificabili sono in rapida trasformazione. Si sta configurando un nuovo mondo, animato da linguaggi inediti e scandito da metriche ancora da definire. EOLICO E SOLARE, OCCASIONE SUD Lasciatemi sottolineare come molti dei progressi tec- nologici nelle rinnovabili possano rappresentare una straordinaria occasione per il nostro Paese, in partico- lare per il Centro Sud. Ricordo cosa è successo in Nor- vegia quando ha scoperto di avere ingenti risorse di oil e di gas fossili. È stato un cambiamento epocale. Penso che lo stesso possa accadere in Italia. Con la significativa differenza che, mentre per la Norvegia parliamo di fonti fossili, per il Centro Sud parliamo di fonti rinnovabili. Da questo punto di vista, la Norvegia rappresenta il passa- to, mentre il nostro Mezzogiorno rappresenta il futuro. Il Mezzogiorno è nelle condizioni di creare energia e ric- chezza. Di questo non c’è ancora una chiara percezione, ma sono certo che tale consapevolezza sia sempre più forte. È un’opportunità straordinaria per un Centro Sud che per tanto tempo ha fatto fatica. PROTEGGERE IL PAESAGGIO DALLA BUROCRAZIA In questi ultimi mesi si è fatto tanto, e bene, per fron- teggiare le numerose emergenze che l’Italia si è trova- ta a dover affrontare. Si è finalmente iniziato a libera- lizzare l’installazione dei pannelli fotovoltaici, sono stati sbloccati 11 parchi eolici, sull’installazione dei nuovi ri- gassificatori si sono date indicazioni certe e si è dato il via libera allo sfruttamento di fonti energetiche, come il geotermico, da anni accantonate. Tutti questi sforzi non vanno vanificati. Si parla, per esem- pio, di semplificazione ma poi si leggono cose che lascia- no interdetti. Da un recente rapporto (Osservatorio Re- gions 2030) pubblicato dal Sole 24 ore emerge come il 70% dei progetti sulle rinnovabili sia stato bloccato per vincoli paesaggistici. Non c’è dubbio che si tratti di vinco- li più che legittimi, ma spesso si arriva a dei parossismi. Chi vede più i vecchi tralicci? Nessuno. Ma non perché non ci sono più, semplicemente perché nessuno ci fa più caso. C’è da chiedersi quale sia il vantaggio di proteggere il paesaggio se poi si lascia bruciare, allagare e devastare dalle frane il nostro territorio e il pianeta. BANCHE “AVANGUARDIA” PER LE NORMATIVE ESG Altro tema riguarda le banche. Un tema che, al contra- Sono gli investitori i primi a informarsi sulla sostenibilità di un’azienda, sono i clienti i primi a voler conoscere l’impatto ambientale dei prodotti finanziari che acquistano

RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=