Civiltà del Lavoro, n. 3/2022

6 Il Collegio compie 50 anni Il saluto del Presidente emerito della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Coltivare le intelligenze e rispondere ai cambiamenti di Alfredo Diana Pubblichiamo la trascrizione della video intervista al Cavaliere del Lavoro Alfredo Diana realizzata in occasione della celebrazione del 50° anniversario del Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro “Lamaro Pozzani” Le scuole di élite non esistono solo in Italia, però da noi era considerata una novità. “Voi vi occupate solo di un numero ristretto di persone”, ci dicevano. In effetti sì, la residenza è per un numero ristretto di persone, però le intelligenze particolari non sono centinaia, sono alcune decine. Di queste bisogna fare l’uso che se ne può fare. Mi sembrava una cosa giusta. Mi piace ricordare Giovanni Cavina. Era veramente il pater familias e i ragazzi gli volevano bene come a un padre, non era il professore, non era l’uomo al di sopra degli altri, era il padre di famiglia e ci voleva anche quello, natu- ralmente. Ha avuto il merito di aver influito sull’organizzazione dei Cavalieri del Lavoro, non tutti erano d’accordo sulla necessità di istituire il Collegio perché, per nostra fortuna, molti dei Cavalieri del Lavoro sono veramente dei self-made men, si sono fatti da soli senza studi particolari, senza preparazione particolare. L’idea quindi di una classe favorita, a loro sembrava quasi una cosa da non fare. Ma io dicevo: “Tu hai avuto la fortuna di saperlo fare, di poterlo fare, ma non tutti hanno avuto questa fortuna o questa capacità”. Dobbiamo riconoscere che anche i tempi sono cambiati, sono più difficili. Oggi per riuscire ci vuole una preparazione più solida, c’è più concorrenza. Ma chi si è fatto da solo, queste cose bisogna che le capisca. Abbiamo avuto alcuni Cavalieri del Lavoro che si sono entusiasmati della residenza e che ci hanno dato una buona mano anche negli anni difficili e questo credo che sia anche un riconoscimento alla Federazione. Ma i ragazzi hanno potuto usufruire di aiuti per gli studi, per i viaggi all’estero, per la formazione. Tutto questo fa parte del bagaglio del passato, però dobbiamo riconoscere che, per fortuna, quasi tutti i Cavalieri del Lavoro hanno dato un contributo. Alcuni hanno dato dei contributi anche molto più generosi di altri. In definitiva, adesso lo riconoscono tutti, è stata una buona idea e che vale la pena di portare avanti. Sono contento che ha avuto successo, sono contento che continui, spero che continuerà. È che bisogna adattare il passo alla strada da percorrere, oggi abbiamo a che fare con una società più evoluta, e questo va tenuto presente nello sviluppo del Collegio dei Cavalieri del Lavoro. Alfredo Diana con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della consegna del collare di Decano della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro INTERVENTI ISTITUZIONALI

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