Civiltà del Lavoro, n. 2/2022

11 Civiltà del Lavoro marzo • aprile • maggio 2022 Sergio Mattarella SPINGERE IL CANTIERE ITALIA Il domani non aspetta Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica PRIMO MAGGIO a Festa del Lavoro è festa per la Repub- blica. Rappresenta motivo di riflessio- ne e di impegno. Il primo articolo della Costituzione co- stituisce il fondamento su cui poggia l’architettura dei principi della nostra democrazia e del- la nostra civiltà. Al tempo stesso è un pungolo, un senso di marcia, una sfida costante alle istituzioni, ai corpi sociali, alle forze produttive. Il lavoro è misura di libertà, di dignità, rappresenta il con- tributo alla comunità. È strumento di realizzazione di di- ritti sociali. È motore di rimozione delle disuguaglianze, tema essenziale dopo la pandemia che le ha aggravate e ne ha create di nuove. SICUREZZA, RESPONSABILITÀ CHE APPARTIENE A TUTTI Premessa di tutto è la sicurezza sul lavoro. È una batta- glia che viene da lontano. L’integrità della persona e della salute dei lavoratori è parte essenziale della visione che ispira il nostro patto costituzionale. È stata ed è elemento qualificante della lotta del movimento dei lavoratori. Ma non è un tema di parte, non appartiene soltanto a loro. Vorremmo che intorno a questa necessità si mobilitas- se il fronte più ampio, un patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche, per sottoli- neare con forza l’impegno a combattere un flagello che sconvolge la vita di troppe famiglie, rappresenta un’umi- liazione per il mondo delle imprese e una sconfitta per chi, producendo beni e servizi, vede la propria attività sfigurata da queste morti. Ogni incidente ha un costo: umano anzitutto, morale, sociale, economico. Supera di gran lunga quello di ogni attività di prevenzione e tute- la. La caduta mortale di Fabio Palotti a Roma, la morte di Rosario Frisina a Gorgonzola, sono solo le ultime tra- gedie di una insopportabile catena che dobbiamo regi- strare con dolore e amarezza. Tanti gli infortuni che causano conseguenze mortali o gra- vi menomazioni permanenti. Grande impegno va messo in campo, nell’applicazione di tecnologie moderne per proteggere il lavoro, consentire il recupero degli infor- tunati. È uno sforzo, quello per la sicurezza, da veicola- re anche attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resi- lienza, che rende disponibili risorse significative. Unità di sforzi, quindi, per la sicurezza sui posti di lavoro. È una responsabilità che appartiene a tutti. Venerdì mattina, in Friuli, ho sottolineato la inaccettabilità, specialmen- te per i più giovani, di dover associare la prospettiva del lavoro con la dimensione della morte. Vanno incentivate le esperienze e le buone pratiche che, come in quella Regione, si propongono la stipula di proto- colli tra imprese e sindacati con l’obiettivo “Zero morti”. Rappresenta una prova di maturità e di coesione sociale. LEGALITÀ VINCOLO INDEROGABILE Eravamo avviati a uscire dalla crisi indotta dalla pande- mia – anche se adesso purtroppo costretti ad affronta- L

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