Civiltà del Lavoro, n. 1/2022

14 Civiltà del Lavoro gennaio • febbraio 2022 PRIMO PIANO Foto stylephotographs © 123RF.com rivanti dal cambiamento climatico. La Bce ha pubblica- to un rapporto in cui si evidenzia come gli intermediari significativi europei, nonostante i notevoli sforzi profu- si negli ultimi anni e la consapevolezza della rilevanza di questi temi, siano ancora lontani dal disporre di assetti organizzativi in linea con le aspettative del supervisore. Un ulteriore stimolo proverrà dal prossimo esercizio di stress test sulle banche significative europee. L’eserci- zio è l’occasione, sia per le banche sia per il superviso- re, per sviluppare le necessarie competenze nell’ambito della finanza sostenibile. Esso consentirà una prima va- lutazione della capacità degli intermediari di fronteggia- re i rischi finanziari derivanti dal cambiamento climatico utilizzando diversi scenari e sarà modulato tenendo con- to del livello di preparazione delle banche partecipanti; i risultati non avranno un impatto diretto sui requisiti di capitale e saranno integrati con un approccio qualita- tivo nel processo di revisione e valutazione prudenzia- le (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP). Non vi è dubbio che la strada da percorrere sul fronte della transizione ecologica sia ancora lunga, ma non si può esitare a intraprenderla con decisione. La Cop26 di Glasgow del novembre scorso ha registrato, come nel caso della Dichiarazione dei Leader del G20, l’emergere di incertezze e resistenze. Si sarebbe certamente potuto fare di più, ma i risultati raggiunti sono tutto sommato positivi. Con la piena attuazione degli impegni di limitare le emissioni dichiarati dai paesi nel corso della Confe- renza, il riscaldamento globale non supererà gli 1,8 gradi entro la fine del secolo, mantenendosi quindi al di sot- to della soglia di 2 gradi stabilita nell’Accordo di Parigi. Le iniziative settoriali lanciate nel corso della Confe- renza di Glasgow – tra cui quelle riguardanti la riduzio- ne dell’utilizzo del carbone, la lotta alla deforestazione e alle fughe nella filiera del metano – potranno inoltre contribuire a contenere ulteriormente l’aumento del- le temperature .

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