Civiltà del Lavoro, n. 3/2020

20 Civiltà del Lavoro giugno • luglio 2020 PRIMO PIANO La seconda area di intervento ha proprio a che fare con i giovani. È abbastanza evidente che, a fronte della crisi che stiamo vivendo, o riusciremo a stimolare la crescita di una nuova generazione di imprenditori, innovativi e orientati al- la sostenibilità economica, sociale e ambientale, o il siste- ma Paese uscirà profondamente indebolito. È una questione di capitale umano, che si affronta facen- do un investimento straordinario. E riguarda non solo il mondo della scuola e della formazione terziaria, ma anche e soprattutto la fase post-scolastica e accademica. È quel- lo il momento in cui è possibile che tanti giovani e tante giovani di valore decidano di tentare la strada dell’autoim- prenditorialità. Ed è quello il momento in cui devono trovare un sostegno, organizzativo e finanziario, per avviare la propria attività e poi crescere. Ed è quella la fase in cui l’Italia è ancora de- bole, nonostante le tante iniziative esistenti. Per questo, suggerisco che i Cavalieri del Lavoro stimolino la creazione di una onorificenza per i giovani imprendito- ri di successo. Lanciai l’iniziativa quando ero ministro del Lavoro, ma poi il governo cadde e non se ne fece più nul- la. Credo sia il momento di riprendere quell’idea, attraver- so la quale è possibile indicare al Paese modelli di una im- prenditorialità giovane e orientata allo sviluppo sostenibile. La terza area è collegata alla seconda e ha a che fare con l’accelerazione della transizione ecologica del sistema pro- duttivo italiano. Come ho detto prima, i dati mostrano che le imprese che hanno scelto lo sviluppo sostenibile hanno importanti guadagni di produttività rispetto a quelle che operano nell’economia lineare. Credo che i Cavalieri del Lavoro abbiano un ruolo cruciale per aiutare i “ritardatari” (e non sono pochi) ad impegnar- si nella transizione, facilitata anche dai fondi che derivano dai nuovi orientamenti europei. Ancora troppi economisti, consulenti, giornalisti e opinion leader pensano che scegliere la sostenibilità comporti co- sti eccessivi e che sia meglio affidarsi alle “vecchie” ricette economiche, magari grazie a sussidi che invece dovrebbe- ro andare a imprese più innovative ed efficienti. I Cavalieri del Lavoro, con la loro autorevolezza, possono contrastare una tale visione, ormai obsoleta e anacronisti- ca, aiutando l’intero Paese a fare quel salto di qualità ne- cessario per spostarsi su un sentiero di sviluppo sostenibi- le da tutti i punti di vista. Sono ancora in molti a credere nella falsa dicotomia tra sostenibilità e pro tto. I Cavalieri del Lavoro, con la loro autorevolezza, possono contrastare una tale visione, ormai obsoleta e anacronistica, aiutando l’intero Paese a fare quel salto di qualità necessario per spostarsi su un sentiero di sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista

RkJQdWJsaXNoZXIy NDY5NjA=