Grandi industriali, manager, finanzieri (1970-2005)
L'economia italiana raggiunge, soprattutto in questi anni e nonostante i limiti strutturali, una configurazione settoriale e tecnologica capace di sostenere uno sviluppo finanziario.
Gli imprenditori protagonisti di questa stagione - e tra questi i Cavalieri del Lavoro - si adoperano per fronteggiare la debolezza originaria con cui il paese ha sempre affrontato l'industrializzazione, cercando in particolare di superare le remore organizzative, tecniche e finanziarie per competere con economie più avanzate.
Dal 1970 al 2004 sono stati nominati, come già si è detto, 827 Cavalieri del Lavoro. Più dettagliatamente 323 nel Nord Ovest, 166 nel Nord Est, 203 nel Centro e 103 al Sud (oltre ai 30 attribuiti all'estero).
Di questi 827, quelli operanti nel settore primario rappresentano appena il 7,46 %, quelli nel settore secondario ben il 73,23%, e nel terziario in senso lato il 19,31%.
Tra gli imprenditori insigniti dell'onorificenza "Al Merito del Lavoro" si ritrovano i nomi di quanti hanno continuato lo slancio di industrializzazione e di modernizzazione del paese.
Numerosi sono i Cavalieri del Lavoro che perseguono e costruiscono non solo modelli originali di strutture produttive, ma anche nuovi rapporti di lavoro. In poche parole, si tratta di figure imprenditoriali che sanno tener conto di tutte le componenti della realtà economica e delle esperienze storicamente accumulate da tutti gli attori del processo produttivo. Con la stessa capacità, con la stessa dedizione e lo stesso impegno di tutti gli altri che nel periodo precedente hanno saputo mettere al servizio della nazione il patrimonio della tradizione imprenditoriale italiana: laboriosità, libertà d'intrapresa, risultati economici, solidarietà.
Nell'arco di questi anni di complessa e notevole espansione industriale, molti sono stati i Cavalieri del Lavoro protagonisti. Per non fare torto ad alcuno dei viventi, dei quali moltissimi sono ancora sulla scena, non si cita nessuno. Troppo vicini sono gli eventi. Tanti aspetti sono ancora oggetto di cronaca.
Rispetto al periodo precedente c'è un aumento significativo del numero degli insigniti nel Nord Ovest (da 210 a 323), nel Nord Est (da 86 a 166) e nel Centro (da 115 a 203), minore nel Sud (da 80 a 103).
Per quanto riguarda il settore di attività, come già si è detto, sono ancora in maggioranza gli imprenditori della grande industria, ai quali si affiancano i titolari di piccole e medie imprese diventate ormai asse portante dell'economia nazionale. Con numerosi nomi emergenti anche nel terziario. Soprattutto sono in aumento quanti hanno contribuito ad affermare la qualità del "made in Italy", come nel caso della moda. L'onorificenza viene quindi a riconoscere soprattutto l'innovazione e le capacità tecnico imprenditoriali di sviluppare attività collaterali attraverso l'indotto.




LA FEDERAZIONE



