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Il discorso del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (Palazzo del Quirinale, 5 novembre 2009)

Signor Presidente della Repubblica,

Autorità,

Signore e Signori,

con il conferimento delle insegne di Cavaliere del lavoro, ogni anno la Repubblica onora, nella solenne cornice del Quirinale, l’eccellenza dell’imprenditoria italiana, tributando un doveroso omaggio alle donne e agli uomini che – nell’industria, nell’agricoltura, nei servizi – contribuiscono allo sviluppo dell’economia del Paese.

Vengono pubblicamente celebrate le virtù personali, professionali e civili di coloro che si distinguono per l’impegno etico e sociale profuso nell’esercizio della propria attività imprenditoriale. Nello stesso tempo, premiando la Vostra attività economica, viene riaffermata l’adesione di noi tutti a quel fecondo patrimonio ideale su cui si regge il nostro sistema democratico, costituzionalmente fondato sul lavoro.

Un patrimonio che – nella lunga storia dei Cavalieri del lavoro – ha consentito all’Italia di superare con successo sfide impegnative e complesse, nel rispetto della dignità della persona umana e del lavoro, della libertà di iniziativa economica, dell’impegno di solidarietà verso le fasce sociali più deboli.

Questa coerenza ideale, unita alla passione, alla dedizione, alla creatività, all’intelligenza di generazioni di imprenditori, ha reso possibile la progressiva costruzione di un’Italia più moderna, più prospera, più coesa, più giusta.

E anche oggi, nella delicata crisi economica che stiamo attraversando, i valori incarnati dai Cavalieri del lavoro conservano intatta la propria attualità ed assumono, anzi, maggiore rilevanza.

Non dobbiamo, infatti, dimenticare che la tempesta che si è abbattuta sui mercati globali è stata determinata, in primo luogo, da una crisi di valori, dall’assenza di un efficace sistema di regole, di controlli e di responsabilità, che ha lasciato campo libero a speculazioni spregiudicate, ad azzardate alchimie finanziarie.

Per uno stabile percorso di sviluppo occorre, invece, un costante ancoraggio all’economia reale, alla concretezza, all’impegno quotidiano, alla serietà, al coraggio e al senso di responsabilità. Sono queste le qualità umane, imprenditoriali e civili che oggi qui celebriamo, tributando un meritato riconoscimento a 25 nuovi “campioni” dell’imprenditoria nazionale.

Signor Presidente,

i dati economici inducono a ritenere che, anche per l’Italia, la fase più difficile sia ormai superata e mostrano primi, timidi, segnali di ripresa, confermati anche dalle analisi dell’OCSE.

Il nostro Paese sta cominciando a risollevarsi, ma non possiamo abbassare il livello di attenzione: la ripresa è ancora troppo fragile e va consolidata.

In questo scenario, la priorità nazionale rimane la tutela e la valorizzazione del nostro sistema produttivo, per salvaguardare, innanzitutto, il nostro prezioso patrimonio di competenze, professionalità, strutture, indispensabili per mantenere alta la bandiera del Made in Italy.

Questo significa anche difendere i posti di lavoro: ogni vero imprenditore sa che il patrimonio più prezioso dell’azienda è costituito dai propri collaboratori. Per questo abbiamo il comune obbiettivo di garantire a tutti un lavoro sicuro e dignitoso, quanto più possibile stabile, pur tenendo conto delle esigenze di flessibilità imposte dall’economia globale, per poter cogliere tutte le opportunità di crescita.

Crescita che è sempre più legata al progredire della conoscenza, allo sviluppo delle comunicazioni, alla capacità delle imprese di proiettarsi sui mercati globali e di innovare prodotti e processi.

Sono queste le leve che il Governo Berlusconi sta azionando per rilanciare l’economia, promuovendo il riposizionamento strategico delle nostre filiere produttive nei settori delle tecnologie dell’informazione, della green economy, del nucleare e in tutti i comparti a maggiore valore aggiunto.

L’obiettivo è creare un’Italia più moderna, più vicina al mondo della ricerca, protagonista nelle produzioni a più elevato contenuto tecnologico.

Per raggiungere questo risultato – ambizioso, ma realistico – occorre mobilitare tutte le energie del Paese, al Nord come al Sud.

Entro la fine dell’anno, il Governo presenterà uno specifico Piano di intervento, destinato a ridurre progressivamente l’inaccettabile divario socio-economico che continua a penalizzare il Mezzogiorno.

Cari Cavalieri del Lavoro,

le insegne che tra poco riceverete dal Capo dello Stato non sono solo il riconoscimento dei Vostri successi: Vi chiamano a nuove e più elevate responsabilità.

Oggi – come e più di ieri – l’Italia conta sul Vostro fondamentale apporto per costruire un Paese più civile, più solido e più aperto al mondo.

Sono convinto che, con l’impegno di tutti, potremo trasformare in nuove opportunità l’attuale momento di transizione, inaugurando una nuova stagione di sviluppo, fondato sulla fiducia nelle nostre capacità collettive, sul rafforzamento della coesione sociale e sul riscatto delle aree più deboli del Paese: sarà il miglior modo per prepararci a celebrare, nel 2011, i 150 anni dell’ Unità della nostra Italia!

 

il ministro dello sviluppo economico claudio scajola

Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.